Il buongiorno del 28 settembre

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Nel corso della vita ci sono anni più importanti di altri. O forse, meglio, ci sono anni che ospitano eventi importanti e che per questo ricordiamo a memoria e senza fare conti. Eventi felici ma anche tristi. Eventi che, in ogni caso, hanno dato un indirizzo nuovo alla nostra vita. Ognuno ha i suoi e anche se alcuni coincidono come quello del matrimonio o del primo lavoro, altri sono del tutto personali perché sarebbe anche difficile spiegare cosa ci sia di così speciale a chi non li abbia vissuti. A questa categoria appartiene, per me, il 2014. Che seppure non ancora finito, grazie alla sua densità, si è già guadagnato un posto tra le milestones della mia esistenza.
In sostanza, quelli che ricordiamo sono quelli che c’è un prima e poi c’è un dopo. E apparentemente ci sono dopo col segno ‘+’ (più) e dopo col segno ‘-‘ (meno). Apparentemente, perché tutti abbiamo la possibilità di trasformare quei meno, quelle assenze o quelle perdite, in qualcosa di speciale. Farne altro e migliorarci. Dargli un senso. Utilizzarne il superamento per ricominciare, rinascere. Per avere un nuovo orizzonte davanti da ammirare o a cui tendere. Ovviamente i dopo col segno positivo sono più facili. Ma anche lì, per quelli che fanno la differenza, la fatica probabilmente c’è stata prima. Non si scappa. Perché ovviamente io parlo di quello che conosco. E per me e per chi mi circonda la vita è bella ma faticosa. Le nostre vite sono state regalate alla nascita ma poi ce le siamo dovute guadagnare giorno dopo giorno. Ovviamente siamo pur sempre dei privilegiati, rispetto a tanti nel mondo che si guadagnano non di vivere ma di sopravvivere, ma come dire nella scala della fatica c’è comunque qualcuno che non ci è salito mai. E non sono pochi quelli che la fatica non sanno neanche dove sta di casa. Quelli che è tutto facile. Tutto regalato. La nascita e il prosieguo. Ma alla fine nulla di invidiabile davvero. Perché qui si sta parlando di prima e di dopo. Di vite emozionanti, di successi sudati, di gioie piene perché di pieno si conosce pure il dolore, di allegria che viene dallo stesso cuore in grado di ospitare tristezze profonde. Di talenti del cambiamento. Di uomini e donne degni di questo nome. Di alti e bassi. Di funzioni matematiche che creano grafici complessi ma affascinanti. Mica stiamo parlando della costante K. Quella che associa sempre ad ogni variabile lo stesso valore. Ho sempre detestato la costante K, facilissima da rappresentare ma senza carattere. Senza un prima e un dopo. Noiosa. Come quelli che non si giocano la vita perché qualcuno l’ha già giocata per loro. Certo, ognuno di noi ha desiderato, almeno una volta, di poter vivere così, almeno per un po’. Per riprendere fiato. Si chiamano sogni. E anche quelli ce li abbiamo solo noi. E non è poco.
Buongiorno di sole caldo e luminoso!

Il disegno è un regalo di Roberto Luciano a ricordarmi che in realtà c’è una costante nella mia vita che amo davvero e sono gli amici come lui.

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6 pensieri riguardo “Il buongiorno del 28 settembre

  1. Anche per me il 2014 è di sicuro uno di quegli anni che sicuramente ricorderò. Come dici tu, per eventi felici e per eventi tristi… forse quest’anno più di altri anni. Ma la vita è un continuo metterci alla prova, superare gli ostacoli e una volta superati vedersene comparire di nuovi davanti… è questo che segna il nostro cammino, che forma il nostro carattere e che ci permette di superare i momenti negativi, lasciandoci comunque il sorriso sulle labbra.
    Buona giornata! 🙂
    Laura

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    1. Sai Laura credo sia vero quel che dici, ovvero che la vita è fatta di prove ma aggiungo che ci sono pure i premi. E non ci dobbiamo mai vergognare di pretenderli da noi stessi ma anche dagli altri. E se non arrivano merita cambiare strada. Ricominciare. Buona domenica a te cara!

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      1. Concordo con te, meritiamo dei premi per i nostri sacrifici e le nostre prove! Per me è stato così… forse la mia sola ragione di immensa gioia in quest’anno per varie ragioni un po’ troppo grigio fumo è frutto di quel cambiare strada che feci con non poco dolore qualche anno fa. E ha premiato. 🙂

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