Il cimitero acattolico tra musica e poesia


La visita al Cimitero Acattolico non ha tradito le mie aspettative ed è stata proprio una gran bella esperienza.

Due ore tra le tombe ad ascoltare storie di vite straordinarie. Con raggi di sole tra le nuvole ad illuminare il contrasto tra i marmi e il verde lucido delle foglie e del prato e la sensazione del privilegio di abitare in una città che possiede simili tesori.

La poesia come ponte tra gli uomini che unisce Lee Masters alla Pivano, a Cesare Pavese fino a De Andrè.

 La commozione di fronte alla  lapide del giovane Keats che ormai alla fine manda in giro per Roma il suo fidato amico a cercare un luogo adatto per la sua sepoltura.

Il racconto divertente di uno Shelley che si occupa delle faccende casalinghe per lasciare sua moglie a scrivere Frankestein. Altre vite meno note ma belle come favole.

Poi il  ricordo di Amelia Rosselli, figlia di Carlo, morta suicida e la sua idea della speranza come danno irreparabile. Poi la tomba di Dario Bellezza, amico di Amelia dispiaciuto di non essere riuscito a confortarla  e morto in povertà.

E infine Gramsci e il suo odio verso gli indifferenti. Il suo essere partigiano. La sua voglia estrema di parteggiare.

Tanta più vita là dentro che altrove.

 

Per quanti fossero interessati, la visita tra musica e poesia è organizzata dall’Associazione Ancient Aperitif e vale davvero i 20€ del biglietto. Plauso a questi giovani che sanno trasmettere la loro passione per la cultura, la musica e la poesia. Cervelli eroici che non sono fuggiti.

Il buongiorno del 28 ottobre

romeStamattina ho un affollamento di pensieri, di emozioni, di sentimenti ad animarmi che scrivo e cancello senza fermarmi. Non riesco a scegliere.

Mi piacerebbe affrontare il tema sulla differenza che c’è tra un capo e un leader. E sul fatto che siamo pieni dei primi ma che avremmo estremo bisogno dei secondi.

Vorrei scrivere della poesia che trovi in un teatro di periferia dove persone, che potresti incontrare sotto casa, ti parlano d’amore con voci ed intonazioni che non ti aspetti. Che illuminate dalle luci di scena sprigionano una magia che ti rapisce e ti incanta. E che, in un istante, ti fa capire davvero cosa voglia dire Barbara con il suo tutto il mondo a teatro (https://tuttoilmondoateatro.wordpress.com/).

Potrei raccontare del mio ritorno di notte attraverso la Roma vuota del primo lunedì di freddo in cui senti che gli altri sono rimasti a casa, quasi tutti, lasciandoti sola a godere quella meraviglia. A ricordare con dolcezza dell’ultima volta che l’hai mostrata con orgoglio a qualcuno che hai amato. E poi agli amori passati e a quello che resta per questa città sempre pronta ad abbracciarti stretta stretta quando ne senti il bisogno.

O anche esternare il mio piccolo cruccio per Marco che vorrebbe restare per il week end di Halloween ma deve partire con il padre. Di me che lo terrei (anche se vorrei riposarmi !) ma che credo non sia giusto interferire. E che finché non sarà arrivato il momento mi chiederò, senza soluzione di continuità, quale sia la cosa più giusta da fare e da dire.

O semplicemente concentrarmi su questo freddo a cui sono arrivata impreparata non per caso ma per rifiuto e che ti dice che è sempre meglio considerare e affrontare piuttosto che far finta di nulla, sperando non succeda.

Tanta roba, come direbbero i miei amici toscani, e nemmeno tutta tra cui non si può scegliere. Stamattina è il fluire che ha preso il sopravvento. Quello che più semplicemente chiamano vita. E che non si acchiappa se non a piccolissimi morsi. Più o meno così.

Fluidissimo buongiorno!

 

Il disegno (bellissimo) è come di consueto di Roberto Luciano.

Il buongiorno del 12 agosto

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Stamattina avevo cominciato a scrivere di quanto è bello sapere che paroledimaru sta girando il mondo insieme agli amici che lo leggono dai luoghi di vacanza vicini ma anche lontanissimi, quando dalle news della TV ho appreso della morte di Robin Williams. E ho cambiato idea. Perché il mio film preferito è da sempre L’attimo fuggente e perché se c’è un attore che ho amato nel profondo questo è proprio Robin Williams. Capace di far piangere e far ridere. Non uno che aveva scelto di interpretare ruoli di un tipo piuttosto che di un altro ma uno che sapeva interpretare la vita. Che di questo è fatta. Un uomo capace di conquistare l’anima e rendere indimenticabili tanti personaggi dal primo Mork, a Capitan Uncino ad Adrian di Good morning Vietnam, a Patch Adams. L’ultima volta al cinema l’ho visto un paio di settimane fa che interpretava il prete in Big Weddings , un piccolo ruolo ma come sempre memorabile. Mi piace il cinema ma dimentico facilmente i nomi dei film e non sempre riesco a riconoscere gli attori. Con lui era impossibile. Mi piace salutarlo con l’incipit della poesia di Whitman che ha recitato salendo sui banchi nell’Attimo fuggente e che con un’immagine ha reso giustizia a tutti quegli insegnanti capaci di trasmettere la profondità del sapere. Quelli che ti rimangono nel cuore, ma anche negli occhi e nelle orecchie, come quelli che ho avuto la fortuna di avere io. Quelli che non ti insegnano una poesia ma la poesia. E lui per me è stato, a suo modo, uno di loro. Mi mancherà.

Oh! Capitano, mio Capitano, il tremendo viaggio è compiuto,
La nostra nave ha resistito ogni tempesta: abbiamo conseguito il premio desiderato.
Il porto è prossimo; odo le campane, il popolo tutto esulta. (…)

Buongiorno, ma senza aggettivi stamattina.