Il buongiorno del 5 luglio

Nella vita ci sono cose che ti cerchi e altre che ti vengono a cercare. Non le hai scelte e nemmeno le vorresti, ma arrivano e dopo non sei più uguale. A quel punto le soluzioni sono due: o scappi cercando di lasciartele alle spalle o ti fermi e le affronti. Qualsiasi soluzione tu scelga ti cambia, e tu hai solo la possibilità di scegliere se in bene o in male. (Io uccido – G. Faletti)

Arrivare ad una separazione è molto faticoso. Nessuno rinuncia con leggerezza ad un investimento sentimentale di anni. Quando però ti accorgi che non ci sono alternative procedi. Con forza e determinazione. E all’inizio, quando finalmente esci da quella che consideri ormai una prigione, ti senti libera, leggera, pronta a ricominciare da te. Altrove. Non so se ti è successo o te la sei andata a cercare ma pensi di averla affrontata e risolta. Ma non è così. Serve del tempo per elaborare un lutto e non si può pensare di farla franca. E così poi, ad un certo punto capita, stavolta davvero capita, qualcosa che non ti aspetti. Qualcosa che pur non appartenendo alla tua vita precedente, la mette in discussione dalle fondamenta e come uno tzunami ti travolge. E sei costretta ad affrontare quello che pensavi di avere già archiviato. La domanda che ti fai ogni giorno è se finirà. Quando finirà. Quando tornerai ad essere quella di prima che ti piaceva tanto. Poi le acque si calmano e tutto diventa silenzio. Ti ricomponi specchiandoti nel vetro di una finestra e non ti riconosci. Ti guardi meglio e sorridi a quella nuova te. Quello che eri non c’è più. E per la prima volta capisci che non ti mancherà.

Giorgio Faletti è diventato uno scrittore di successo che aveva più o meno 50 anni, dopo aver fatto altro. La prova che l’età, nonostante il comune sentire, non rappresenta mai di per sé un ostacolo al cambiamento. Smettiamo di mettere scuse. Cambiare, in meglio, è sempre possibile (in peggio ci riescono tutti).

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