Il buongiorno del 18 ottobre

Oggi non ho programmi. La giornata si farà. E mi sono alzata con quella sensazione di piccola gioia che ti viene quando apri gli occhi e prendi coscienza che non hai nulla da fare. Che hai una giornata davanti e puoi decidere la qualunque anche rimanere a letto (Marco ha dormito con me ma poi va con il papà). Che puoi inserire la modalità ‘staiserena’ e non ti devi catapultare e uscire. Ed è sabato, non c’è neanche il garage che chiude e devi comunque mettere fuori la macchina. Solo un piccolo sforzo per controllare che Marco abbia preso tutto quello di cui ha bisogno e salutarlo prima di rituffarmi di nuovo sotto le lenzuola. Alzo la serranda, chiudo la tenda e il giorno entra ma tutto il resto rimane fuori. E mi piacciono quei rumori della piazza attutiti dalla finestra chiusa. Perché riproducono esattamente quello che sento in questo momento. Io qui e tutto lontano da non riuscire a sentirlo. E ogni tanto, per una manciata di ore, ci vuole.
Una sera della scorsa settimana ho cenato con un amico di vecchia data che mi diceva ‘A Marù, soli si sta male!. Gli ho risposto che aveva ragione ma che per me il periodo della solitudine era finito. Che negli anni passati mi ero sentita sola in tanti momenti ma che ora non mi accadeva più da un pezzo. Perché la solitudine non è uno status, è un sentirsi. E a volte avere qualcuno accanto può peggiorare la situazione.
Il mio sentirmi oggi è piacevole. È pieno. È frizzante. A volte mi sento stanca, affaticata, preoccupata ma sola no. Sola non mi ci sento più. E se c’è qualcosa che mi fa paura pensando di innamorarmi di nuovo è proprio avere a che fare, ancora una volta, con la solitudine. Perché il mio amico ha ragione, soli si sta male.

Buongiorno alle voci del mondo filtrate dai vetri e a questo sabato che si farà!

Il buongiorno del 27 agosto

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Il clima relax è giunto al top. Dopo 10 giorni abbondanti di gite quotidiane ieri, spesa a parte, siamo rimasti a casa tutto il giorno. E dopo pranzo c’è stato anche il ‘pennichella time’. Eh sì, perché quando sei in un posto nuovo, specie se a più di 7 ore di macchina da casa, ti sembra brutto non sfruttare tutto il tempo a disposizione per visitare tutto il visitabile. Vedere ogni angolo segnalato. Cercare l’enoteca che ti hanno raccomandato o il ristorante imperdibile. Ed è così che la vacanza diventa sicuramente interessante ed istruttiva ma poco riposante. Che è vero che riposi comunque la testa ma, almeno a me non basta, visto che ho bisogno di far riposare anche tutto il resto. Ed è così che vista anche la richiesta dei ragazzi di poter rimanere a casa un giorno a giocare fra loro, a me e Carla è bastato uno sguardo per accettare e tuffarci, subito dopo pranzo, nell’azzurro e nel rosa delle lenzuola dei rispettivi giacigli.
Poi al risveglio chiacchiere estive e meno estive senza tempo. Poi di nuovo nel vivo del clima vacanziero. E quindi barbecue ma stavolta con il resto del gruppo. Due coppie, una bambina e tre adolescenti maschi che mi piace guardare come un trailer del film che vedrò l’anno prossimo.
Marco ed io siamo gli ultimi arrivati. PAnche qui non conoscevamo nessuno prima. Ma ci buttiamo. Sono tutti molto accoglienti e sorridenti. Si mangia, si parla, si ride. Si apprezza il fresco della terrazza. Nonostante le differenze di età i ragazzi dopo cena giocano tutti insieme. Ci salutiamo molto tardi con un appuntamento ad un orario per oggi assolutamente non sfidante. E mi piace. Mi piace molto. Perché vacanza, a veder bene, vuol dire che non c’è . Che non c’è impegno, orario, consueto ritmo. Che non c’è devo fare. Si stacca per un po’ da tutto anche da quello che sarebbe meglio. Soprattutto da quello. Qui internet è a singhiozzo e spesso non c’è neanche linea (mi sta abbandonando anche quella fisica, sigh!). E anche il cellulare si sta riposando. Ne aveva bisogno anche lui.
Stamattina guardo fuori e c’è il sole. Dormono tutti e c’è un gran silenzio ovunque. È il suono della vacanza. Mi piacerebbe restare qui per sempre. A scrivere guardando il mare. Mi dico che ho ancora qualche faccenda da sbrigare nella mia esistenza ma che succederà prima o poi.
Buongiorno a chi ha sogni nei cassetti ma anche e soprattutto a chi li ha nelle valigie!

Il buongiorno del 7 luglio

Stamattina mi sono svegliata con difficoltà. Stanotte caldo, aria condizionata rotta e finestre aperte, con effetto letto in piazza, non hanno conciliato il riposo. È lunedì e stamattina c’è stato il cambio turno del figlio che passerà questa settimana con il padre. Tutto sembrerebbe deporre a sfavore di questa giornata ed invece sto pensando che in macchina e in ufficio l’aria condizionata c’è. Che ho un mucchio di cose da fare e ho mille idee in testa, raccolte nel fine settimana, da realizzare. E soprattutto che finché c’è un lunedì da disprezzare va tutto stra-bene!
Buon lunedì, martedì…..