Il buongiorno dell’11 novembre

ConfidenzeVent’anni fa quando iniziai a lavorare in Azienda mi spedirono a Napoli per un training on the job e mi assegnarono un tutor teutonico, tutto d’un pezzo, competente e rigoroso ma anche molto caloroso e affettuoso a cui mi affezionai subito. Affezione ricambiata al punto che abbiamo continuato a vederci e sentirci nel tempo anche dopo questo primo aggancio lavorativo. Fino addirittura ad invitarci reciprocamente ai nostri matrimoni. Il suo ancora in piedi. In questo tempo il contatto non sempre è stato costante. La distanza non la fanno i km ma la vita. Sono passati anche anni senza una telefonata. Ma non abbiamo mai perso le svolte. Positive e negative. I matrimoni appunto, la nascita dei figli, la mia separazione o il suo trasferimento a Firenze, dove ha portato tutta la famiglia. Quella stessa Firenze dove pure io, guarda un po’, ho passato qualche anno proprio dopo l’esperienza napoletana. E ogni volta è stata una festa ritrovare quella base comune, quei valori inalterati, quell’inquietudine per le stesse cose. Da persone di carattere ci sono stati, a volte, anche momenti di confronto duro e serrato. Ma poi ha sempre prevalso l’affetto. E stamattina mentre scrivo il mio buongiorno mi dorme accanto. O meglio sonnecchia lamentandosi di non aver dormito per l’eccessivo calore del mio amato piumone prima e poi per i rumori della città non filtrati dalla finestra aperta per ovviare al caldo. Ha una riunione, oggi, proprio nell’edificio dove lavoro e abbiamo deciso per la rimpatriata. Ieri sera abbiamo cenato e poi ha insistito, nonostante avessi già preparato il mio letto da Marco, perché dormissimo insieme per parlare più a lungo possibile. Che difficilmente ci sarebbe capitata presto un’altra occasione. E non si può negare che il letto sia sempre un luogo magico dove le confidenze, le chiacchiere e le risate raggiungono una dimensione più intima e profonda che solo con poche persone è possibile concedersi. Soprattutto se non si hanno più vent’anni. Ed è stato davvero bello ritrovarsi ancora una volta e sfruttare ogni minuto per recuperare la pausa.
Dopo questo passaggio chissà quanto tempo passerà di nuovo prima di vederci. Ma non importa.
Persone come Antonella non te le perdi. Ritorni tu. Ritornano loro. Il tempo è solo un piccolo dettaglio.

Buongiorno alle amicizie che non si perdono. Che fanno dei giri immensi e poi ritornano. Come certi amori (cit.) 😃

 

Disegno dell’amico Roberto Luciano.

Lettino in prima fila

IMG_4940.JPG
‘Prendiamo i lettini in prima fila, così è più facile controllare i ragazzi mentre fanno il bagno’.
Presi.

Il buongiorno del 18 agosto

IMG_4929.JPG
Appuntamento alle 7. Quattro macchine. Quattro mamme. Sette ragazzi più uno da prendere lungo la strada. Destinazione la Puglia. Ognuna con la sua piccola preoccupazione da gestire. La mia, oltre ad un viaggio che così lungo alla guida non facevo da 20 anni, il conoscere solo una delle altre e stare da sola in macchina almeno fino a metà strada. Il figlio da recuperare è il mio. Arrivo e trovo una festa di sorrisi. Mani piccole e grandi da stringere e un vassoio di cornetti giganti caldi, se tante volte, per strada ci venisse fame. La preoccupazione per i chilometri da fare è condivisa ma nessuna si lascia andare. Ci diciamo che sarà una bella avventura e dopo questa accoglienza parto subito più leggera. Dopo un secondo dalla messa in moto mi arriva uno squillo sul cellulare. Su whatsApp c’è il nuovo gruppo ‘Vieste’ gestito dai figli. Chiedo gentilmente, finché Marco non sarà con me, di chiamarmi. Leggere messaggi in autostrada sarebbe comunque complicato ma con gli occhiali da lontano, impossibile. Giunge rapido un ‘Ok’. E anche il sistema di comunicazione è messo a punto. Mi è capitato spesso di viaggiare con altri amici in più macchine ma mai tutte guidate da donne. In generale io non ero mai alla guida. E in generale la prevalenza è stata sempre di guidatori maschi. Ed è sempre finita, dopo un breve tratto iniziale insieme, con il darci appuntamento da una parte piuttosto che da un’altra. Insofferenti tutti dal sottostare ad un andatura comune, si è sempre evitata la colonna con la sempiterna scusa della sicurezza.
Il nostro viaggio è stato fantastico. La strada libera e senza traffico. Abbiamo concordato un’andatura intorno ai 120 km/ora. Abbiamo stabilito chi era in testa e in coda per evitare di perderci e ci siamo tenute sempre d’occhio. Ci siamo fermate tutte le volte che è stato necessario e ci siamo godute tutte le soste senza alcuna fretta. Ed è così che la nostra vacanza è iniziata con il viaggio. E nessuna lo avrebbe detto.
Ieri sera, prima di iniziare la cena, abbiamo voluto brindare a quattro con una bottiglia di ottimo Pecorino. E non perché ce l’abbiamo fatta e in un tempo ragionevole, che era l’obiettivo della partenza, ma perché ci è piaciuto. Ci siamo divertite, lo abbiamo interpretato a modo nostro e ce lo siamo goduto. Tutte insieme. Tutti insieme. Un brindisi ad un ottimo inizio.
Buongiorno!

Il buongiorno del 26 luglio

Questa ultima settimana è stata così piena di emozioni che ieri sera quando sono tornata a casa dopo aver cenato al giapponese con il figlio mi sono rattristata. A riprova che il bello non è mai la destinazione ma il viaggio. E a riprova che anche le cose belle, come quelle brutte, possono arrivare tutte insieme. E questa settimana non mi posso lamentare.

Ieri sera al ristorante dopo aver ordinato mio figlio mi dice: ‘Tutti e due insieme… 1, 2, 3…. via i cellulari, che ti racconto!’.
Per capirci, non è mai stato un ragazzino mammone di quelli che ti dicono che sei bella indipendentemente dal riscontro oggettivo o di voler restare con te a tutti i costi per non andare da qualche altra parte. Basti pensare che alla materna gli sono bastati 5 minuti di inserimento. Intorno a me gli altri bambini che piangevano e chiedevano alle madri di non andare e lui che mi salutava sempre più accigliato come a dire che fai ancora qui? non te ne vai? Imbarazzante.
Per essere più chiari non gradisce la mia presenza nel continuo ma quando stiamo insieme io e lui non vuole intromissioni esterne.
Tornando a ieri sera, mi ha parlato per due ore di seguito e mi ha fatto anche tanto ridere. Tra le tante, mi ha anche detto che poi Italia’s Got Talent, con il suo numero di giocoleria con le palle, non l’aveva vinto perché il pubblico aveva preferito a lui, un ragazzo capace di tirarsi fuori la scapola. Non ho voluto conoscere dettagli.
Mi ha anche fatto vedere il video della sua esibizione girato da una sua amica (anche qui pochi dettagli stavolta chiesti ma non pervenuti!) comprensivo di audio con applausi e grida di approvazione che però, a suo dire, non si sentivano molto bene. Poi tante domande sul se, secondo me, avrebbe potuto guadagnarsi da vivere un giorno esibendosi da qualche parte. Non so se abbia escluso il suo ambitissimo semaforo ma ho capito che sta pensando più in grande.
É stata una bella serata la nostra serata e tornati a casa – dopo quei due miei minuti di malinconia – siamo crollati.
Ora stiamo pensando ai programmi per il week end. Mi ha portato il caffè a letto (!) e mi ha chiesto se lo porto a San Lorenzo al negozio di giocoleria. Vuole comprare delle palle che si illuminano. Immagino derivi dalla volontà di voler apportare miglioramenti al suo spettacolo dopo aver visionato il video dell’esibizione in notturna. Mi faccio una doccia e ce lo porto. È un piacere sponsorizzare quello che in questo momento pensa sarà il suo futuro e vederlo sognare. Che il sogno non risponda esattamente alle mie aspettative per lui è del tutto irrilevante.
Perché la prima di queste è che sia felice.
Buongiorno a tutti e per me buona quiete dopo la (divertente) tempesta di questi giorni!

Il buongiorno del 24 aprile

Periodo di Comunioni.
In giro si sente parlare di vestiti, pranzi, bomboniere, regali desiderati e regali da fare. E ultimamente, sempre più spesso, di uno dei due genitori separati che nega all’altro il diritto, il dovere, il piacere di vivere a pieno questo giorno così importante con il proprio figlio e soprattutto al figlio di avere vicino sia la mamma che il papà. Padri e madri per i quali Comunione probabilmente non vuol dire condivisione come suggerirebbe lo stesso significato in italiano e che dimostrano di ignorare completamente il significato spirituale del sacramento. Padri e madri per i quali quel giorno non è del figlio ma loro. Padri e madri che neanche per un istante sono capaci di mettersi nei panni della loro creatura. Padri e madri che la Chiesa dovrebbe avere il coraggio di cacciare dalla propria casa. Perché amare se stessi più dei propri figli è un peccato vero e indiscutibile.
Buongiorno ai nostri figli e soprattutto a quelli di chi non li ama abbastanza!