Il buongiorno del 12 ottobre

Stamattina mi sono alzata e ho sentito tutta la mia forza ritrovata. Nonostante un po’ di stanchezza per quel frullatore celebrale che non si ferma mai e per un week end a disposizione di Marco che mette a dura prova la mia fisicità.

Mi sono sempre lanciata in tutto quello in cui ho progressivamente creduto. Sentimenti, valori, azioni. E spesso alla fine non ho trovato il successo ma la delusione. Ma questo non mi ha mai fermata. Se non per brevi momenti di decompressione. Probabilmente perché oltre al carattere che sicuramente aiuta, c’è il non riuscire a rassegnarmi a che le cose debbano andare in un modo che non mi piace. E quando succede, faccio di tutto per abbreviare i tempi della delusione per poter ripartire. Mi ci concentro a tal punto che quella sofferenza non diluita arriva ad una profondità sicuramente maggiore di quella che meriterebbe. Ci soffro molto più del dovuto non per masochismo ma perché è la mia modalità (e funziona!) per archiviarla più velocemente. Viviseziono l’accaduto, analizzo, mi chiedo dove io abbia sbagliato. Lo chiedo a chi mi è vicino e annoto per memoria. E poi finalmente riesco a ripartire. Da me. Sempre da me. Non perché fa figo dirlo ma perché sono l’unica su cui ho carta bianca (e ‘menomale’ potrebbe dire, a questo punto, qualcuno!). Riesco a ripartire solo dopo le pulizie a fondo. Sotto il tappeto niente.

Sono ripartita da poco. Di successi e delusioni è costellata la vita. E mi monitoro. Perché essere forti non è uno status inamovibile. Non ci sono uomini e donne forti che lo sono sempre e a prescindere. Ci si deve lavorare costantemente. Non bisogna abbassare la guardia. Non si deve sottovalutare nulla. Ma non è sempre fatica ci sono anche i momenti di gioia. E si deve saper gioire per i successi. Sapersi rialzare lo è. Ma più ancora ricominciare a camminare. Perché non è da tutti. Non è scontato.

Felice buongiorno e buona domenica!

Ci sono delusioni che fanno onore a chi riesce a viverle (Carlos Ruíz Zafòn)

Il buongiorno del 23 agosto

IMG_4932-0.JPG
Eravamo rimasti, nel buongiorno di ieri, alla telefonata del moraccione che ci aveva trovato un amico con la barca. Sembrava fatta ma anche stavolta siamo state lente, pare, nel dare l’ok ed è stata venduta ad altri. Peccato che quando gli dici sento le mie amiche e richiamo subito per dare la conferma, nessuno ti risponda che non hai diritto ad opzioni e che ogni lasciata è persa. E noi, particolarmente stavolta, inconsapevoli dell’attimo fuggente, abbiamo dato per scontato che la gita si facesse e quindi abbiamo optato per aspettare il momento dell’imbarco, dandolo per certo dopo l’ok all’intermediario, sulla spiaggia già vista il primo giorno che era anche la più vicina al porto. Per sapere, a mezzogiorno, che non si sarebbe potuta più fare. Con l’effetto combinato di perdere una preziosa giornata di esplorazione, dover gestire il malumore della truppa nonché placare il giramento di non riuscire a vedere realizzato il nostro desiderio. E quando non riesci a realizzare un desiderio a pagamento ti girano molto di più. Perché se dai per scontato che quelli che non puoi pagare siano difficili, dai altrettanto per scontato che i desideri acquistabili, se non particolarmente esclusivi, siano alla portata e che lo sforzo sia solo (!) legato al reperimento del denaro. Non certo all’acquisto.
Dopo un iniziale scoramento la giornata è ripresa alla grande. I ragazzi hanno affogato il dolore in cibo e bevande e poi tuffandosi ripetutamente dagli scogli. Su e giù senza soluzione di continuità per due ore e poi costruendo con la sabbia un mostro marino. Noi invece non ci siamo date per vinte. Due a controllare i minori e due a contrattare di persona al porto una gita per oggi con lo skipper, amico del moraccione, vedere anche l’imbarcazione con, sembrerebbe, esito positivo.
Ora siamo tutti di nuovo pronti con gli occhiali da sole a nascondere la notte brava di ieri. Perché ieri sera, come da programma, avevamo previsto la serata disco e siamo andati a letto molto tardi. Ma questa è un’altra storia.
Buongiorno ad un nuovo giorno che comunque vada, ormai lo sappiamo, sarà un successo.

Il buongiorno del 9 novembre

Mi piace molto vedere i raggi del sole che spuntano dalle nuvole con la loro luce calda. Molto più di quando il cielo è completamente azzurro. Non c’è nulla da fare, preferisco sempre e in ogni cosa della vita un successo sudato.