Il buongiorno del 1′ febbraio

Ho appena aperto la finestra, fuori la piazza è completamente imbiancata dalla grandine. C’è una luce calda da rimbalzo di raggi solari e un silenzio inconsueto. Perché oggi c’è anche il blocco delle auto. Quello col buco in mezzo inventato da Marino per consentire a tutti di non rinunciare alla tradizione del pranzo domenicale o di raggiungere lo stadio. Che sono poi gli unici due motivi per cui si prende la macchina a Roma la domenica… Quello con il buco in mezzo che non viene annullato neanche se piove. E, oggi abbiamo scoperto, neanche se grandina. A me di fatto poco importa. Ho acquistato da poco l’auto e l’ho anche presa a gas per evitare di utilizzare il quinto in benzina ma anche di entrare nel meccanismo perverso della rincorsa progressiva agli Euro 4 poi ai 5 e poi chissà. ‘Domani c’è il blocco tu che c’hai? Euro 4? mica lo so se girano… E poi ti conviene vedere se dove devi andare è dentro o fuori l’anello ferroviario.’ Con tutto il rispetto per chi ha studiato il metodo mi chiedo ‘Ma che è l’anello ferroviario?’ (Ora forse fascia verde…) Discussioni infinite in ufficio, a casa, al bar con carte alla mano, su cirientranoncirientra. Senza contare le invidie che scattano se magari tu che potresti girare non lo fai perché non ne hai bisogno e c’è chi è costretto a disegnarsi percorsi e orari, con le tecniche del mobility manager, per sfruttare al meglio le fasce libere dal divieto. Trovo tutto questo esilarante. Ma esplicitare questo punto di vista è sempre pericoloso perché apre polemiche infinite. Quello che penso è che
con le tattiche non si vada da nessuna parte. Ci vorrebbero le strategie ma gli interessi in gioco sono troppi. E allora invece di pensare a come aggirare il vero ostacolo, è meglio accanirsi su di te che non conti niente che deridi queste manovrine, che non capisci che è meglio accendere una candela che maledire il buio e che respirare e bene è una necessità irrinunciabile. Che loro sanno e tu no.
Che tu hai la macchina a gas e loro?!?

Buongiorno alla luce di questo sole caldo che illumina questa fredda giornata e buon pranzo della domenica a tutti!

Il buongiorno del 27 novembre

allenamentoMontagne russe. In questi giorni mi sembra proprio di stare sulle montagne russe.
Che poi lo dico sulla fiducia perché sulle montagne russe io non ci sono stata mai. Infatti, mi sono sempre rifiutata di pagare un biglietto per stare male. Soffro di vertigini, non mi piace la velocità, lo stomaco si ribella per inclinazioni molto meno sfidanti. E sinceramente l’idea di stare su un vagoncino di latta colorato ad un’altezza da capogiro con persone che non conosco che urlano, mi guardano, ridono isteriche e poi una volta finito scendono e si disperdono tra altra gente in una confusione di musica e vocio, mi ha sempre messo ansia. Ansia sulla quale ho però deciso che non valeva la pena di lavorare Al punto da saltare, senza rimpianti, anche il brucomela. E tant’è che Marco si è dovuto affidare ad altri per provare queste sensazioni, durante i soggiorni estivi o con alcune mie amiche che ho scoperto insospettabili amanti del brivido a pagamento. Cosa che ha definitivamente sancito, ai suoi occhi, il mio essere vecchia inside.
Torno sul punto. Sono giorni di emozioni davvero altalenanti. Momenti di buio profondo che si alternano alla luce bianca dell’alba. Tratti più lunghi e intermittenze veloci. In un fine anno in cui tutti corrono a prescindere. E con il Natale che si avvicina che amplifica tutto. E io che cerco di tenere la barra ferma. Di non farmi sballottare dal vento. Che collaudo la nuova forza acquisita. Quella del rialzarmi ogni volta. Che guardo e vivo tutto con un’intensità che la sera quando arrivo a casa non mi addormento ma perdo i sensi. Che sto. Come quando si ha un sei giocando a sette e mezzo. Un sei che non è più il cinque con cui ho bluffato per diversi mesi, fingendo di stare meglio del vero. Ma non è neanche la Matta. Anche se forse….
In altra sede ho raccontato della mia avversità alla costante k, quella che associa ad ogni evento lo stesso valore, ma, in verità, in questi giorni un giretto ce lo farei volentieri. Solo uno. Per riposare il cuore, la testa e le fragili membra. Perché non mi sono certo creata tutto questo circo per fuggire da qualcosa. È autoconsistente. O meglio è venuto fuori da tutte le porte che ho aperto per affrontare e risolvere. Perché il mondo se lo affronti (visto che i ‘ci penso io a te’ sono finiti e non si hanno alternative!😃) ti prova ma ti offre anche sprazzi di entusiasmo. Quelli in cui qualcosa si muove e tu te ne accorgi. E godi per non esserti arreso.

Buongiorno al buio e alla luce che ci dicono che spesso è proprio il diverso da noi che ci da la possibilità di esprimere al massimo la nostra potenza.

Oggi è il giorno del ringraziamento e mi piace ringraziare amici e famiglia, ringraziando per tutti Roberto che rende tangibile il sorriso che mi regalate ogni giorno. Oggi il suo disegno era accompagnato da un messaggio che diceva che per vincere le avversità bisogna allenarsi….

 

Il buongiorno del 9 giugno

Tra pochi giorni sarà un mese da quando il mio cuore è tornato a farsi sentire. A camminare con un ritmo forsennato. A farmi male. A togliermi il respiro. Qualcuno senza volerlo, anzi proprio per evitarlo, me lo ha spezzato e questo, invece di fermarsi definitivamente, si è ossigenato tornando a battere con forza. Come non lo faceva da anni. Come se, stanco di essere prigioniero, abbia ora come unico obiettivo quello di uscire dalla gabbia toracica per conquistare il cielo e volare. C’è e vuole che si sappia. Ha tutte le ragioni ma sinceramente spero smetta presto di festeggiare in un modo per me tanto doloroso.
Qualche giorno fa sentivo Irene Grandi alla radio con il suo:
Grazie per avermi spezzato il cuore, finalmente la luce riesce ad entrare….
Ci ho pensato molto. Comprendo, condivido e credo di ritrovarmi.
Mi si perdoni se mi riservo di ringraziare più avanti.