Ciao Maru, amichetta mia. Siccome domani è la befana, avevo pensato di avvantaggiarmi nel caso che tu avessi intenzione di creare un post… Un abbraccio fortissimo.
Roby
Questo 2016 mi inizia in modo sorprendente. Il disegno che arriva prima del testo è davvero una novità. Resto a guardarlo per qualche istante come faccio sempre e mi rendo conto di quanto non mi colpisca tanto il fatto che la befana abbia le mie sembianze, quanto che la mia scopa sia corredata di sedile e volante. È chiaro che Roberto mi vede parecchio avanti. E comunque il paragone con la vecchietta non mi dispiace.
Amo da sempre la befana, e molto più di babbo natale, perché è vera. Perché somiglia alle donne anziane della mia infanzia. Quelle donne che preferivano donare che spendere per sè. Donne dalle facce pietrificate dal sole, capaci di restituirlo quel sole, però, con un sorriso. Pure se sdentato. Donne forti, capaci di lavorare intere giornate senza lamentarsi. Mica babbo natale che arriva con un improbabile abito rosso come un maschio qualunque in piena crisi di mezz’età, in evidente sovrappeso, che sfrutta, per farsi bello, il lavoro a progetto dei folletti e finisce per stremare le povere renne per spostarsi.
La vecchietta si prepara e parte da sola, in totale autonomia, per portare i regali. E guarda al merito. Non li porta mica a tutti. Lei dispensa anche carbone. Lancia segnali. Indica una strada giusta e una sbagliata. Perché non è vero che tutti i bambini sono buoni. Altrimenti non si spiegherebbe la presenza di tanti discutibili adulti. Da qualche parte saranno pur partiti. E ognuno di noi, se ci pensa, ha ricordi di qualche infante pestilenziale.
E la befana è una grande perché non guarda in faccia nessuno: hai capito Marco?
Buon lavoro cara befana…

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