Ieri mattina dovevo portare mio figlio ad una gara. Per lui, la gara piรน importante della sua vita. Detto che i suoi scarsi 13 anni non possono che ridimensionare l’altisonanza dell’espressione, il problema vero รจ che quando parte cosรฌ finchรฉ non ha la certezza di uscire di casa per tempo e ancor di piรน di essere giunto a destinazione, la paura di arrivare in ritardo lo angoscia e di conseguenza mi angoscia. Ieri alle 11 dovevamo essere dall’altra parte della cittร che, di sabato, poteva essere neanche tanto sfidante. Ma a Roma non lo puoi mai dire. E ieri, per esempio, gran parte della cittร era bloccata dalla manifestazione della CGIL. Mi alzo, studio la strada migliore e mi vado a preparare. Lui รจ pronto giร da due ore e comincia ad offrirsi di fare, per accelerare i tempi, tutte quelle cose che di solito faccio prima di uscire. Tipo anche il mio letto. Esco dal bagno dopo la doccia e mi chiama dalla mia camera per farmi vedere l’opera. Ha incartato il letto con la coperta tesissima e senza pieghe. Unica pecca, a suo dire, la presenza di un solo cuscino perchรฉ l’altro non l’aveva trovato (!), ‘Ma che ti importa… tanto dormi da sola…’. Lo guardo e decido di non frustare il tentativo. Perchรฉ l’errore piรน frequente, e da evitare a tutti i costi, รจ quello di non apprezzare, mostrarlo e sostituirsi. Che privilegia il risultato a breve ma inficia inesorabilmente, e con filiale soddisfazione, quello a lungo. ‘Non ti va bene mai niente, fattelo da sola!’. E invece, no. Concentrata sulla strategia esclamo argentina ‘Bravo, bravissimo. Magari la prossima volta mettili tutti e due i cuscini che viene meglio. Cosรฌ รจ un po’ triste non trovi?!?’. Soddisfatta dell’essere riuscita a chiudere un occhio in virtรน di glorie future, giro intorno al manufatto per prendere l’orologio sul mio comodino e non posso credere a quello che vedo. Lenzuolo e coperta appallottolate su tutto il lato che non si vedeva entrando dalla porta. Che capisco essere l’artificio utilizzato per arrivare al risultato visibile nel piรน breve tempo possibile. Lo chiamo e chiedo spiegazioni e lui senza battere ciglio, ‘Ma chi ci arriva quaggiรน, giusto te… E poi che deve venire qualcuno?’ ร troppo tardi per farglielo rifare. Ma non per attaccargli la letale supercazzola: 10 minuti di fiume in piena senza soluzione di continuitร con richiami all’onestร , alla serietร , alla giustizia e alla Patria fino a sentirmi dire, ‘Basta, ho capito. Smetti per favore… Toglimi il computer per una settimana, preferisco! Ora andiamo che altrimenti facciamo tardi!’.
Ieri sera quando sono andata a letto, rivedendo la finzione mi รจ venuto da ridere. E finalmente l’ho potuto fare di cuore. La mattina davanti a lui non me la sono proprio sentita.
Buongiorno alle sfide piรน importanti della vita. Gare e resto. Soprattutto il resto.
Che ne dici?