Il buongiorno del 14 marzo

Ci sono cose che ho imparato ad apprezzare soprattutto in questo ultimo anno. Tra queste, i momenti strappati al rumore e alla relazione continua.
Per qualche mese, causa rottura del tasto di accensione/spegnimento del cellulare, sono stata costantemente connessa. La scorsa settimana ho finemente deciso di farlo riparare e ho subito voluto provare l’ebrezza di spegnerlo e spegnermi. Si di spegnermi. Di non esserci per qualche ora. Di ridimensionare quel sentirmi necessaria. Per un po’ niente chiamate, messaggi, whatsApp, chat, FB. Solo io e un silenzio assoluto in cui abbandonarmi. Un ottimo metodo per ricaricarmi e tornare poi, con gioia, alla connessione. Perché io amo stare insieme agli altri, virtualmente e fisicamente, ma è l’alternanza tra pieni e vuoti che da un senso al tutto. Basta imparare a determinarla. A governare la nostra presenza/assenza e a non subire passivamente gli eventi. Si può fare. Checché ne dicano i cacciatori di streghe sempre a caccia di qualcosa in cui riporre tutto il male del mondo.
Buongiorno immediato ai connessi e mediato ai non connessi!

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