Il buongiorno del 1′ febbraio

Ho appena aperto la finestra, fuori la piazza è completamente imbiancata dalla grandine. C’è una luce calda da rimbalzo di raggi solari e un silenzio inconsueto. Perché oggi c’è anche il blocco delle auto. Quello col buco in mezzo inventato da Marino per consentire a tutti di non rinunciare alla tradizione del pranzo domenicale o di raggiungere lo stadio. Che sono poi gli unici due motivi per cui si prende la macchina a Roma la domenica… Quello con il buco in mezzo che non viene annullato neanche se piove. E, oggi abbiamo scoperto, neanche se grandina. A me di fatto poco importa. Ho acquistato da poco l’auto e l’ho anche presa a gas per evitare di utilizzare il quinto in benzina ma anche di entrare nel meccanismo perverso della rincorsa progressiva agli Euro 4 poi ai 5 e poi chissà. ‘Domani c’è il blocco tu che c’hai? Euro 4? mica lo so se girano… E poi ti conviene vedere se dove devi andare è dentro o fuori l’anello ferroviario.’ Con tutto il rispetto per chi ha studiato il metodo mi chiedo ‘Ma che è l’anello ferroviario?’ (Ora forse fascia verde…) Discussioni infinite in ufficio, a casa, al bar con carte alla mano, su cirientranoncirientra. Senza contare le invidie che scattano se magari tu che potresti girare non lo fai perché non ne hai bisogno e c’è chi è costretto a disegnarsi percorsi e orari, con le tecniche del mobility manager, per sfruttare al meglio le fasce libere dal divieto. Trovo tutto questo esilarante. Ma esplicitare questo punto di vista è sempre pericoloso perché apre polemiche infinite. Quello che penso è che
con le tattiche non si vada da nessuna parte. Ci vorrebbero le strategie ma gli interessi in gioco sono troppi. E allora invece di pensare a come aggirare il vero ostacolo, è meglio accanirsi su di te che non conti niente che deridi queste manovrine, che non capisci che è meglio accendere una candela che maledire il buio e che respirare e bene è una necessità irrinunciabile. Che loro sanno e tu no.
Che tu hai la macchina a gas e loro?!?

Buongiorno alla luce di questo sole caldo che illumina questa fredda giornata e buon pranzo della domenica a tutti!

Il buongiorno del 9 giugno

Tra pochi giorni sarà un mese da quando il mio cuore è tornato a farsi sentire. A camminare con un ritmo forsennato. A farmi male. A togliermi il respiro. Qualcuno senza volerlo, anzi proprio per evitarlo, me lo ha spezzato e questo, invece di fermarsi definitivamente, si è ossigenato tornando a battere con forza. Come non lo faceva da anni. Come se, stanco di essere prigioniero, abbia ora come unico obiettivo quello di uscire dalla gabbia toracica per conquistare il cielo e volare. C’è e vuole che si sappia. Ha tutte le ragioni ma sinceramente spero smetta presto di festeggiare in un modo per me tanto doloroso.
Qualche giorno fa sentivo Irene Grandi alla radio con il suo:
Grazie per avermi spezzato il cuore, finalmente la luce riesce ad entrare….
Ci ho pensato molto. Comprendo, condivido e credo di ritrovarmi.
Mi si perdoni se mi riservo di ringraziare più avanti.

Il buongiorno del 12 febbraio

Improvvisamente, prima dell’alba, la mia stanza si è illuminata di una luce azzurra e bellissima. Ho provato dapprima sorpresa e un leggero fastidio agli occhi e poi tanta serenità.
Avevo lasciato la TV spenta ma il decoder acceso e, ad un certo punto, è partita la ricerca automatica dei canali del digitale.
Dovevo comunque svegliarmi e ho trovato questa modalità assai meno aggressiva della sveglia. L’ho considerato un bel regalo, molto terrestre, per iniziare meglio la giornata.
Ho imparato con gli anni che vedere una luce è talmente raro che quando succede bisogna goderne. A prescindere dalla sua natura.
Un azzurro buongiorno!