Il buongiorno del 9 settembre

Mi sono svegliata già in ritardo e con una lista di cose da fare, prima di entrare in ufficio, che mi guardano da un foglio che ho scritto ieri notte prima di addormentarmi. Non ci siamo. Non può essere che sono già fuori programma al secondo giorno di ritorno alla realtà . O forse sì. Per rientrare nel quotidiano ci vuole tempo. Non parlerei però di allenamento ma di riabilitazione. Perché, per fare la vita che facciamo, dobbiamo entrare in una dimensione complicata che ha regole, tempi e ordine/disordine da gestire con sapienza. Ad uno che vive in una città come la nostra dovrebbero dare un diploma. Mica ci riescono tutti. Pensa un po’, alcuni addirittura scappano. E ci vogliono anni di pratica per dire di avercela fatta. Moduli su moduli da imparare. Si comincia da piccoli con ‘Attraversare la strada’ per poi passare quando si arriva a guidare un auto a ‘Trovare un parcheggio’. Da ‘Arrivare a casa senza pistare cacche di cani’ a ‘Imparare l’inglese o la nouvelle cuisine per utilizzare il tempo nel traffico’.
Si tratta di una dimensione molto complicata e neanche per pochi. E quando si va in vacanza si rischia di perdere le competenze acquisite. Che per uno che abita a Roma, hanno la stessa valenza e utilità del camminare. È per questo che ho parlato di riabilitazione. E ci vuole tempo. Quest’anno forse anche di più.
Buongiorno in ritardo pure lui.

Il buongiorno del 10 luglio

Ieri è stata una giornata difficile dal risveglio a quando sono tornata a dormire. Ci sono giornate così e si accolgono. Unico problema è che ti mal predispongono anche per il giorno successivo. Cioè oggi. Mi sono alzata presto perché alle 8 dovevano venire dei tecnici con cui avevo preso appuntamento per un lavoro in casa. Sono le 8:10 ancora non si è visto nessuno. Non dico che io non ritardi mai ad un appuntamento ma ho precise regole mai di mattina e mai alle riunioni di lavoro.
Nel caso avviso e mi scuso. I tecnici sono arrivati e si sono scusati magari questa giornata va meglio…
Buongiorno umido, profumato di terra bagnata, di rumori di trolley che sanno di vacanza.

Il buongiorno del 17 febbraio

Iniziare la giornata discutendo con il figlio perché rallenta, con qualsiasi mezzo a sua disposizione, l’uscita da casa ed il recarsi a scuola è quello che non può mancare ogni lunedì. Il lunedì oltretutto è il giorno in cui deve portare a scuola la tastiera, la cartellina di tecnica e una quantità industriale di libri e quaderni ed il mio aiuto se non necessario è auspicabile.
Stamattina all’ennesimo ‘5 minuti’, con strazio nel cuore, gli ho detto che non gli avrei firmato gli avvisi che si era ricordato di farmi vedere all’ultimo secondo, non gli avrei dato la merenda e non l’avrei accompagnato. Arrivato a scuola mi ha chiamato fiero di aver rimediato un passaggio e sono anche certa che non resterà senza mangiare.
Se non altro capirà che è meno comodo cavarsela da solo e magari, chissà, ci penserà la prossima volta. Si va per tentativi.
Io in compenso sono già stanchissima….
Buona giornata, buon lunedì!