Il buongiorno del 24 marzo

Di solito comincio ad organizzare i festeggiamenti per il mio compleanno da settimane prima. Quest’anno no. Non ero nel mood giusto. Mi è capitato altre volte. Raramente, ma mi è capitato. Ma qualcuno stamattina mi ha fatto cambiare idea. 

Come ho già avuto occasione di dire, lavoro su mio figlio da sempre perché la mia futura nuora possa trovare un uomo attento e pieno di attenzioni. L’ho abituato ai pensieri, ad apprezzare il ricevere sorprese ma anche a farle. Ad amare il bello. Non pretendendo mai nulla da lui ma dimostrandogli tutta la mia felicità ad ogni suo gesto carino. Sempre partendo dal concetto che mi piacerebbe diventasse un uomo speciale di quelli che tutte noi sogniamo. Un obiettivo non facile ma raggiungibile. E devo dire che, pur nel suo essere meravigliosamente maldestro, Marco mi da davvero tanta soddisfazione. 

Ieri sera ho deciso al volo di non andare in ufficio oggi e di passare una giornata con lui, non mandandolo a scuola. 

Stamattina alle 7 è suonato il citofono mi sono alzata di corsa, ho visto striscione, palloncini e poi ho quando ho aperto mi sono trovata un ragazzo con un bellissimo mazzo di fiori. Gli ho detto di aspettare e sono andata a cercare nella borsa qualcosa per la mancia . È solo in quel momento che ho visto Marco spuntare dal nulla che mi dice ‘guarda che l’ho già pagato io… Non lo avevi capito?!?’ Mi sono sentita male per evitare di scoppiare a ridere. 

 

 

  

Ed ora sta anche cucinando crêpes per colazione.

  

Sono felice, divertita, commossa e mi farebbe piacere pensare e dirvi che tutto ciò sia il risultato della mia educazione costante all’amore. Ma mai sottovalutare cosa può la gratitudine di un ragazzo autorizzato a saltare un giorno di scuola. Basterebbe raccontarvi che quando, ieri sera, gli ho comunicato l’iniziativa era talmente felice che  per un attimo ho pensato che il compleanno fosse il suo. 

Però oggi chiudo un occhio (anzi entrambi) e faccio finta che non sia la fuga da Alcatraz ad averlo ispirato ma solo il filiale affetto. Mi faccio un regalo. Anzi mi godo quello che mi ha fatto lui. Che, tolta la tara, è il più bello mai ricevuto. E cucina pure bene. 

Un pizzico di allegria a pioggia su questa bella giornata di sole!

Il buongiorno del 4 dicembre

bestpresentOggi è il compleanno di mio padre. Come ho già avuto occasione di dire, il mio più grande tifoso. Per lui sono sempre il TOP qualsiasi cosa faccia ed è talmente di parte da dar dare fastidio spesso, anche a me,quando parla di me. Uno che mi ha esaltato, fin da piccola, a tal punto che se fossi stata meno autocritica avrebbero dovuto fermarmi, nel corso della vita, a cannonate. Per molti versi ci somigliamo anche se, ovviamente, io sono la versione più aggiornata. Ed è per questa similitudine, soprattutto di piglio, che finiamo quasi sempre per discutere animatamente. Da lui ho imparato l’autonomia, la libertà di pensiero, l’amore per la lettura e l’attenzione verso il mondo. E anche a portare avanti le mie idee. Perché se è vero che mi ha sempre apprezzato, non me ne ha mai regalata una. Abbiamo intavolato discussioni su qualsiasi tema fino allo stremo, da quando ho imparato ad articolare un discorso, che mi hanno allenato al punto da non temerle e da saperle affrontare in qualsiasi circostanza. Anche senza preavviso, on demand! Abbiamo avuto periodi neri e non credo siano esauriti. E ci sono stati momenti in cui ho sentito la sua mancanza anche se era lì. Ma sono sicura che il suo esserci nella maggioranza del tempo, abbia contribuito a rendermi forte. Non l’ho mai visto come il mio eroe come tante figlie guardano al padre. Neanche da piccola. L’ho sempre visto come un uomo che ha tentato di superare l’appiattimento della normalità. Che a volte ci è riuscito e a volte no. Ma ci ha sempre provato. E soprattutto mi ha insegnato a farlo.

Non è Superman, ma mi è andata di lusso.

Buon compleanno papà!

 

Il disegno è come sempre del mitico Roberto e si intitola Best Present!:-)

Il buongiorno del 1° dicembre

justmarried (2)Ieri a casa di Ester si festeggiava il suo compleanno e quella di una sua amica che poi erano due. Daniela e Annamaria, amiche dal liceo, amiche da 50 anni che in un attimo mi hanno trascinato, attraverso mirabolanti e stravaganti racconti, in una delle più belle storie di amicizia di sempre. La prima cosa che mi ha raccontato Daniela, è stata che anche in viaggio di nozze sono andate insieme. Pensavo si fossero sposate lo stesso giorno e invece no. Solo Daniela si era sposata. Annamaria si era accodata, con il suo allora fidanzato, ma solo per il viaggio di nozze. E nonostante entrambi gli uomini di quell’avventura non siano più nella loro vita, e come dire, almeno per una di loro due non era poi un viaggio come un altro, resta il fatto che è rimasto per loro comunque uno splendido ricordo. Una delle più belle avventure vissute insieme. Loro. Un’avventura loro. Occasione quella in cui si erano fatte anche bucare le orecchie con ago e tappo di sughero. Come nel film “Grease” ma in un remake calabrese. Da una vecchietta che lo faceva alle bambine e che gli aveva confessato, a fine del fantastico lavoretto, di non sentirsi molto bene e di avere la necessità di passare dal medico per farsi dare una pinnola. Una storpiatura che le aveva divertite al punto da farne il loro soprannome per sempre. Da allora, Daniela e Annamaria, le “Pinnole”. Ma non Pinnola 1 e Pinnola 2. Pinnola e basta. Perché due amiche così non sono due, sono comunque e sempre una.  Il pranzo è continuato tra racconti e risate. E io che ho continuato tutto il tempo a guardarle come un’opera d’arte. E’ arrivato il figlio di Daniela, Andrea, e poi, a pranzo finito, anche Guido, il marito di Annamaria. Guido che, per chiedere l’indirizzo, non ha chiamato la moglie ma Daniela. Perché Annamaria ha uno strano rapporto con il telefono. Non lo sente, lo guarda. Un paio di volte al giorno e solo per vedere se l’ha chiamata qualcuno. Lui lo sa e non si perde. Ne ha sposata una ma è consapevole di essersene prese due. E che qualche volta può anche essere un vantaggio.
Ho detto più di una volta che quando mi invita a pranzo Ester è sempre una festa per me. Perché il suo cibo riempie soprattutto il mio cuore. Ma oggi mettendo a tavola anche le Pinnole si è superata. Perché hanno completato la sua idea di bello, quella che arriva direttamente alla pancia. Sede privilegiata della vita. Quella che mi piace.

Buongiorno ad Ester, alle Pinnole e a tutte le amiche per sempre, che per sempre lo sono davvero.

 

Il disegno è un omaggio alle Pinnole da parte di Roberto che le conosce da molti anni e le ha riconosciute nel mio breve scritto. Altre meravigliose coincidenze…