Il buongiorno del 12 dicembre

E’ iniziato il periodo più faticoso dell’anno quello in cui bisogna fare tutto prima di Natale. E ovviamente non sto parlando dei regali. Parlo di alcune scadenze al lavoro, di quelle commissioni casalinghe rimandate per mesi e anche della visita dal dentista che è meglio farla prima di iniziare un nuovo anno. Si contano i giorni rimasti, e senza sabati e domeniche, stanno nelle mani. E cominciano i pranzi e le cene di Natale. Quelle che si fanno prima con i colleghi, con la classe dei figli, con i compagni di sport nostri e dei figli. Se guardo alla mia agenda non ho una giornata che non sia segnata già da un impegno e ho nella testa mille cose da fare. Sarà che soffro di claustrofobia ma è da ieri che ho un gran mal di testa e stamattina mi ci sono anche alzata. La voglia è quella di tirare tutto per aria e di chiedermi, ma seriamente, a cosa serva tutta questa corsa. Perché ci si debba sentire nella morsa del “Quest’anno non ce la faccio a fare tutto!” E come ogni anno la voglia è, come sempre, quella di scappare. Quest’anno poi che Marco passerà il Natale con il padre mi sentirei anche meno in colpa. Scappare ma non senza lasciare traccia. Dando a tutti ogni riferimento sulla mia destinazione. E non aspiro ad una villa da favola in chissà quale paradiso lontano, mi basterebbe una piccola casa in un piccolo villaggio di provincia dove tutto si svolge con meno caos, con meno fretta. In cui anche il freddo è vero e non qualcosa di misteriosamente appiccicoso come qui. In cui nelle strade si sente il profumo dei camini e l’odore del cibo non si mescola a quello dei fumi di scappamento delle auto. Vorrei un Natale piccolo e silenzioso. Vorrei respirare lontano da qui. Probabilmente questa mattina sono ispirata dalla volontà di fuggire il mal di testa  ma l’idea di salire su un treno e scendere altrove dove l’aria è frizzante e genuina mi piace molto. Ma non si può fare. Per ora non mi resta che prendermi un Moment.

Buongiorno al Natale che si avvicina e a noi che ancora non ci rassegniamo a non sognare.

 

19 pensieri riguardo “Il buongiorno del 12 dicembre

  1. Va a finire che le feste sono più faticose dei giorni normali, è vero. In me c’è una grossa contraddizione interna fra l’idea del Natale che avevo da bambina e che vedo negli occhi dei nostri figli, periodo magico e meraviglioso, e l’odiosa forzatura in cui alla fine si è trasformato questo periodo. Respiro e vivo, lasciando scorrere i giorni, che tanto alla fine il 6 gennaio arriva 🙂 e intanto provo a guardare il mondo con gli occhi del mio bambino. (Noi a natale facciamo vigilia con me e 25 col padre e poi un capodanno a testa, le feste divise più o meno ad occhio a seconda delle cose da fare). Buona giornata maru! :*

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  2. Una sola domanda: posso venire con te? Conosco un posticino in montagna che farebbe al caso nostro e che corrisponde esattamente alla tua descrizione.
    Mah, sognare non costa nulla!
    Buona giornata Maru, spero che il mal di testa ti abbandoni rapidamente.
    Primula

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    1. Cara Primula perché no? Come c’è scritto sulla cover del mio telefono: “E comunque sognare rimane il miglior modo di aspettare il domani”… Comunque anche se non riusciamo a Natale una gita insieme si può sempre organizzare…:-)

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  3. Buongiorno Maru, dal momento che condivido ogni singola lettera, riga e virgola del tuo post, il mio invito e’
    : ad agosto prenotiamo settimana di Natale a Parigi, lontanooooooo e in un posto fantastico

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  4. Uno di quei paesetti con il profumo del camino le salsicce…la carne alla brace e il prosciutto dolce e quel silenzio dopo le 20 che non passa nemmeno una macchina mi ricorda tanto tordandrea……che fico sarebbe….un bacione e non ti stressare non ne vale la pena..stai serena…pensa da quale pulpito viene la predica…..mi viene da ridere…

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  5. mia cara amica quest’anno ho deciso di rallentare…niente corse per il Natale, solo tanto cuore e amore dentro e intorno a me e per le poche persone che contano davvero…
    e per le nuove amiche che quest’anno mi ha donato(si capisce che una di queste amiche sei tu?)
    baci per te,
    Barbara

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  6. Odio il Natale e tutto quello che si porta dietro: comincio normalmente ad essere di cattivo umore intorno ai primi di dicembre per poi riemergere a Gennaio, quando tutto è passato: da anni pratico il rito dell’assenza prolungata, partendo prima per alcuni giorni, poi per settimane e un mese intero. Adesso son fin emigrato, vedi tu …

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