Donatore di organi e tessuti

Immagine1In questi giorni ho preso a parlare di morte e a questo punto, mai termine fu più adatto, svisceriamo. Qualche mese fa mi sono persa la carta di identità e quando l’ho rifatta ho chiesto che fosse certificata la mia volontà di essere donatrice di organi e tessuti. Basta una firma su un modulo, null’altro. Facile. A mio avviso dovrebbe essere obbligatorio per tutti. Ed invece è una scelta e bisogna esplicitarla. La domanda: ‘è ma che ci devi fare delle tue interiora una volta che sei morto?’ A meno che non ti fai imbalsamare deperiranno comunque. E dunque non è meglio regalarle e fare felice qualcuno? Eppure c’è chi preferirebbe farci il sugo.

Io piuttosto mi chiedo semmai qualcuno potrà trovare beneficio in quello che metterò, quel lontano giorno, a disposizione. Il mio corpo è già ora parecchio usato: quanto agli occhi, porto gli occhiali da 40 anni e sono progressivamente peggiorati; i polmoni hanno subito 20 anni di fumo e 50 di inquinamento; il cuore e il cervello sono a mio avviso sani e brillanti ma ci sono pareri altrui parecchio contrastanti che non mi confortano. Ho adipe e cellulite di ottima qualità ma non credo abbiano mercato.

Ad analizzarla meglio, sembra che io abbia fatto un figurone con niente. Che mi sia sopravvalutata. Può darsi.

Vero è che se riuscissero a riciclare anche solo un pezzetto di me ne sarei tanto contenta. Magari un orecchio. Per continuare a sentire suoni, parole ed anche rumori. Per continuare a sentire, in qualche modo, la vita. Quella a cui rinuncia per sempre chi si porta tutto dietro.

Buonanotte!

Il disegno riporta dalla polvere alla carne ed è tutta colpa di Roberto.😀

Messaggi vocali

Non so voi ma non riesco a capacitarmi dell’uso dei messaggi vocali. Stamattina sento Marco che ripete due volte la stessa cosa, mi affaccio e capisco che sta registrando. Dopo un po’ sento da lontano che è arrivata la risposta. Secca pure quella. Da quando viaggio di più, mi capita spesso, anche sul treno, di assistere a questa dinamica. Tra ragazzi ma anche tra adulti. Ora, se i primi li capisco sempre poco ma non mi disturba perché mi sono fatta una ragione della distanza generazionale, quando vedo gli adulti comunicare così, resto davvero perplessa. C’è chi ti dice: ‘E’ la stessa cosa di un messaggio ma faccio prima’. E no. Non è la stessa cosa. Un messaggio scritto in alternativa ad una chiamata lo mandi quando non puoi parlare. Se puoi parlare, anche per dire una frase, chiami e senti in la reazione in diretta. Almeno il contatto voce non lo perdi. Quando mi è capitato di riceverne  uno su whatsapp da un amico la mia risposta – rigorosamente scritta – è stata: ‘Ma hai finito il credito?’. Per me non esiste una via di mezzo: o scrivi o parli. Il messaggio vocale lo capisco solo se te ne servi per cantare gli auguri di compleanno. Anche se, personalmente, continuo ad apprezzarli di più se live.

Buon fine settimana e che sia pieno di belle parole, a prescindere dalla modalità di invio.

Il buongiorno del 16 novembre

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Ármati di penna, così dice un vecchio slogan di Amnesty International. E negli anni in cui ne sono stata un’attivista ho toccato con mano quanto possa essere vero. E quanto le parole possano essere davvero armi potenti.
Perché le parole possono offendere o difendere. Esaltare i cuori o umiliarli. Convincere o allontanare per sempre. Possono essere pulite o sporche. Trasparenti come cristallo o dense e impenetrabili come il fango. Possono essere leggere e positive o pesanti come macigni. Possono amare o odiare. Possono essere belle o bruttissime. Possono essere sincere o false. Possono essere scandite o sputate di corsa. Possono far sognare o far cadere nell’incubo più profondo.

Ma soprattutto possono cambiare le cose.

Io ancora ci credo. Ed è per questo che per dare più potenza alle parole, che non ho mai smesso di pronunciare, ho ripreso a scrivere. Ed è per questo che, soprattutto, non smetterò di farlo.

Buongiorno alle parole e ai cuori limpidi che sanno partorirle!

C’è un bel post di Barbara di tuttoilmondoateatro che consiglio di leggere sul tema:
https://tuttoilmondoateatro.wordpress.com/2014/11/15/le-parole-che-parlanouna-nuova-lezione-di-teatro/

Immagine dal web trovata per me da Martin 🙂