Il buongiorno del 19 ottobre

Incredibile, mi sono svegliata adesso. Un paio, quasi tre, ore dopo l’orario consueto… Ora un caffè e poi vi racconto qualcosa che mi è successo ieri sera.

Ebbene ieri sera sono andata con delle amiche al cinema a vedere ‘Il giovane favoloso’ diretto da Mario Martone e interpretato da uno strepitoso Elio Germano. Un film talmente bello che stamattina voglio andare rileggere tutte le poesie di Leopardi recitate o accennate con questa immagine nuova (e presente e il suon di lei ) che mi è stata regalata.

Ma ieri sera non è stato solo il film a lasciarmi senza parole. Improvvisamente durante la più bella interpretazione dell’Infinito a cui abbia mai assistito, sono stata avvolta da un profumo intenso e improvviso che mi ha riportato indietro di qualche mese. Non ci volevo e potevo credere. Ho provato a resistere. Nulla e nessuno, ho pensato, può riportarmi dove io non voglio più andare. Ed invece il profumo insisteva. Allora ho deciso di affrontarlo. Di prendere attraverso un respiro profondo tutta l’aria possibile, di trattenerla e poi lasciarla andare. Di respirarla. Di finirla. Poi, subito dopo, una lunga striscia di lacrime ad inseguirsi dagli occhi prima di precipitare giù dalle guance. Che non riuscivo più a capire se fosse per il dolore di quel giovane uomo o per quello che stavo io provando in quel momento. Poi il profumo, come di incanto, è sparito e mi sono sentita più leggera. Ho capito che finalmente avevo avuto quel saluto che non c’era stato. Perché a volte anche quando si parla di vivi, i saluti e gli addii possono non esserci. E lasciano aperte porte da cui passa il vento.

Alla fine del film, cosa alla quale non mi capitava da anni di assistere, c’è stato un applauso fragoroso. Ci siamo unite anche noi. Ed io con un motivo in più.

Ieri sera è stata una di quelle sere che sanno di magia. Che non ti aspetti. Che ti sorprendono nella normalità del fluire. Che probabilmente non riesci neanche a raccontare.

Come ricevere la notizia di un’amica che ti ha comprato quel libro che desideravi tanto perché passando in libreria ci ha visto su il tuo nome.

Buongiorno di tempo incerto ma di certezze nuove!

Il buongiorno del 7 febbraio

Ieri sera, intorno alle 9, sono svenuta per la stanchezza. Mi sono svegliata alle 5 con il figlio avvinghiato addosso. Ha approfittato della mia momentanea incoscienza per non dormire nel suo letto. Le regole non lo permetterebbero ma, per una volta, mi fa davvero piacere che le abbia infrante. E’ bello vederlo dormire. Quando dorme posso guardarlo quanto voglio senza che si arrabbi e posso dargli i baci che sfugge quando è sveglio. Quando dorme non parla a macchinetta per convincermi, non si ribella, non esprime pareri e preferenze discutibili, non chiede, non si arrabbia per i no. Quando dorme torna quel piccolo, così teneramente gratificante, a cui bastava solo il mio calore per sentirsi felice.

Tra poco dovrò svegliarlo e la magia scomparirà. Ritornerà il quasi ragazzo di oggi per il quale la felicità è diventata una cosa più complicata. A cui non basta il calore ma soprattutto non basta la mamma. Anzi la mamma è diventata un ostacolo, in certi momenti, per raggiungerla questa agognata felicità.

E se la mamma sei tu, ti è assolutamente chiaro perché, spesso, quando dorme ti da più soddisfazione.

Felice giornata.

Il regalo più grande

Stamattina sto per scendere dalla macchina con l’auricolare ancora all’orecchio e improvvisamente parte “Il regalo più grande” di Tiziano Ferro. Dopo un primo momento di sorpresa, prendo la borsa, il PC e il telefono e percorro il vialetto che mi porta all’ufficio, con la bella sensazione che mi stia accadendo qualcosa di straordinario. Possibile che io abbia accidentalmente toccato qualche tasto ma questo vale solo per chi non sa o ha paura di vedere la magia nelle cose.