IL buongiorno del 2 aprile

Ieri sera sono svenuta dalla stanchezza e stamattina mi sono svegliata tardi ma rigenerata. Prima di arrivare in ufficio sono passata a fare benzina. Da ieri mi si era accesa la spia e non potevo più rimandare. Presa da una chiamata con un’amica, non mi sono fermata al mio solito distributore e ho dirottato su quello successivo. Chiedo al benzinaio, continuando a restare al telefono, di farmi il pieno. Poi chiudo e scendo per pagare con il bancomat. Entro nel gabbiotto e quello mi fa “Aho, n’artri du metri e te fermavi”. E io “Scusi?!?”. E lui “Aho stavi a annà a aria, ma nun ce l’hai la spia?!?”. L’ho messo a fuoco meglio e mi sono accorta che mi guardava divertito con un bel sorriso aperto e che, nonostante il modo rude, la sua era una raccomandazione affettuosa. Gli ho spiegato che la spia (come il resto dell’auto!) deve avere dei problemi perché si accende all’ultimo secondo utile e che vedrò di farci caso la prossima volta. L’ho salutato e sono ripartita felice di continuare ad ispirare, nonostante gli anni che passano, reazioni confidenziali. E’ prassi che a donne della mia età si dia del “Lei” e ci si avvicini con un atteggiamento più formale da parte degli interlocutori. Per quanto mi riguarda ci rinuncio proprio volentieri. Per un sorriso aperto come quello, capace di riscaldare una mattina, ne vale davvero la pena.

Buongiorno in ritardo!

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