Il buongiorno del 20 novembre

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Buongiorno! Ho dormito più di 8 ore, in due puntate, stanotte (mi sono svegliata intorno a mezzanotte e mi sono riaddormentata quasi subito) e il mondo ha preso tutta un’altra luce. Ieri sera ho rinunciato ai Momix e alla compagnia delle mie amiche con dispiacere ma non avevo alternative. Nel tempo ho imparato che quando arrivo al livello di guardia mi devo fermare. Se lo supero perdo il controllo e poi è discesa negli abissi. A volte, anzi sempre, senza motivazioni che possano giustificare cadute verticali così rovinose. Se poi alla stanchezza si aggiunge un qualsiasi malessere fisico, l’allarme è rosso e lo stop immediato deve accompagnarsi, possibilmente, all’isolamento. Poche ore e tutto ritorna come e meglio di prima. Un tempo tiravo fino a boccheggiare. Ora non lo faccio più. A voler essere buoni perché ho maturato consapevolezza. A non volerlo essere, perché ho raggiunto la middle age ed era ora che smettessi di arrivare allo stremo prima di mettermi in ottica recupero, come gli adolescenti.
Aiuta poi il programma di quest’ultimo giorno di lavoro per me prima del week end. In ufficio tutto il giorno dedicato alla formazione e quindi al respiro celebrale. Subito dopo, e prima di tornare a casa, un bel massaggio per riabilitare anche il corpo. E quindi tre lunghi giorni di pausa da dedicare a Marco con una forma adeguata. Perché se c’è una cosa che davvero mal sopporto del non stare bene, è non potermi dedicare a mio figlio con il giusto mood. Per carità ci sta anche che lui mi debba sopportare, qualche volta, stanca e nervosa ma ci tengo molto al limitare al massimo le giornate ‘no‘ di cui ribaltare gli effetti in casa. Perché a pensarci bene, uno dei motivi per cui alla fine mi sono separata è stata la volontà di regalargli una mamma più serena. Infatti al contrario dei molti che pensano che bisognerebbe non separarsi pensando ai figli, io l’ho fatto – come forse mi è già capitato di dire – anche pensando a lui. Perché a mio avviso un rapporto che non c’è più, è logorante ed inaridisce. Al punto da perdere entusiasmo, solarità ed ottimismo. Da viaggiare sempre con le energie razionate e in bilico sul baratro. Qualcosa che ho ritenuto di non meritare io ma nemmeno Marco. E lui né da parte mia, né da parte del padre. Ed è per questo che non posso e non voglio cedere ad altre pressioni. Il lavoro e quanto vi gira intorno o altre quotidiane preoccupazioni, e tornare a casa ordinariamente provata. Può succedere qualche volta, non di più. Perché non reagire puntando al costante benessere, non renderebbe giustizia alle decisioni pesanti e radicali che ho preso.

E alla fine la ricetta non è difficile. Per vivere (bene) la prima cosa è soddisfare i bisogni primari. Mangiare e bere (bene), muoversi e dormire a sufficienza (bene). E poter pensare solo al bene è comunque un gran privilegio. Tenerlo a mente aiuta. Il resto segue.

Buona giornata all’energia ritrovata e ritrovanda.

Il disegno è del caro Roberto Luciano.❤️

Il buongiorno del 18 ottobre

Oggi non ho programmi. La giornata si farà. E mi sono alzata con quella sensazione di piccola gioia che ti viene quando apri gli occhi e prendi coscienza che non hai nulla da fare. Che hai una giornata davanti e puoi decidere la qualunque anche rimanere a letto (Marco ha dormito con me ma poi va con il papà). Che puoi inserire la modalità ‘staiserena’ e non ti devi catapultare e uscire. Ed è sabato, non c’è neanche il garage che chiude e devi comunque mettere fuori la macchina. Solo un piccolo sforzo per controllare che Marco abbia preso tutto quello di cui ha bisogno e salutarlo prima di rituffarmi di nuovo sotto le lenzuola. Alzo la serranda, chiudo la tenda e il giorno entra ma tutto il resto rimane fuori. E mi piacciono quei rumori della piazza attutiti dalla finestra chiusa. Perché riproducono esattamente quello che sento in questo momento. Io qui e tutto lontano da non riuscire a sentirlo. E ogni tanto, per una manciata di ore, ci vuole.
Una sera della scorsa settimana ho cenato con un amico di vecchia data che mi diceva ‘A Marù, soli si sta male!. Gli ho risposto che aveva ragione ma che per me il periodo della solitudine era finito. Che negli anni passati mi ero sentita sola in tanti momenti ma che ora non mi accadeva più da un pezzo. Perché la solitudine non è uno status, è un sentirsi. E a volte avere qualcuno accanto può peggiorare la situazione.
Il mio sentirmi oggi è piacevole. È pieno. È frizzante. A volte mi sento stanca, affaticata, preoccupata ma sola no. Sola non mi ci sento più. E se c’è qualcosa che mi fa paura pensando di innamorarmi di nuovo è proprio avere a che fare, ancora una volta, con la solitudine. Perché il mio amico ha ragione, soli si sta male.

Buongiorno alle voci del mondo filtrate dai vetri e a questo sabato che si farà!

Il buongiorno del 27 agosto

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Il clima relax è giunto al top. Dopo 10 giorni abbondanti di gite quotidiane ieri, spesa a parte, siamo rimasti a casa tutto il giorno. E dopo pranzo c’è stato anche il ‘pennichella time’. Eh sì, perché quando sei in un posto nuovo, specie se a più di 7 ore di macchina da casa, ti sembra brutto non sfruttare tutto il tempo a disposizione per visitare tutto il visitabile. Vedere ogni angolo segnalato. Cercare l’enoteca che ti hanno raccomandato o il ristorante imperdibile. Ed è così che la vacanza diventa sicuramente interessante ed istruttiva ma poco riposante. Che è vero che riposi comunque la testa ma, almeno a me non basta, visto che ho bisogno di far riposare anche tutto il resto. Ed è così che vista anche la richiesta dei ragazzi di poter rimanere a casa un giorno a giocare fra loro, a me e Carla è bastato uno sguardo per accettare e tuffarci, subito dopo pranzo, nell’azzurro e nel rosa delle lenzuola dei rispettivi giacigli.
Poi al risveglio chiacchiere estive e meno estive senza tempo. Poi di nuovo nel vivo del clima vacanziero. E quindi barbecue ma stavolta con il resto del gruppo. Due coppie, una bambina e tre adolescenti maschi che mi piace guardare come un trailer del film che vedrò l’anno prossimo.
Marco ed io siamo gli ultimi arrivati. PAnche qui non conoscevamo nessuno prima. Ma ci buttiamo. Sono tutti molto accoglienti e sorridenti. Si mangia, si parla, si ride. Si apprezza il fresco della terrazza. Nonostante le differenze di età i ragazzi dopo cena giocano tutti insieme. Ci salutiamo molto tardi con un appuntamento ad un orario per oggi assolutamente non sfidante. E mi piace. Mi piace molto. Perché vacanza, a veder bene, vuol dire che non c’è . Che non c’è impegno, orario, consueto ritmo. Che non c’è devo fare. Si stacca per un po’ da tutto anche da quello che sarebbe meglio. Soprattutto da quello. Qui internet è a singhiozzo e spesso non c’è neanche linea (mi sta abbandonando anche quella fisica, sigh!). E anche il cellulare si sta riposando. Ne aveva bisogno anche lui.
Stamattina guardo fuori e c’è il sole. Dormono tutti e c’è un gran silenzio ovunque. È il suono della vacanza. Mi piacerebbe restare qui per sempre. A scrivere guardando il mare. Mi dico che ho ancora qualche faccenda da sbrigare nella mia esistenza ma che succederà prima o poi.
Buongiorno a chi ha sogni nei cassetti ma anche e soprattutto a chi li ha nelle valigie!