Il buongiorno del 5 ottobre

Mi sono svegliata alle 4, troppo presto per alzarmi se voglio arrivare viva alla fine della giornata ma non c’è verso di riprendere sonno. In questo periodo il fine settimana non mi basta per recuperare la settimana lavorativa. Non riesco in due giorni a spegnere completamente il cervello. il da farsi è talmente tanto che anche quando faccio cose divertenti e rilassanti la mia testa fugge al dovere. Casa, famiglia, lavoro. Ogni ambito ha la sua lista che si ripopola senza soluzione di continuità ogni volta che mi sembra di essere giunta a buon punto. Effetto Penelope. Con la differenza che non sono io a disfare quanto prodotto e non aspetto nessuno. Sono semplicemente vittima di fenomeni paranormali. In casa si sta ribellando ogni cosa, dall’elettricità all’acqua, alla porta. Mio figlio è stato sicuramente rapito dagli extraterrestri che in cambio me ne hanno lasciato un altro a cui non sta bene nulla: dalla sua stanza, all’alimentazione, ai tempi di studio e di relax, con una propensione al dibattito che neanche nei migliori anni ’70. Per arrivare al lavoro in cui mi capita, invece, più o meno la stessa cosa di quando entro dal parrucchiere  sicura di necessitare di una semplice messa in piega e invece mi convincono che sono indispensabili un trattamento alla keratina, un nuovo colore, mèches, shatush e acconciatura da cerimonia.

Nonostante ciò, sta iniziando un’altra settimana ed è comunque, sempre, senza alcun dubbio una gran bella notizia. 

Mai dimenticarlo. 

Il buongiorno dell’11 novembre

ConfidenzeVent’anni fa quando iniziai a lavorare in Azienda mi spedirono a Napoli per un training on the job e mi assegnarono un tutor teutonico, tutto d’un pezzo, competente e rigoroso ma anche molto caloroso e affettuoso a cui mi affezionai subito. Affezione ricambiata al punto che abbiamo continuato a vederci e sentirci nel tempo anche dopo questo primo aggancio lavorativo. Fino addirittura ad invitarci reciprocamente ai nostri matrimoni. Il suo ancora in piedi. In questo tempo il contatto non sempre è stato costante. La distanza non la fanno i km ma la vita. Sono passati anche anni senza una telefonata. Ma non abbiamo mai perso le svolte. Positive e negative. I matrimoni appunto, la nascita dei figli, la mia separazione o il suo trasferimento a Firenze, dove ha portato tutta la famiglia. Quella stessa Firenze dove pure io, guarda un po’, ho passato qualche anno proprio dopo l’esperienza napoletana. E ogni volta è stata una festa ritrovare quella base comune, quei valori inalterati, quell’inquietudine per le stesse cose. Da persone di carattere ci sono stati, a volte, anche momenti di confronto duro e serrato. Ma poi ha sempre prevalso l’affetto. E stamattina mentre scrivo il mio buongiorno mi dorme accanto. O meglio sonnecchia lamentandosi di non aver dormito per l’eccessivo calore del mio amato piumone prima e poi per i rumori della città non filtrati dalla finestra aperta per ovviare al caldo. Ha una riunione, oggi, proprio nell’edificio dove lavoro e abbiamo deciso per la rimpatriata. Ieri sera abbiamo cenato e poi ha insistito, nonostante avessi già preparato il mio letto da Marco, perché dormissimo insieme per parlare più a lungo possibile. Che difficilmente ci sarebbe capitata presto un’altra occasione. E non si può negare che il letto sia sempre un luogo magico dove le confidenze, le chiacchiere e le risate raggiungono una dimensione più intima e profonda che solo con poche persone è possibile concedersi. Soprattutto se non si hanno più vent’anni. Ed è stato davvero bello ritrovarsi ancora una volta e sfruttare ogni minuto per recuperare la pausa.
Dopo questo passaggio chissà quanto tempo passerà di nuovo prima di vederci. Ma non importa.
Persone come Antonella non te le perdi. Ritorni tu. Ritornano loro. Il tempo è solo un piccolo dettaglio.

Buongiorno alle amicizie che non si perdono. Che fanno dei giri immensi e poi ritornano. Come certi amori (cit.) 😃

 

Disegno dell’amico Roberto Luciano.

Il buongiorno del 30 ottobre

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Da qualche giorno stavo pensando che quella mia ‘me’ vista da Roberto, sola e tirata sulla testata del sito, non mi rappresentava più a pieno. Indomita, così aveva chiamato Roberto quel ritratto, era sempre lei ma era cambiata dal momento in cui, con il suo tratto sincero, l’aveva immortalata. Ho accennato la cosa a Roberto, e dire accennato è anche troppo, e ancora una volta è riuscito a stupirmi.

“Cara Maru, questo che ti allego non è il fregio del Partenone (come potrebbe sembrare) bensì un tentativo di realizzare quanto dicevamo oggi. Il disegno rappresenta Indomita che pensa a quelli che sono i tag più importanti in ordine di dimensioni: Figlio, Amore, Amici, Felicità e Tempo. Fammi sapere se ti piace. Roby”

È un’Indomita più serena (e anche più carina!) che svela i suoi pensieri più ricorrenti. Ed è incredibile come anche dal conteggio delle parole chiave, evidenziate in ciascuno dei miei post, ciò che è davvero importante per me, e di conseguenza ciò a cui penso e di cui scrivo, appaia così chiaro e lampante. E come Roberto abbia colto il nuovo con il cuore e il sempre così attingendo a dati oggettivi. Il mio nuovo stato d’animo e le cose che metto al primo posto.

Quanto alle priorità credo che anche queste siano state poste nell’ordine giusto. A parte, forse, una. Forse scambierei l’Amore con gli Amici. Ma di fatto, nella mia accezione, non c’è neanche tanta differenza fra l’uno e gli altri. Come non c’è tra Amici e Famiglia.

Sono molto felice della mia nuova testata. Forse anche perché sono tanto felice di essere arrivata a quel viso più rilassato che, l’amichevole ma impietosa mano di Roberto, non avrebbe mai rappresentato se non l’avesse percepito come vero. E sono anche anche tanto contenta che Roberto si sia autoritratto tra gli Amici. Perché anche questa è pura verità.

Buongiorno al Figlio, all’Amore, agli Amici, alla Felicità e al Tempo. Quello, quest’ultimo, che fa freddo e che fa caldo, che non c’è mai per fare tutto, che non bisogna mai perdere.