Tenerezze

Giovedì ho trovato una gomma bucata all’uscita dall’ufficio. Ho pensato immediatamente a quale corso dovesse prendere la serata, ovvero se abbattermi e rovinarmela, o al contrario, riderci su attribuendo l’evento non ad un incidente ma ad un avvertimento da parte di qualcuno che avevo indispettito. Evidentemente non devo essere portata per la tragedia e ho optato per la seconda strada. Il bello è che, scherzando e ridendo con due colleghe coinvolte nella risoluzione del giallo, mi sono resa conto che alla fine ero stata anche fortunata. Avendola parcheggiata al buio, avrebbero potuto anche picchiarmi. Ora sono dal gommista che ogni volta che vado con una gomma bucata riesce a convincermi che sono due quelle da cambiare. Non so se il gommista abbia un ascendente su di me o se invece mi piaccia vedere la mia vecchietta circondata da tutti questo omaccioni che se ne prendono cura come fosse una Ferrari ai box. Come a regalarle un qualche ultimo momento di gioia. Non so. Hanno finalmente terminato la sostituzione, vado alla cassa e lascio per le due gomme un valore pari alla macchina e il congedo é sempre lo stesso “ah signo’, se ricordi che ‘sti cerchi so’ de buro”. Me ne vado ogni volta con questa tenera raccomandazione nel cuore e la consapevolezza che ovunque è possibile trovare poesia.

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