Il buongiorno del 10 dicembre

Ieri c’è stato l’incubo dei colloqui con i professori di Marco. Incubo per contenuti e per modalità. Sul primo punto perché un rendimento che potrebbe essere molto più brillante risulta inficiato da superficialità, distrazione e continue chiacchiere. Che quando sono tornata a casa e gliel’ho detto mi sono sentita anche rispondere ‘Io a scuola ci sto 8 ore, tu ci sai stare zitta per 8 ore? Io no… E nemmeno tu, lo sai’. Un’argomentazione che denota un interessante piglio difensivo che però non lo ha salvato dal sequestro del telefono e da un inasprimento degli orari per andare a letto. Normale amministrazione del penitenziario in cui dice di essere costretto a vivere. Oltre ai contenuti, dicevamo, discutibile, riguardo ai colloqui, è la modalità. E questo riguarda credo la quasi totalità delle scuole ‘pubbliche’ della capitale. I professori occupano a coppie tutte le aule e fuori la scuola viene appesa la mappa del chi/dove. All’ora ‘x’ i genitori si ammassano all’entrata, scalpitano, si guardano l’un l’altro in cagnesco, i più alti sono avvantaggiati perché hanno una migliore visione del tutto. Si aprono le porte della scuola e si corre a prescindere. Come la gazzella e il leone nella savana. Su ogni porta di temporanea residenza dell’insegnante c’è un foglio dove mettersi in lista per prenotare il colloquio e uno sciame impazzito dotato di penna si aggira veloce a siglare il proprio cognome. La prima fase si conclude quando si è riusciti a prenotare tutte le materie. Chi sa di cosa parlo conosce quella prima meravigliosa sensazione di soddisfazione. Un momento di relax e poi si inizia il giro cercando di ricordare più o meno la posizione che ci si è riusciti ad aggiudicare per ciascun insegnante. L’obiettivo di ascoltare notizie sul proprio figlio diventa secondario rispetto a quello di riuscire a coprire tutte le tappe del percorso. Quando il genitore prenotato non c’è si va avanti e quando ne hai qualcuno davanti che non è presente cominci a sperare che quello già dentro faccia presto, così puoi saltare turni preziosi. E se ti riesce sei talmente felice che esci col sorriso pure se ti hanno detto che ti bocceranno il figlio. La materializzazione del nome prima di te sul filo di lana, è invece il peggiore degli incubi. Davanti alle porte poi non c’è volta che non ci si confronti sulla discutibilità del metodo e sulla possibile esistenza di reali alternative. Si concorda sulla immoralità di chi prenota più persone, si discute sulla incapacità di gestire il tempo dei professori che in barba alle lunghe code si intrattengono tempi ben al di sopra di quelli che scaturirebbero da una banale divisione del tempo a disposizione per il numero dei prenotati. Ogni volta ti rattristi al pensiero che nessuno in tanti anni abbia trovato una soluzione ma poi te ne vai e dimentichi fino alla prossima avventura.

Buongiorno da chi ce l’ha fatta. Per qualche mese a posto così. Per Marco invece da oggi nuova strategia….

15 pensieri riguardo “Il buongiorno del 10 dicembre

  1. buongiorno io sto come te …sequestrato tutto ….con rigorosissime regole ……ma poi a pensarci bene …(te no perchè eri una studiosa modello cioè secchiona) ma io li capisco proprio… che palle sta scuola…

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    1. Ma non si tratta di essere secchioni, qui c’è in ballo la vita. Tu non sei stata una secchiona ma sei una tra le persone più responsabile e affidabili che conosco. E lo sei sempre stata. Qui il tema è proprio insegnargli la responsabilità prima della storia e della geografia. E la cosa più difficile è farlo in un contesto sociale che di certo non aiuta.

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  2. Queste giornate erano le peggiori che io ricordi da insegnante. Uno strazio non solo per voi genitori; per la mia esperienza ti posso dire che l’eccessiva lunghezza del colloquio con un genitore non dipende certo dai prof, ma da alcuni genitori stessi che, una volta guadagnata la meta, non si schiodano più.
    Nella mia scuola avevamo risolto il problema in questo modo: privilegiare i colloqui settimanali (noi abbiamo un’ora a disposizione per quello) previo appuntamento, non più di quattro/cinque in modo che in presenza di problemi si poteva dialogare con tranquillità; non potendo abolire i colloqui generali perché molti lavorano e non possono prendere tanti permessi, abbiamo diviso tra biennio e triennio e già la ressa si era ridotta considerevolmente.
    Potresti proporla come soluzione alla scuola di Marco. Chi decide in merito è il Collegio docenti, qualcuno farà obiezioni perché deve venire due pomeriggi. Ma gli insegnanti devono lavorare, e i colloqui con i genitori sono un momento importante di confronto per la crescita del figlio, ci si aiuta a vicenda e questo va ben oltre riempire la testa dei genitori di numeri e voti.
    Questa è almeno sempre stata la mia visione.
    Comunque ti capisco, eccome!
    Perdona la lunghezza, ma è un argomento che mi prende molto.
    Buon giornata Maru 🙂
    Primula
    P. S. Vedrai che Marco recupererà, probabilmente trova pochi stimoli negli insegnanti. Tendo sempre a responsabilizzare la categoria, che ci vuoi fare, forse perché ne ho visto tanti e do ogni tipo …

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    1. Cara Primula, grazie per averci dato l’altro punto di vista. Hai ragione ci sono genitori che non hanno il minimo rispetto per gli altri. E si fregiano di farlo perché hanno a cuore i figli. Ma anche in questo caso dovrebbero essere sempre gli insegnanti a guidare. e per farlo gli dovrebbero essere offerti degli strumenti. Penso per esempio a qualche bel corso di comunicazione che li aiuti ad arginare anche i casi più difficili. Purtroppo è evidente “il fai da te”. E come in tutte le situazioni c’è chi è bravo e chi non lo è. Mi viene in mente come la stessa cosa capiti anche con i medici. Da Marco hanno diviso per lettera la situazione è migliorata ma ci sono professori che hanno tutte le classi con cui è davvero molto difficile arrivare a parlare tutti. Si tratta sicuramente di un’attività complessa ma sono certa che nell’era del 3.0 qualcosa di meglio si possa fare. Per quanto riguarda Marco probabilmente è vero che i metodi non si siano evoluti con le nuove modalità di apprendimento dei ragazzi. Penso ai tutoring su ogni cosa presenti su You Tube ma anche al continuo confronto e scambio fra loro e “esperti” disponibili in rete. Scusa se ti ho risposto con ritardo ma, come dicevo stamattina, è iniziata l’inutile e perniciosa corsa verso il Natale e mi sono saltate le mie giornate. E tu sei rientrata in casa?

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      1. Hai ragione, la situazione della scuola è sempre più affidata all’iniziativa personale (quando ti permettono di concretizzarla, perché esiste anche quel problema…) e vale pure per i metodi d’insegnamento. Di bravi insegnanti ne esistono parecchi, con eccellenti progetti ma, come dicevo prima, spesso bloccati per la solita mancanza di fondi. Che poi andrei a verificare per cosa i dirigenti scolastici li usano davvero.
        Non ti devi affatto preoccupare per la risposta, io devo ancora leggere il tuo “buongiorno” di oggi … Come vedi siamo tutti di corsa e in ritardo.
        Mi sono riappropriata della casa finalmente ma nel frattempo, giusto per non farmi mancare nulla, ho preso un’influenza pesante con bronchite, tracheite e una leggera sfumatura di polmonite. Niente di grave, ma in casa anche per tutta la prossima settimana. Giusto il periodo in cui non c’è nulla da fare, vero??? Per me è la mia casa che si è vendicata 😀
        Buona giornata prima qui. Ora passo all’altro “buongiorno” 🙂
        Primula

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  3. Capita a “fagiolo” questo tuo post. Sto per intraprendere questa battaglia …. Ho vissuto la stessa esperienza e oggi si replica (al liceo si dividono per materia ma la ressa e i comportamenti identici). Fanno rabbia e tristezza le piccole meschinità che si è capaci di mettere in atto per “guadagnare” una posizione a danno di un altro povero malcapitato. Meno male che non ci sono i nostri figli a guardarci!!!
    Escludo che nel XXI secolo non si possa fare di meglio. Saprò dirti 🙂

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  4. Buongiorno Marco …. comprendo il tuo momento difficile e soprattutto la privazione casalinga di beni di conforto. Ti consiglio un bellissimo film con Clint Eastwood, che potrà aiutarti a distrarti un pò… “Fuga da Alcatraz” 🙂
    E Buongiorno a Te Marussia…. alle ‘scuole da incubo’, alle nuove strategie, ed al tuo essere genitore responsabile e…meraviglioso. Perdonami la solidarietà con l’omonimo ma… mi è simpatico a pelle!!! 🙂
    Baci didattici. ❤

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    1. Buongiorno a te Marco. Questo è il commento a cui più mi dispiace rispondere in ritardo.:-) E’ vero “Marco piccolo” è simpatico anche a me ma a meno che non avrà un futuro nello spettacolo dovrà impegnarsi anche su temi più barbosi che gli consentano di costruirsi un futuro. E peraltro anche nel caso volesse divenire un showman ai congiuntivi al suo posto ci starei comunque attento….Quello che per me è complicato è focalizzare uno che ha mille interessi e non riesce a inglobarne una decina che farebbero felice anche me ora. E anche lui fra una decina di anni… Ritento, sarò più fortunata!

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  5. Eh! Liceo classico udienze generali 4 dicembre scorso; scuola media: udienze generali 19 dicembre prossimo.
    Due pomeriggi sospesi al di là del tempo. Persi, sostanzialmente.
    Da noi non ci si prenota con la biro sulla porta: ci si porta la nonna, il nonno, la zia, il patrigno, la cameriera e li si mette in fila dai vari professori… Non ti dico! Le liti, c’ero prima io, ma lei non si è qualificata, ma da dove spunta quello, da quando è qui, ma lei è in fila per due professori e non si può fare…
    Italia.

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  6. carissima arrivo solo ora, scusa! Che incubo questa modalità di colloqui… mi godo la mia delle elementari, per ora. Anche io ho avuto il colloquio per il discorso bullismo e spero stasera di riuscire a scriverne un post perché ho sentito cose che ‘noi’ umani… :/ un bacio grande

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