Il buongiorno del 30 novembre

Dopo il cinema ieri sera sono rimasti a dormire, con me e Marco, due suoi amici. Devo dire che avere per casa ragazzi di quell’età è davvero molto piacevole. Perché hai la possibilità di assistere ad uno spaccato che come femmina non hai vissuto. Non ricordo proprio tutto di quando avevo più o meno dodici/tredici anni ma i temi di discussione con le mie amiche, sì. Quello che ci interessava, cosa ci muoveva, sì. Anche perché non è poi molto diverso da quello che ci muove ora:-). E avere, oggi, la possibilità di assistere in diretta ai temi di discussione, a ciò che muove e ciò che interessa da quest’altra parte è un vero regalo della vita. Anche perché offre la prova concreta del fatto che le distanze di approccio e di pensiero abbiano radici profonde. E anche che quando sono piccoli i maschi siano nettamente più divertenti ed energici delle femmine. Il loro problema è solo che poi in tanti, probabilmente per affezione😀, si fermino qui.
Ieri sera, causa materno sequestro PC e telefonia tutta, mi hanno chiesto di vedersi un altro film cosa per la quale gli ho accordato il permesso. Certa che sarebbero crollati velocemente dopo qualche fotogramma. Sciocca sottovalutazione del nemico che mi ha indotto ad un faticoso dormiveglia fino a quasi le due, quando hanno finalmente capitolato.
Per fare prima ieri sera ed evitare di allestire il campeggio gli ho ceduto la mia stanza e li ho fatti dormire nel mio letto.
Mi sono appena affacciata e dormono ancora. Sembrano tre angioletti. Sono bellissimi. Penso a come saranno fra qualche anno, a quando usciranno senza bisogno di noi. A quando dovranno proteggersi da soli e rideranno al ricordo di me che gli sequestravo i mezzi di comunicazione in modo preventivo. Chissà cosa stanno sognando. Sono bellissimi loro ed è bellissima questa vita tutta davanti. Durerà poco questo silenzio. Me lo voglio godere tutto e frizzare nel cuore questo istante.
Sento qualche voce. Stanno facendo già programmi… Meglio andare a preparare la colazione per i giovani leoni.

Buongiorno e buona domenica. E oggi si pranza da Ester e io sono felice.

Il buongiorno del 29 giugno

Stamattina ho fatto colazione alle 4:30 e mi sono ricordata di quando capitava, una vita fa, di tirare fino a tardi e di prendersi un cappuccino e un cornetto prima di tornare a casa e andare finalmente a dormire. Succedeva una vita fa, forse due.
Oggi alle 4:30 mi ci sono svegliata. Mi succede sempre se ho programmato la sveglia presto che per paura di non svegliarmi comincio a fare le prove di apertura occhi con ore di anticipo. E soprattutto se il dovermi svegliare presto è legato ad un impegno del figlio.
Colazione a letto però, finestra alzata e fuori al buio il quartiere che ancora dorme. Ogni tanto senti arrivare da lontano una macchina ad interrompere un silenzio che non riconosci e ti sembra nuovo. Ogni tanto si sente anche il verso dolorante di qualche uccellino masochista che ha deciso di vivere in città. E ti trovi a pensare come sia davvero bello stare a letto e pensare di poterci stare ancora un po’. Senza la fretta di alzarsi. Senza dover correre. Nel fresco della mattina e delle lenzuola di cotone.
Alle 4:30 stanotte c’è chi sta per andare a dormire e chi si è appena svegliato. E ognuno nel suo pensa che l’altro sia folle. Pure se l’uno un giorno lo farà e l’altro l’ha fatto e se ne è dimenticato. La notte tace. Ci guarda e sorride. Perché lei comunque vada, ha vinto.
Fresco buongiorno!