Il buongiorno del 19 marzo

Tutti possono diventare padre, anzi direi che c’è maggiore possibilità per gli irresponsabili che per gli altri.
Non tutti, invece, possono esserlo.
E oggi mi piace pensare che si festeggino solo questi ultimi. Quelli che ti stanno accanto, ti sostengono, fanno il tifo per te anche quando sanno che non hai nessuna chance. Indipendentemente dal fatto che tu sia nato da un loro momento di felicità e passione o si sostituiscano a qualcuno che non c’è più o non c’è mai stato.
A partire proprio da quel San Giuseppe che mi ha fatto, da sempre, un’immensa simpatia. Un uomo che per il figlio, e non per Dio, è stato capace di mettersi da parte ed accettare una situazione a dir poco scomoda.
Non ho mai pensato a mio padre come al mio eroe, come in tante dicono di aver visto o di vedere il proprio padre. Forse perché non c’è mai stato bisogno di metterci della fantasia per esaltarne il valore. Non è perfetto. A volte è pesante e permaloso. Spesso ci discuto ma so di poterci contare. E non perché si sia abnegato per me e mio fratello (eterno e da me invidiato figliol prodigo) ma perché, tra le mille cose a cui gli piace dedicarsi, cerca e trova sempre spazio da darci.
Si chiama Giuseppe e quindi oggi festeggia doppio. Non poteva che essere così!
Auguri al mio papà e anche a tutti gli altri che se li meritano. Tra tutti, per primo quello di mio figlio.

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