Il buongiorno del 12 ottobre

Stamattina mi sono alzata e ho sentito tutta la mia forza ritrovata. Nonostante un po’ di stanchezza per quel frullatore celebrale che non si ferma mai e per un week end a disposizione di Marco che mette a dura prova la mia fisicità.

Mi sono sempre lanciata in tutto quello in cui ho progressivamente creduto. Sentimenti, valori, azioni. E spesso alla fine non ho trovato il successo ma la delusione. Ma questo non mi ha mai fermata. Se non per brevi momenti di decompressione. Probabilmente perché oltre al carattere che sicuramente aiuta, c’è il non riuscire a rassegnarmi a che le cose debbano andare in un modo che non mi piace. E quando succede, faccio di tutto per abbreviare i tempi della delusione per poter ripartire. Mi ci concentro a tal punto che quella sofferenza non diluita arriva ad una profondità sicuramente maggiore di quella che meriterebbe. Ci soffro molto più del dovuto non per masochismo ma perché è la mia modalità (e funziona!) per archiviarla più velocemente. Viviseziono l’accaduto, analizzo, mi chiedo dove io abbia sbagliato. Lo chiedo a chi mi è vicino e annoto per memoria. E poi finalmente riesco a ripartire. Da me. Sempre da me. Non perché fa figo dirlo ma perché sono l’unica su cui ho carta bianca (e ‘menomale’ potrebbe dire, a questo punto, qualcuno!). Riesco a ripartire solo dopo le pulizie a fondo. Sotto il tappeto niente.

Sono ripartita da poco. Di successi e delusioni è costellata la vita. E mi monitoro. Perché essere forti non è uno status inamovibile. Non ci sono uomini e donne forti che lo sono sempre e a prescindere. Ci si deve lavorare costantemente. Non bisogna abbassare la guardia. Non si deve sottovalutare nulla. Ma non è sempre fatica ci sono anche i momenti di gioia. E si deve saper gioire per i successi. Sapersi rialzare lo è. Ma più ancora ricominciare a camminare. Perché non è da tutti. Non è scontato.

Felice buongiorno e buona domenica!

Ci sono delusioni che fanno onore a chi riesce a viverle (Carlos Ruíz Zafòn)

6 pensieri riguardo “Il buongiorno del 12 ottobre

    1. Mauro, buongiorno. Non ci credo che avresti preferito leggere di un anniversario, manco tondo, del successo della Nina, la Pinta e la Santa Maria. O, in alternativa del marchio Fiat che ha lasciato il posto a Fca. Una sigla che non piacerà mai agli italiani. E non perché affezionati a Fiat ma perché è evidente che gli manca una “i”. Non ci credo. Anzi lo so. 🙂 A presto!

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