Ti amerei se solo non avessi altro da fare

  Mai incontrato nessuno che vi giura amore sempiterno e poi vi mette in coda anche rispetto al disbrigo pratiche?

Da quando la De Filippi ha sdoganato il rimorchio della terza età, quelli della seconda età hanno la sensazione di avere ancora tutta la vita davanti. Che se è bello dal punto di vista poetico, non lo è dal punto di vista pratico. Perché andare troppo alle lunghe può  presentare rischi non banali anche di tenuta fisica. 

Il mondo maschile, in questo senso, è sicuramente meno consapevole della fatale umana scadenza. 

Ci sono quelli che, a ridosso dell’età da casa di riposo, hanno ancora paura di perdere la libertà. Si sentono ancora nel fiore degli anni e non sono ancora pronti per fare una scelta. Non hanno ancora incontrato la donna della loro vita. Probabilmente non è ancora nata. Forse è per questo che la ricerca si sviluppa costantemente su un target almeno a -20 rispetto alla loro età anagrafica. Sono quelli che finiscono per perdere la testa per la badante.

Poi ci sono quelli che, dopo storie matrimoniali o giù di lì in cui si sono sentiti stretti, non vogliono più rinunciare ai loro interessi. Guai a chiamarli non solo durante una partita di calcio ma anche durante la replica dell’ultima competizione di golf. Alzano il telefono distratti, sbagliano il tuo nome, insomma l’unica possibilità per vederli è regalargli due biglietti per la Champions col rischio che ti ringrazino e ti dicano che ci vanno con #Gigichenonvedoloradidirglieloseiunagrande.

Poi ci sono i romantici. Quelli che si innamorano di te ma potrebbero innamorarsi, con la stessa passione, anche di una scarpiera. Hanno bisogno di un oggetto non di un soggetto a cui rivolgere i loro pensieri. Pensieri. E a tempo determinato. Se ti capita di chiamarli fuori dagli schemi, senti voci incredule che annaspano. Sono sul lavoro o a fare la spesa e tu lì che c’entri? Ti amano ma il carrozziere ha la priorità.

Ovvio che non sono tutti così, ci sono pure quelli che ti fanno sognare. Quelli che appaiono di notte e la mattina quando apri gli occhi non ci sono più. 

Buonanotte!😜

Pronta ed efficace rappresentazione del buon Roberto.

La sposo perché mi rende migliore

Ho partecipato ad un matrimonio di cari amici che hanno deciso di sposarsi dopo una lunga convivenza e un figlio. Avevo pensato di illustrare allegramente questo loro giorno con un mio post ma quando lo sposo al momento del taglio della torta, ci ha voluto lasciare una sua riflessione, e ci ha detto che sposava quella donna perché lo rendeva migliore, ho capito che non c’era null’altro da aggiungere. Si sta bene con l’altro se l’altro si impegna per noi, se noi glielo riconosciamo e se sentiamo che quello scambio è reciproco. Semplicissimo e straordinario. E confermarlo è nettamente più bello che scommetterci. Forse è per questo che ieri mi sono commossa profondamente. Perché non si parlava di sogni ma di realtà. 

Auguri di cuore amici miei. 

Sarà il caldo?

  
Sul lettino, finalmente in relax dopo un periodo felicemente faticoso, sto provando a leggere da dieci minuti la rivista che mi sono portata ma non riesco. E’ la ventesima volta che leggo la stessa riga distratta dalla vicina di ombrellone che al telefono sta sciorinando il manuale delle ovvietà per consolare una sua amica che immagino innamorata senza speranza o forse poca. ”Sei troppo autentica… Non puoi dire ad uno che appena ti svegli lo pensi. Troppo diretta…” Silenzio che immagino occupato dalle spiegazioni dell’altra  e poi ” Ti ha mandato un sms, tu gli hai risposto e poi? Raccontami bene…” Altro silenzio da questo lato e poi ”Ma scherzi? Ti ascolto sì… Ci conosciamo da quando avevamo 14 anni, sono queste le cose importanti della vita”. Mi chiedo se si riferisca all’amicizia o al processo relazionale che può leggersi da scambi epistolarvituali. ”Va bene ma se non ti ha risposto puoi sempre chiamarlo tu”. Immagino il LUI della situazione che dorme sereno sotto una pala da soffitto che gli alita sopra una brezza rinfrescante mentre ‘ste due stanno scrivendo la sceneggiatura di un romanzo. Siamo arrivati alla fine. Prima dei saluti la mia vicina per un giorno si raccomanda all’altra che stia su e riprenda il controllo. Poi chiude. Si riavvicina all’uomo che le sta accanto lo bacia e lui le dice ‘Certo che tuo marito non sa che fortuna ha ad avere due mesi di ferie’. E lei ‘Glielo dico pure io’. Li guardo di sottecchi e vedo che si voltano entrambi a guardare il mare. Guardo, a questo punto la mia amica, sorridiamo perchè non capiamo cosa ci siamo perse. Torno a leggere la mia rivista.