Il buongiorno dell’8 luglio

Tante persone parlano a voce alta al cellulare. Non mi piace ma se hanno il cellulare all’orecchio quantomeno capisci che sono impegnati in una conversazione telefonica. Quello a cui, ancora adesso, non riesco ad abituarmi sono quelli che hanno gli auricolari, a volte neanche così visibili, che avanzano per strada parlando con lo sguardo perso nel nulla. All’inizio quasi sempre, se li incontri pensi che ti stiano chiedendo qualcosa. Ti avvicini, li guardi per capire cosa e magari gli accenni pure uno ‘Scusi?’ che rivela la predisposizione all’offrire il tuo aiuto. Poi di fronte allo sguardo vitreo che ti oltrepassa ti viene in mente che stavano semplicemente parlando al telefono. Loro ti vedono, hanno sicuramente notato il tuo tentativo ma con quelle cuffiette alle orecchie, persi nel loro mondo, pensano anche di essere invisibili. E ti trattano con l’indifferenza che riserverebbero ad una mosca che si è schiantata sul lato opposto del vetro della finestra da cui stanno guardando fuori. A quel punto, tu e non loro, ti senti pure in imbarazzo, abbassi lo sguardo e continui verso dove stavi andando farfugliando qualcosa…
Metafora: ci sono persone che si isolano pensando che quello che stanno facendo sia troppo importante per dedicare anche solo un istante di attenzione agli altri. Protagonisti loro, in un mondo di comparse senza diritto alla battuta. Guardano tutti dall’alto in basso e si sentono invincibili. Questo finché non si rendono conto, troppo tardi, che quei poveri e vituperati mortali stavano solo tentando di dirgli che su quel lato l’asfalto era ancora fresco.
Allegro buongiorno!!!

18 maggio – quarto giorno di esperimento

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Ormai lascio ovunque il mio cellulare spento e inerte. Al punto che quando il tizio dell’appartamento ci chiama per venire a riprendere le chiavi non riesce a contattarci. Lo troviamo preoccupato al portone che ci aspetta peraltro all’orario già stabilito. Il telefono spento non ha creato alla fine nessun problema.
Bilancio complessivo dell’esperimento
Superata completamente la crisi di astinenza da assenza da cellulare e assunta piena consapevolezza di poterne fare a meno se non necessario. Prese le distanze da chiamate lunghe più di 10 minuti se non in momenti e orari consoni. Imparata importanza della gestione del botta/risposta ritardato perché non sempre rispondere a caldo è una buona idea. Esperienza positiva replicabile e consigliabile davvero a tutti.

Praga: oggi dopo la notte brava ci alziamo con calma e facciamo colazione. Chiacchieriamo a tavola e continuiamo a farlo alternandoci nel fare la doccia, le valigie e mettere in ordine. Poi usciamo. C’e ancora una cosa che non abbiamo fatto. Mangiare un mega würstel. E non ci sottraiamo. Anche se non è ora di pranzo e mettere sullo stomaco un oggetto di quella portata potrebbe essere devastante. Poi il caffè in un bar italiano e poi ancora a casa, taxi e infine aeroporto. E prima di salire a bordo dell’aereo e tornare a Roma, le mie due oneste compagne di viaggio mi consegnano il premio per la scommessa della sera precedente, appena acquistato da Victoria Secret. Victoria come la mia, Secret come l’oggetto della scommessa.

16 maggio – secondo giorno di esperimento

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Il secondo giorno, per vicissitudini varie (ordinarie come la chiamate ai familiari o straordinarie come l’assenza nell’appartamento affittato del phon che mi costringe a contattare l’host) accendo e uso il cellulare appena sveglia. Ed il richiamo a dare una sbirciatina a quello che succede in giro è davvero forte. Faccio un giro su FB, do un’occhiata ai mittenti dei messaggi ma continuo a non leggerli per non inficiare completamente il risultato. Poi metto in modalità aereo e uso l’i-phone solo per fotografare fino al pomeriggio all’uscita del figlio da scuola. Subito dopo si scarica e se ne riparla alle 20 a casa quando posso riaccenderlo. Faccio le chiamate, mi faccio passare le foto attraverso whatsApp da Roberta e faccio un altro giretto. Ma poi, anche se per sbaglio lo lascio acceso, non lo guardo più tutta la sera fin quando arriva, a tardissima notte, il momento di spegnerlo. La conversazione con le amiche è intensa e non lascia spazio ad altro.
Bilancio del secondo giorno.
Crisi di astinenza
: media. Scopro nel frattempo che Roberta risponde al cellulare solo se può (e i non può sono nettamente maggiori di quelli che considero io come impossibilità) e considera, per esempio, portarlo in riunione un gesto maleducato nei confronti degli altri partecipanti e inefficace per l’attenzione dovuta allo scopo dell’incontro. Le piace fare un giretto sui social (si aggiorna, non condivide!), gioca ma solo la sera quando è già nel letto. Decido di approfondire la percorribilità di questa strada che anche solo tre giorni fa non avrei neanche mai preso in considerazione.
Sgarro: invio n. 3 sms, occhiata al blog e a FB, passaggio foto attraverso WhatsApp, occhiata al conto corrente.
Praga:– oggi Castello, quartiere ebraico (un po’ deludente anche visto il prezzo del biglietto), piazza San Venceslao e a fine giornata divertente gita al centro commerciale per acquisto del phon (!). Si rimanda la cena nel locale ballereccio a domani. Io mi addormento prima di cena e Alessia e Roberta realizzano un servizio sul mio felice russare. Sotto casa c’è un Mc Donald si cena con il take away e si chiacchiera fino a notte fonda. Grandi benefici per il mio umore.