Il buongiorno del 29 settembre

Ieri sono rimasta a casa in totale relax e ho evitato scambi vocali, con amici e parenti, fino a sera. Ci sono momenti, rari ma ci sono, che ho bisogno di isolarmi per evitare di far dilagare ciò che sento. Momenti in cui la solitudine verbale è l’unica strada per evitare di iniziare a piangere a fontana e abbassare la guardia. Nel pomeriggio sul tardi poi, dopo una giornata di sciopero di parole forzato, mi sono messa le scarpe da ginnastica ai piedi, le cuffiette alle orecchie e sono andata a scaricarmi con una bella camminata veloce nel verde di un parco vicino a casa. Ogni volta che sono tesa, mi girano o la tristezza mi prende alla gola, mi viene in mente, ormai in automatico, il suggerimento di Giacomo di uscire e buttare sudore sulla strada per riacquistare, passo dopo passo, il buon umore.
E funziona sempre. È per questo che, come mi è già capitato di dire, mi piace cominciare la giornata camminando. Ma questo della camminata secondo necessità, è qualcosa di più. E se potessi farlo ogni volta che ne sento il bisogno la mia vita ne avrebbe reali benefici. Se non altro perché, senza nulla togliere al sentire un privilegio l’avere un lavoro o forse proprio per questo, durante la settimana intervallata dalle strisciate del badge sarebbe più il tempo che starei a girovagare all’aria aperta che quello alla scrivania. Farlo, poi, non al mattino, nel deserto che precede il risveglio, ma quando la città è viva e vivace, presenta l’ulteriore vantaggio di poter assorbire energia umana da quelle ali di folla allegra e colorata che si aprono al nostro passaggio o al passaggio di altri, davanti a noi, che tengano un passo sostenuto. Folla fatta di fratellini che si rincorrono in bicicletta e di ragazzi e cani che giocano a frisbee. Di giovani adulti che parlano appassionati tra loro, di coppie di ogni età e di passeggini con piccoli principi e principesse che si godono la pacchia e i complimenti di chi passa e resta colpito dai loro regali sorrisi. Di famiglie di figli, nipoti, nonni e zii che si muovono in gruppo con la sincronia di un manipolo. Di eleganti invitati ad un matrimonio nella vicina chiesa che camminano sicuri, sfoggiando vestiti freschi e svolazzanti, accanto a sudati e disfatti giocatori di pallone della domenica che si spingono con fatica verso il parcheggio. Folla di cani, di tanti cani: piccoli, medi, grandi. Spettinati, di velluto, ricci, lisci. Silenziosi o con l’abbaio e il ringhio facile. Con la pallina in bocca in attesa di nuovi giochi o sdraiati sul tappeto d’erba morbida accanto ai loro padroni. Mentre si impone, prepotente, la musica ritmata dei balli di gruppo dal vicino centro anziani e l’eco di allegre risate senza tempo.
L’idea iniziale era quella di un paio di giri, massimo 30 minuti. E invece sono rimasta più di un’ora e mezza. Perché ogni volta è davvero come andare al cinema. Con un nuovo film, nuovi personaggi, nuove colonne sonore. Quelle che scelgo certo ma, da ieri, anche quelle che trovo. E quando sono tornata a casa ero nuovamente l’io che mi piace di più. E soprattutto di nuovo in modalità ‘on’. Provare per credere. Come dice mia cugina Patrizia, ha anche il vantaggio di essere gratis.

Buongiorno! Oggi non vi dispiacerà se oltre ad augurarvelo, lo auguro anche e soprattutto a me! (Mi sa che ho camminato davvero troppo…)

4 pensieri riguardo “Il buongiorno del 29 settembre

  1. In quei passi, è un po’ come lasciare, ad ogni passo, la tristezza che ci ha assalito, scambiandola con scampoli di vita.
    Non è facile. Bisogna saperlo fare. Bisogna saper guardare oltre e, soprattutto, bisogna voler sorridere.
    E questo, tu, potresti insegnarlo agli altri.
    Perché porti un sole dentro che è gigantesco e magnifico al tempo stesso.
    Buongiorno. Goditelo.
    Maxwell – til the cops come knockin’

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  2. Strano: da sabato all’una a ieri sera, avrò detto 3 parole… i miei coinquilini erano un filino perplessi. Ho ripreso a parlare a cena dopo aver fatto una passeggiata con un’amica, a cui non ho bisogno di spiegare nulla 🙂
    Buongiorno, carissima!

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