Il buongiorno del 13 maggio

Sono un’inguaribile ottimista. Di quelle che continuano a pensare che il meglio debba ancora venire anche quando nulla depone a favore della previsione. Che continuano a pensare positivo nonostante abbiano seminato e raccolto disastri. Che sognano che arrivi qualcuno a dirgli che è vero per potersi perdere nei suoi occhi. E se gli occhi non sono quelli giusti, per perdersi e basta. Ma anche per ritrovarsi. Perché le inguaribili ottimiste, a differenza degli altri che credono che la felicità abiti strade tracciate e confortevoli, non si fermano nel raggiungere la meta quando c’è da affrontare una strada non battuta. Non hanno paura di perdersi o di ferirsi. Perché le inguaribili ottimiste sanno che per provare la gioia profonda di trovarsi, non c’è alternativa al perdersi. Non ci sono garanzie o assicurazioni. Il resto è accontentarsi, è trovare una soluzione. Un aggiustamento. La comodità del finito contro la magia dell’infinito.
E le inguaribili ottimiste sono quelle che continuano a credere che l’infinito sia raggiungibile. Perché, a loro, anche se solo per un istante, almeno una volta nella vita, è riuscito di raggiungerlo.
Infinito buongiorno!

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