Non so voi ma non riesco a capacitarmi dell’uso dei messaggi vocali. Stamattina sento Marco che ripete due volte la stessa cosa, mi affaccio e capisco che sta registrando. Dopo un po’ sento da lontano che è arrivata la risposta. Secca pure quella. Da quando viaggio di più, mi capita spesso, anche sul treno, di assistere a questa dinamica. Tra ragazzi ma anche tra adulti. Ora, se i primi li capisco sempre poco ma non mi disturba perché mi sono fatta una ragione della distanza generazionale, quando vedo gli adulti comunicare così, resto davvero perplessa. C’è chi ti dice: ‘E’ la stessa cosa di un messaggio ma faccio prima’. E no. Non è la stessa cosa. Un messaggio scritto in alternativa ad una chiamata lo mandi quando non puoi parlare. Se puoi parlare, anche per dire una frase, chiami e senti in la reazione in diretta. Almeno il contatto voce non lo perdi. Quando mi è capitato di riceverne uno su whatsapp da un amico la mia risposta – rigorosamente scritta – è stata: ‘Ma hai finito il credito?’. Per me non esiste una via di mezzo: o scrivi o parli. Il messaggio vocale lo capisco solo se te ne servi per cantare gli auguri di compleanno. Anche se, personalmente, continuo ad apprezzarli di più se live.
Buon fine settimana e che sia pieno di belle parole, a prescindere dalla modalità di invio.
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