Il buongiorno del 12 agosto

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Stamattina avevo cominciato a scrivere di quanto è bello sapere che paroledimaru sta girando il mondo insieme agli amici che lo leggono dai luoghi di vacanza vicini ma anche lontanissimi, quando dalle news della TV ho appreso della morte di Robin Williams. E ho cambiato idea. Perché il mio film preferito è da sempre L’attimo fuggente e perché se c’è un attore che ho amato nel profondo questo è proprio Robin Williams. Capace di far piangere e far ridere. Non uno che aveva scelto di interpretare ruoli di un tipo piuttosto che di un altro ma uno che sapeva interpretare la vita. Che di questo è fatta. Un uomo capace di conquistare l’anima e rendere indimenticabili tanti personaggi dal primo Mork, a Capitan Uncino ad Adrian di Good morning Vietnam, a Patch Adams. L’ultima volta al cinema l’ho visto un paio di settimane fa che interpretava il prete in Big Weddings , un piccolo ruolo ma come sempre memorabile. Mi piace il cinema ma dimentico facilmente i nomi dei film e non sempre riesco a riconoscere gli attori. Con lui era impossibile. Mi piace salutarlo con l’incipit della poesia di Whitman che ha recitato salendo sui banchi nell’Attimo fuggente e che con un’immagine ha reso giustizia a tutti quegli insegnanti capaci di trasmettere la profondità del sapere. Quelli che ti rimangono nel cuore, ma anche negli occhi e nelle orecchie, come quelli che ho avuto la fortuna di avere io. Quelli che non ti insegnano una poesia ma la poesia. E lui per me è stato, a suo modo, uno di loro. Mi mancherà.

Oh! Capitano, mio Capitano, il tremendo viaggio è compiuto,
La nostra nave ha resistito ogni tempesta: abbiamo conseguito il premio desiderato.
Il porto è prossimo; odo le campane, il popolo tutto esulta. (…)

Buongiorno, ma senza aggettivi stamattina.

3 pensieri riguardo “Il buongiorno del 12 agosto

  1. Robin Williams è stato ed è tuttora uno degli attori che più ho amato… per le stesse ragioni di cui hai scritto nel post. Ho avuto una folgorazione la prima volta che ho visto L’attimo fuggente, penso di poterlo definire uno di quei film che in qualche modo ti cambiano la vita, o almeno la visione che hai della vita. Una grande perdita, davvero. Artistica, ma soprattutto umana.
    Laura

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    1. Ogni volta che vedo la scena finale con i ragazzi che salgono sui banchi per salutarlo piango. Non perché è commovente ma perché mi ricorda che è sempre possibile cambiare il mondo in meglio. Basta crederci ed essere pronti a sacrificarsi per quello in cui si crede.

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