Il buongiorno del 27 agosto

IMG_5024-0.JPG
Il clima relax è giunto al top. Dopo 10 giorni abbondanti di gite quotidiane ieri, spesa a parte, siamo rimasti a casa tutto il giorno. E dopo pranzo c’è stato anche il ‘pennichella time’. Eh sì, perché quando sei in un posto nuovo, specie se a più di 7 ore di macchina da casa, ti sembra brutto non sfruttare tutto il tempo a disposizione per visitare tutto il visitabile. Vedere ogni angolo segnalato. Cercare l’enoteca che ti hanno raccomandato o il ristorante imperdibile. Ed è così che la vacanza diventa sicuramente interessante ed istruttiva ma poco riposante. Che è vero che riposi comunque la testa ma, almeno a me non basta, visto che ho bisogno di far riposare anche tutto il resto. Ed è così che vista anche la richiesta dei ragazzi di poter rimanere a casa un giorno a giocare fra loro, a me e Carla è bastato uno sguardo per accettare e tuffarci, subito dopo pranzo, nell’azzurro e nel rosa delle lenzuola dei rispettivi giacigli.
Poi al risveglio chiacchiere estive e meno estive senza tempo. Poi di nuovo nel vivo del clima vacanziero. E quindi barbecue ma stavolta con il resto del gruppo. Due coppie, una bambina e tre adolescenti maschi che mi piace guardare come un trailer del film che vedrò l’anno prossimo.
Marco ed io siamo gli ultimi arrivati. PAnche qui non conoscevamo nessuno prima. Ma ci buttiamo. Sono tutti molto accoglienti e sorridenti. Si mangia, si parla, si ride. Si apprezza il fresco della terrazza. Nonostante le differenze di età i ragazzi dopo cena giocano tutti insieme. Ci salutiamo molto tardi con un appuntamento ad un orario per oggi assolutamente non sfidante. E mi piace. Mi piace molto. Perché vacanza, a veder bene, vuol dire che non c’è . Che non c’è impegno, orario, consueto ritmo. Che non c’è devo fare. Si stacca per un po’ da tutto anche da quello che sarebbe meglio. Soprattutto da quello. Qui internet è a singhiozzo e spesso non c’è neanche linea (mi sta abbandonando anche quella fisica, sigh!). E anche il cellulare si sta riposando. Ne aveva bisogno anche lui.
Stamattina guardo fuori e c’è il sole. Dormono tutti e c’è un gran silenzio ovunque. È il suono della vacanza. Mi piacerebbe restare qui per sempre. A scrivere guardando il mare. Mi dico che ho ancora qualche faccenda da sbrigare nella mia esistenza ma che succederà prima o poi.
Buongiorno a chi ha sogni nei cassetti ma anche e soprattutto a chi li ha nelle valigie!

Il buongiorno del 29 giugno

Stamattina ho fatto colazione alle 4:30 e mi sono ricordata di quando capitava, una vita fa, di tirare fino a tardi e di prendersi un cappuccino e un cornetto prima di tornare a casa e andare finalmente a dormire. Succedeva una vita fa, forse due.
Oggi alle 4:30 mi ci sono svegliata. Mi succede sempre se ho programmato la sveglia presto che per paura di non svegliarmi comincio a fare le prove di apertura occhi con ore di anticipo. E soprattutto se il dovermi svegliare presto è legato ad un impegno del figlio.
Colazione a letto però, finestra alzata e fuori al buio il quartiere che ancora dorme. Ogni tanto senti arrivare da lontano una macchina ad interrompere un silenzio che non riconosci e ti sembra nuovo. Ogni tanto si sente anche il verso dolorante di qualche uccellino masochista che ha deciso di vivere in città. E ti trovi a pensare come sia davvero bello stare a letto e pensare di poterci stare ancora un po’. Senza la fretta di alzarsi. Senza dover correre. Nel fresco della mattina e delle lenzuola di cotone.
Alle 4:30 stanotte c’è chi sta per andare a dormire e chi si è appena svegliato. E ognuno nel suo pensa che l’altro sia folle. Pure se l’uno un giorno lo farà e l’altro l’ha fatto e se ne è dimenticato. La notte tace. Ci guarda e sorride. Perché lei comunque vada, ha vinto.
Fresco buongiorno!

Il buongiorno del 26 aprile

Cosa fai di speciale in questo weekend? In realtà ho deciso di fare le pulizie di Pasqua in ritardo. Quelle che si fanno per togliere da casa i postumi dell’inverno. Che non sono in realtà solo pulizie. Si riallocano i 50 libri messi sul comodino perché prima o poi li vuoi leggere ma poi la sera finisce sempre che ti addormenti dopo due pagine. Si eliminano tutti gli oggetti raccolti dal figlio che ci accorgiamo essere un accumulatore seriale. Si decide finalmente per la sorte di quella borsa che non mettiamo mai. Si mette nei faldoni dei documenti carta varia appoggiata sulla libreria dell’ingresso da mesi. E mentre lo fai ritrovi un biglietto che ti riscalda il cuore. Una foto che avevi dimenticato. E magari anche una bolletta da pagare che ti fa stare male. Ma il bello è anche che passi tanto tempo in silenzio senza parlare. E pensi in libertà senza disturbi. Un lusso vero. Per oggi ho altri programmi ma domani voglio rinfrescare le librerie. E ci perderò una giornata. Anzi mi ci perderò per una giornata. Li chiamano viaggi virtuali. Nel mio caso senza droghe o mediazioni cibernetiche. Mi basta un’ aspirapolvere, qualche spazzola, stracci e ammoniaca e si parte. E per il prossimo viaggetto si dovrà aspettare il cambio di stagione. Presto.
Buongiorno ordinato e pulito fuori e dentro!