Il buongiorno del 4 ottobre

Qualche tempo fa, non ricordo neanche più il percorso, mi sono imbattuta in tuttoilmondoateatro un blog il cui sottotitolo recita appunti, riflessioni, pensieri sulla scena (http://tuttoilmondoateatro.wordpress.com/). È stato amore a prima vista per questa scrittura leggera che ti prende per mano e ti accompagna di volta in volta a casa di qualche autore, in sala prove, sul palco e dietro le quinte. Chi scrive è un’attrice e una regista italiana. E a pensarci bene è proprio questo che mi ha colpito. L’anonimato. Questo mettere in primo piano il teatro e non se stessa. Questo amore e questa passione che trapelano da ogni riga. Questo diverso essere di attrice. Poi un giorno in un post scrive che sta preparando due spettacoli uno su Pasolini e uno su Marilyn e che se qualcuno è interessato può scriverle una mail. Decido di farlo e dopo uno scambio epistolare, la curiosità di conoscerla e vederla recitare aumenta. Coinvolgo allora le amiche con cui vado a teatro e prenoto la Cena con Marilyn. Al buio. Fidandomi solo delle mie sensazioni. Arriviamo in un locale caldo e accogliente. Familiare ma curato. Prendiamo posto al nostro tavolo e da lontano vedo una donna che immagino possa essere il motivo per cui sono là. Mi alzo e vado a presentarmi. È difficile spiegare l’emozione di conoscere di persona qualcuno con cui ci si è scambiati sensazioni e pezzetti di vita senza essersi mai guardati negli occhi. Perché è incredibile spiegare come i sorrisi si riconoscano senza essersi mai visti e come sia facile abbracciarsi. Come due vecchie amiche. Che in questo caso, però, non è che non si vedevano da tempo ma non si era mai viste.
Torno al mio tavolo felice e sollevata. La cena, ottima (!), procede con il tempo giusto. Il nostro tavolo è allegro e festaiolo. Poi inizia la lettura e cala il silenzio.
Lei è Barbara, per stasera Norma Jeane Mortenson, per tutti Marilyn, ed ha una voce meravigliosa. E stasera racconta la sua vita. Una vita che non è quella che ti immagini per una donna così bella. Per una donna desiderata da uomini e donne. Perché è la storia di un’anima sola. E te ne accorgi anche attraverso il suo ricordo degli uomini che le sono stati o passati accanto. Che ti dicono quanto anche la bellezza e la fama possano soffrire la solitudine. BarbaraNormaMarilyn ti trasporta, attraverso parole dure dolcemente pronunciate, in una spirale di dolore che ti inchioda per arrivare poi ad un finale strepitoso in cui la morte non è fine ma inizio. Non è dolore ma gioia. Un finale in cui Norma, in quel momento solo lei, finalmente può volare sopra al mondo, oltre le nuvole, finalmente libera. Al di là dell’arcobaleno. Applausi.
Veloce giro di sguardi al tavolo per scambiarci le sensazioni. Non c’è bisogno di parlare. Continuiamo ad applaudire. Bella Barbara. Brava Barbara. Bravissima Barbara.

Trovo straordinario ed affascinante liberare le sensazioni scrivendo senza volto. Dare spazio al contenuto e non a quel contenitore che spesso fagocita le migliori energie. Ma è altrettanto straordinario scoprire che quella vitalità e quella passione che hai letto sono reali e vere. Che le puoi vedere e toccare. Grande regalo ieri sera.
Buongiorno in ritardo ma oggi non è stato facile trovare le parole!

Ieri sera ho ricevuto anche un orologio con l’augurio di un nuovo tempo. Nuovo tempo già iniziato da un po’ anche grazie a chi mi ha regalato l’oggetto e più ancora la sua amicizia.

Il buongiorno del 19 settembre

Credo nelle sensazioni. E ho imparato più che a riconoscerle a tenerne conto. Fino a poco tempo fa, infatti, ho dato più importanza alle dichiarazioni che alle sensazioni. Pensando che le prime tradissero meno delle seconde. E mi sono accorta di quanto non sia affatto così. Non si può giudicare di pancia ma almeno mettere sullo stesso piano pancia e cervello sì, si può. E dare fiducia ai propri sensori può aiutare, spesso, ad evitare situazioni spiacevoli. Ma per dare fiducia ai sensori ci vuole coraggio. Ovviamente non parlo di fare come quelli che chiamano sensazioni i pregiudizi. Parlo di ascoltare chi ci è accanto e quello che ci dice con tutti i sensi, non solo con l’udito. Di mettere in discussione le parole che ci vengono dette, più di quello che proviamo. Non è facile. Non solo perché gli altri si camuffano. Ma anche perché ci sono parole di cui abbiamo bisogno e, in certi momenti, pur di sentircele dire siamo disposti a credere a chiunque. Soffocando con determinazione qualsiasi vocina cerchi di metterci in guardia. E questo non vale solo per l’amore. Vale per tutto.
Mettersi in ascolto completo all’inizio è più faticoso ma, man mano che ci si allena, diventa naturale. O meglio torna ad essere naturale. E riserva sempre sorprese. Anche bellissime. Perché le parole possono coincidere con i fatti e perché funziona anche al contrario. Silenzi o parole distanti possono nascondere tesori inaspettati.
Buongiorno a chi si sveglia presto e a chi lo fa con più comodo.

Il buongiorno del 10 agosto

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Ieri sera mi sporgo dalla finestra per stendere il costume che ho lavato e che volevo riutilizzare oggi e vengo assalita dal profumo delle piante che tengo sul davanzale e risalgono intensi per le mie narici i profumi della menta, della salvia, del rosmarino e del basilico. Rimango così. Appoggiata con il busto sui vasi e il costume in mano a godermi questo momento. Chiudo gli occhi e aspiro più intensamente. È una sensazione meravigliosa. Vorrei farla durare di più ma sono al primo piano e per quanto tanta gente sia partita qualcuno a portare giù i cani c’è sempre e non so quale effetto potrebbe fare una signora in camicia da notte col sorriso ebete, semi svenuta sulle sue piante e con in mano un due pezzi sgocciolante. Al pensiero aggancio subito l’oggetto con le mollette al filo e mi ritiro.
Non ho sentito alcun odore per anni. Fino a quando, lo scorso settembre, ho trovato finalmente il coraggio di operarmi al setto nasale e si sono riaperte miracolosamente le porte del mondo dei profumi. E ovviamente, terribile contro partita, anche quello delle puzze (tema da sviscerare in altro e futuro post per non rovinare la magica atmosfera fin qui creata).
12 mesi di continue sorprese a solleticare pensieri, ricordi, immagini: i cornetti e il caffè della mattina, la terra bagnata delle giornate uggiose, il bagnoschiuma che ti dava di più, il sugo imbattibile di mia nonna, il fresco delle lenzuola asciugate all’aria leggera del paese, il profumo che usava il mio fidanzato ai tempi dell’Università, l’odore dell’ultimo mare e quello della mattina in città, il migliore per chi di questo si deve accontentare.
Si può sicuramente vivere senza odorato e a dire il vero non me ne sono mai neanche lamentata. Ma oggi che ho di nuovo questo dono, so che mi stavo perdendo qualcosa di straordinario.
Stasera avrò un altro costume da stendere e già pregusto il piacere.
Profumato buongiorno!