Il buongiorno del 30 settembre

Sono molto felice stamattina. L’operazione è andata bene, mi sono potuta fare un caffè e ora sono di nuovo a letto a godermi un po’ di riposo. Che c’è di straordinario? Che tutto questo, ieri mattina, non lo davo minimamente per scontato. Pur se, sulla carta, altamente probabile. Anche se mi dicevano che c’era più possibilità di morire attraversando la strada. Perché la differenza è che quando ti sottoponi ad un intervento, più o meno importante, hai tempo di pensare, di fare bilanci, di capire che hai tante cose che vuoi fare ancora, di avere responsabilità importanti, di avere tanti amori a cui non vuoi rinunciare che non valgono meno di uno solo. E che a tutto questo non ci pensi mai prima, durante e dopo l’attraversamento di una strada.
In realtà da un po’ di tempo io lo faccio anche prima di calpestare le strisce ma solo perché è una costante di riflessione e quindi sarà capitato sicuramente anche là. Ma avere un’occasione vera in cui il rischio è tale da dover mettere una firma per sollevare preventivamente altrui responsabilità, è un’altra cosa.
Oggi sono felice perché più forte è il mio desiderio di vivere più intensamente il presente. Di godere a pieno dei momenti allegri e di
indagare sul significato dei momenti tristi, non di maledirli. Di avere fame di conoscere persone e storie e non di non collezionare facce. Di vivere l’oggi con un occhio al domani e non con tutti e due, che sarebbero sprecati. Di amare intensamente e mai distrattamente.
Oggi sono felice perché sto vivendo uno di quegli attimi in cui ti sembra di avere chiaro il senso. Uno di quegli attimi che sai dureranno poco e te li vuoi godere.
Suonano alla porta. È Marco, stanotte il padre lo ha fatto dormire a casa sua per lasciarmi tranquilla. Mi abbraccia. E io ‘Sei venuto a vedere come stavo?’ E lui, sempre sincero ‘In realtà devo andare al bagno. Ma sì, certo, anche per vedere come stavi’. E come sempre mi straccia dimostrandomi che è lui il vero professionista del cogliere l’attimo. Io, rispetto a lui, rimarrò sempre una dilettante.
Felice buongiorno!

Ridere insieme

Ognuno di noi, quando pensa alla sintonia con l’altro, sa esattamente quali siano le caratteristiche che ritiene necessarie perché si concretizzi.
Per me la prima ed irrinunciabile è sicuramente ridere delle stesse cose.
Non ho amici, che ritengo tali, con cui non sia così. Lo stesso vale per i colleghi con cui lavoro meglio e anche e soprattutto per gli uomini che mi hanno conquistato.
Sono convinta che ridere avvicini le anime più che piangere. E sono altrettanto convinta che non ci sia nulla di più intimo e complice, nulla che ti faccia sentire più vicino a qualcuno che trovarsi in una situazione dove non sia opportuno ridere, guardarlo fisso negli occhi e sapere che in quel preciso istante sta pensando alla stessa cosa che ti mette allegria e pregustare il momento in cui sarà possibile verificarlo e sfogarla. Insieme.
Con un uomo c’è solo una cosa che forse, dico forse (!), conduce allo stesso livello di corrispondenza. In tutti gli altri casi non c’è. Ne sono certa.

Sole e galera

Seduta al bar. Giornata di sole che mette allegria. Vicino a me un padre e un figlio che parlano. ‘Papa’ che e’ l’ergastolo?’ ‘Quanno vai in galera e ce resti pe’ sempre’.