L’amore mica a parole

Quando si parla di amore si arriva sempre, ad un certo punto della conversazione, a cercare una coppia che secondo noi si ami davvero, che sia resistita agli anni sul serio senza nascondere magagne, che non finga, che si possa considerare un esempio da seguire. Una storia che ci piacerebbe davvero indossare. E difficilmente la troviamo. Io, dopo un guardarmi attorno reiterato, non ho oggi il minimo dubbio: conosco la storia d’amore più bella di sempre. Una storia nella quale i protagonisti sono davvero una forza l’uno per l’altro, amano la vita e la fanno amare anche a chi li guarda, sono la dimostrazione che non esistono difficoltà se si cammina verso la stessa destinazione. Nessuna di quelle difficoltà insormontabili che siamo costretti ad ascoltare da chi dice di amarci ma tira fuori sempre qualche impedimento. Un amore sfrontato, leggero nonostante i carichi, complice e allegro. Che mi commuove e mi fa ridere. Come la vita che mi piace. I nomi di questi miei eroi sono Raf e Jo e oggi, che è il loro anniversario, voglio augurargli di continuare ad essere esattamente come sono per tutta la loro esistenza. Per loro ma anche e soprattutto per me. ❤️

La sposo perché mi rende migliore

Ho partecipato ad un matrimonio di cari amici che hanno deciso di sposarsi dopo una lunga convivenza e un figlio. Avevo pensato di illustrare allegramente questo loro giorno con un mio post ma quando lo sposo al momento del taglio della torta, ci ha voluto lasciare una sua riflessione, e ci ha detto che sposava quella donna perché lo rendeva migliore, ho capito che non c’era null’altro da aggiungere. Si sta bene con l’altro se l’altro si impegna per noi, se noi glielo riconosciamo e se sentiamo che quello scambio è reciproco. Semplicissimo e straordinario. E confermarlo è nettamente più bello che scommetterci. Forse è per questo che ieri mi sono commossa profondamente. Perché non si parlava di sogni ma di realtà. 

Auguri di cuore amici miei. 

Sarà il caldo?

  
Sul lettino, finalmente in relax dopo un periodo felicemente faticoso, sto provando a leggere da dieci minuti la rivista che mi sono portata ma non riesco. E’ la ventesima volta che leggo la stessa riga distratta dalla vicina di ombrellone che al telefono sta sciorinando il manuale delle ovvietà per consolare una sua amica che immagino innamorata senza speranza o forse poca. ”Sei troppo autentica… Non puoi dire ad uno che appena ti svegli lo pensi. Troppo diretta…” Silenzio che immagino occupato dalle spiegazioni dell’altra  e poi ” Ti ha mandato un sms, tu gli hai risposto e poi? Raccontami bene…” Altro silenzio da questo lato e poi ”Ma scherzi? Ti ascolto sì… Ci conosciamo da quando avevamo 14 anni, sono queste le cose importanti della vita”. Mi chiedo se si riferisca all’amicizia o al processo relazionale che può leggersi da scambi epistolarvituali. ”Va bene ma se non ti ha risposto puoi sempre chiamarlo tu”. Immagino il LUI della situazione che dorme sereno sotto una pala da soffitto che gli alita sopra una brezza rinfrescante mentre ‘ste due stanno scrivendo la sceneggiatura di un romanzo. Siamo arrivati alla fine. Prima dei saluti la mia vicina per un giorno si raccomanda all’altra che stia su e riprenda il controllo. Poi chiude. Si riavvicina all’uomo che le sta accanto lo bacia e lui le dice ‘Certo che tuo marito non sa che fortuna ha ad avere due mesi di ferie’. E lei ‘Glielo dico pure io’. Li guardo di sottecchi e vedo che si voltano entrambi a guardare il mare. Guardo, a questo punto la mia amica, sorridiamo perchè non capiamo cosa ci siamo perse. Torno a leggere la mia rivista.