La sposo perché mi rende migliore

Ho partecipato ad un matrimonio di cari amici che hanno deciso di sposarsi dopo una lunga convivenza e un figlio. Avevo pensato di illustrare allegramente questo loro giorno con un mio post ma quando lo sposo al momento del taglio della torta, ci ha voluto lasciare una sua riflessione, e ci ha detto che sposava quella donna perché lo rendeva migliore, ho capito che non c’era null’altro da aggiungere. Si sta bene con l’altro se l’altro si impegna per noi, se noi glielo riconosciamo e se sentiamo che quello scambio è reciproco. Semplicissimo e straordinario. E confermarlo è nettamente più bello che scommetterci. Forse è per questo che ieri mi sono commossa profondamente. Perché non si parlava di sogni ma di realtà. 

Auguri di cuore amici miei. 

Il buongiorno del 1° dicembre

justmarried (2)Ieri a casa di Ester si festeggiava il suo compleanno e quella di una sua amica che poi erano due. Daniela e Annamaria, amiche dal liceo, amiche da 50 anni che in un attimo mi hanno trascinato, attraverso mirabolanti e stravaganti racconti, in una delle più belle storie di amicizia di sempre. La prima cosa che mi ha raccontato Daniela, è stata che anche in viaggio di nozze sono andate insieme. Pensavo si fossero sposate lo stesso giorno e invece no. Solo Daniela si era sposata. Annamaria si era accodata, con il suo allora fidanzato, ma solo per il viaggio di nozze. E nonostante entrambi gli uomini di quell’avventura non siano più nella loro vita, e come dire, almeno per una di loro due non era poi un viaggio come un altro, resta il fatto che è rimasto per loro comunque uno splendido ricordo. Una delle più belle avventure vissute insieme. Loro. Un’avventura loro. Occasione quella in cui si erano fatte anche bucare le orecchie con ago e tappo di sughero. Come nel film “Grease” ma in un remake calabrese. Da una vecchietta che lo faceva alle bambine e che gli aveva confessato, a fine del fantastico lavoretto, di non sentirsi molto bene e di avere la necessità di passare dal medico per farsi dare una pinnola. Una storpiatura che le aveva divertite al punto da farne il loro soprannome per sempre. Da allora, Daniela e Annamaria, le “Pinnole”. Ma non Pinnola 1 e Pinnola 2. Pinnola e basta. Perché due amiche così non sono due, sono comunque e sempre una.  Il pranzo è continuato tra racconti e risate. E io che ho continuato tutto il tempo a guardarle come un’opera d’arte. E’ arrivato il figlio di Daniela, Andrea, e poi, a pranzo finito, anche Guido, il marito di Annamaria. Guido che, per chiedere l’indirizzo, non ha chiamato la moglie ma Daniela. Perché Annamaria ha uno strano rapporto con il telefono. Non lo sente, lo guarda. Un paio di volte al giorno e solo per vedere se l’ha chiamata qualcuno. Lui lo sa e non si perde. Ne ha sposata una ma è consapevole di essersene prese due. E che qualche volta può anche essere un vantaggio.
Ho detto più di una volta che quando mi invita a pranzo Ester è sempre una festa per me. Perché il suo cibo riempie soprattutto il mio cuore. Ma oggi mettendo a tavola anche le Pinnole si è superata. Perché hanno completato la sua idea di bello, quella che arriva direttamente alla pancia. Sede privilegiata della vita. Quella che mi piace.

Buongiorno ad Ester, alle Pinnole e a tutte le amiche per sempre, che per sempre lo sono davvero.

 

Il disegno è un omaggio alle Pinnole da parte di Roberto che le conosce da molti anni e le ha riconosciute nel mio breve scritto. Altre meravigliose coincidenze…

Il buongiorno dell’11 novembre

ConfidenzeVent’anni fa quando iniziai a lavorare in Azienda mi spedirono a Napoli per un training on the job e mi assegnarono un tutor teutonico, tutto d’un pezzo, competente e rigoroso ma anche molto caloroso e affettuoso a cui mi affezionai subito. Affezione ricambiata al punto che abbiamo continuato a vederci e sentirci nel tempo anche dopo questo primo aggancio lavorativo. Fino addirittura ad invitarci reciprocamente ai nostri matrimoni. Il suo ancora in piedi. In questo tempo il contatto non sempre è stato costante. La distanza non la fanno i km ma la vita. Sono passati anche anni senza una telefonata. Ma non abbiamo mai perso le svolte. Positive e negative. I matrimoni appunto, la nascita dei figli, la mia separazione o il suo trasferimento a Firenze, dove ha portato tutta la famiglia. Quella stessa Firenze dove pure io, guarda un po’, ho passato qualche anno proprio dopo l’esperienza napoletana. E ogni volta è stata una festa ritrovare quella base comune, quei valori inalterati, quell’inquietudine per le stesse cose. Da persone di carattere ci sono stati, a volte, anche momenti di confronto duro e serrato. Ma poi ha sempre prevalso l’affetto. E stamattina mentre scrivo il mio buongiorno mi dorme accanto. O meglio sonnecchia lamentandosi di non aver dormito per l’eccessivo calore del mio amato piumone prima e poi per i rumori della città non filtrati dalla finestra aperta per ovviare al caldo. Ha una riunione, oggi, proprio nell’edificio dove lavoro e abbiamo deciso per la rimpatriata. Ieri sera abbiamo cenato e poi ha insistito, nonostante avessi già preparato il mio letto da Marco, perché dormissimo insieme per parlare più a lungo possibile. Che difficilmente ci sarebbe capitata presto un’altra occasione. E non si può negare che il letto sia sempre un luogo magico dove le confidenze, le chiacchiere e le risate raggiungono una dimensione più intima e profonda che solo con poche persone è possibile concedersi. Soprattutto se non si hanno più vent’anni. Ed è stato davvero bello ritrovarsi ancora una volta e sfruttare ogni minuto per recuperare la pausa.
Dopo questo passaggio chissà quanto tempo passerà di nuovo prima di vederci. Ma non importa.
Persone come Antonella non te le perdi. Ritorni tu. Ritornano loro. Il tempo è solo un piccolo dettaglio.

Buongiorno alle amicizie che non si perdono. Che fanno dei giri immensi e poi ritornano. Come certi amori (cit.) 😃

 

Disegno dell’amico Roberto Luciano.