Lei

Oggi sono uscita dall’ufficio per una visita medica e tornando sono stata pesantemente insultata mentre ero ferma ad un semaforo da una donna in motorino che dopo avermi bussato al vetro del finestrino pretendeva mi stringessi a destra, più di quanto la strada strettissima permettesse, per farla passare. Lei che era a sinistra, ben oltre la mezzeria, contromano. Di solito non mi concedo mai all’alterco automobilistico: perché non so mai chi potrei trovarmi davanti ma soprattutto perché non so chi potrebbere trovarsi davanti l’altro se mi lasciassi prendere la mano. Oggi però mi è sembrato davvero troppo. Nonostante la pioggia ho tirato giù il finestrino e le ho indicato con determinazione la striscia bianca. Solo a quel punto la signora mi ha lanciato un sonoro “Lei è veramente una testa di c…o… non conosce il codice della strada… chissà come ha preso la patente”. Solo un secondo, poi l’ho guardata, ho chiuso le portiere (non si sa mai!) e mi sono messa a ridere di cuore. Silvio ormai vive dentro di noi: si dicono cazzate senza paura di essere smentiti, se qualcuno ci prova parte l’insulto e la macchina del fango ma il “Lei” è immancabile. Pure a Roma. Pure nell’era dello “YOU”.

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