Il buongiorno del 17 novembre

KIF00054Oggi Marco compie 13 anni. Nato anzitempo a causa di un incidente stradale, lo vidi per la prima volta solo dopo un giorno dalla nascita. E solo perché suo padre riuscì a convincere un’infermiera del reparto di neonatologia a portarlo dove stavo io per farmelo vedere. Una sorpresa bellissima, il nostro primo incontro, che ancora oggi mi commuove. Lui involtolato in una copertina azzurra con la testolina pelata e due occhi enormi che mi ha subito ricordato E.T. Io che lo volevo con me e al tempo stesso non vedevo l’ora che tornasse al sicuro del suo reparto. E che ho capito quel giorno che era nato chi mi avrebbe cambiato le priorità per sempre.

E.T., a pensarci oggi, una premonizione. Perché effettivamente un po’ fuori dal mondo Marco lo è. Con la sua fantasia sfrenata e i suoi punti di vista strampalati che ti aprono mondi paralleli. Con la velocità nel parlare che è il suo tentativo di inseguire e acchiappare la velocità del pensiero. Con la sua sensibilità stravagante. Con la sua insistenza quando vuole qualcosa senza tregua. Con la sua capacità di conquistare altrui simpatie con tutto ciò che a me fa impazzire. Con il suo iniziare ogni suo intervento in pubbliche discussioni con “Scusate, posso dire una cosa?” che, ogni volta, mi fa tremare.

Ci sarebbero mille storie da raccontare per cogliere la sua essenza. Me ne viene in mente una di qualche settimana fa che credo colga più di una sfumatura. La mattina gli do sempre i soldi per la merenda. La sera quando torna, se gli ho dato più del solito, gli chiedo sempre conto. A volte mi farebbe meno fatica soprassedere ma voglio che dia importanza al denaro ed impari a gestirlo (almeno meglio di me!). Mi dice “Mamma, il resto l’ho dato al signore che chiede l’elemosina davanti al fornaio. In realtà volevo comprargli un pezzo di pizza e darglielo direttamente ma con quello che mi era avanzato ci usciva un pezzo veramente piccolo. Allora ho pensato che era meglio dargli soldi che magari ci aggiungeva qualcosa lui e prendeva un pezzo più grande. Ho fatto bene?” Qualcosa che ti dice che c’è chi gli avrebbe dato la sua merenda, chi non lo avrebbe neanche visto e poi c’è Marco.

E se ci fosse bisogno di aggiungere altro a delineare la sua divergenza, ha imparato con i tutorial di Youtube a lavorare la lana con i ferri per farsi da solo uno scaldacollo. A fare il giocoliere con le palle per potersi esibire un giorno ai semafori e poter girare il mondo. Tutto sulla street art che quando ne parla ti sembra uno grande. Ma anche a farsi il buco all’orecchio per il quale non riesce a ottenere il permesso genitoriale (urgh!), iniziativa che fortunatamente sono riuscita ad intercettare e bloccare dopo un primissimo tentativo.

Oggi il mio E.T. compie 13 anni e non è sempre facile stargli dietro. Non è sempre è facile proteggerlo e proteggermi. Ma se c’è qualcosa che gli auguro davvero è di avere la forza di restare sempre così. Di restare per tutta la vita un po’ esterno al mondo. Non per spocchia ma per amore di libertà. Per lui ma anche per me.

Buon compleanno Marco. E come dicono gli street artist, buona strada!

Il buongiorno del 22 gennaio

Mentre sono in macchina ferma al semaforo con mio figlio, si avvicina un mendicante vestito di stracci e lui, di scatto, chiude la sicura. Lo guardo sorpresa e mi dice ‘ho avuto paura’. E io ‘devi avere paura di quelli vestiti bene, non di questi poveracci’. E lui ‘non ti ho offendere ma hai detto una frase da bimbaminkia’. Non ho approfondito. Lo so, mi aspettano anni difficili ma oggi non ci voglio pensare. Leggero buongiorno!

Da grande voglio fare…

Oggi mio figlio mi ha detto che finalmente sa cosa vuol fare da grande: il giocoliere ai semafori o l’attivista di Greenpeace. Quando eravamo piccoli noi, dei mestieri su strada andava il benzinaio e di quelli eroici il pompiere. Si potrebbe pensare agli effetti della crisi economica e ambientale ma mi piace pensare al fatto che i nostri bambini abbiano semplicemente aspirazioni più libere e creative.