Il buongiorno del 21 novembre

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Mondo reale e mondo virtuale. Tante le discussioni su una dualità che a mio avviso non esiste. Come si può, infatti, pensare ad un’alternativa? Il mondo è solo uno ed è quello reale. Virtuale può essere una modalità di relazionarsi e non un mondo, che è un luogo. Il virtuale, a ben vedere, è al massimo un non luogo in cui persone, in carne ed ossa, si muovono e si esprimono, ancora vive, libere dal fardello del corpo. E quindi l’unico in cui le distanze non esistono. Quelle geografiche ma anche tutte quelle che la nostra materialità rende filtro verso gli altri. Con tutti i vantaggi e le comodità che ciò comporta. Con un unico limite. Lo stesso che ci fa soffrire quando perdiamo per sempre qualcuno che abbiamo amato. Quello che a dispetto del fatto che continuiamo a parlarci, a sentirlo vicino a noi, a ricevere sensazioni bellissime, ci impedisce di toccarlo. Di sentire il calore del suo abbraccio. Di accarezzare la sua mano. E se con qualcuno che non c’è più ci viene almeno in aiuto il ricordo, nel virtuale questa distanza rimane incolmabile. Ed è quella che, a mio avviso, impedisce un confronto alla pari con il mondo reale. Che con tutti i suoi limiti continua ad essere l’unico in cui vivere la vita. Quella più complicata dei sensi. Quella più faticosa in cui mettersi in gioco con tutto quello che siamo e che abbiamo ma l’unica che vale davvero la pena di vivere. Sul virtuale possiamo raccontarla, condividerla, scambiarcela. Farne altro. Allungarla con delle estensioni come si fa con i tavoli quando non bastano per mettere tutti a tavola. Ma non viverla.
E a riprova, sono certa non ci sia nessuno che, potendo scegliere, le scambierebbe.

E voi che ne pensate?

Buongiorno all’odore e al sapore di caffè. Che sarebbe bastato anche solo questo per esprimere il mio punto di vista. Chi rispetto ad un’idea rinuncerebbe ad un caffè vero?:-)

Il disegno è un regalino del mio grande amico Roberto!

Il buongiorno del 4 ottobre

Qualche tempo fa, non ricordo neanche più il percorso, mi sono imbattuta in tuttoilmondoateatro un blog il cui sottotitolo recita appunti, riflessioni, pensieri sulla scena (http://tuttoilmondoateatro.wordpress.com/). È stato amore a prima vista per questa scrittura leggera che ti prende per mano e ti accompagna di volta in volta a casa di qualche autore, in sala prove, sul palco e dietro le quinte. Chi scrive è un’attrice e una regista italiana. E a pensarci bene è proprio questo che mi ha colpito. L’anonimato. Questo mettere in primo piano il teatro e non se stessa. Questo amore e questa passione che trapelano da ogni riga. Questo diverso essere di attrice. Poi un giorno in un post scrive che sta preparando due spettacoli uno su Pasolini e uno su Marilyn e che se qualcuno è interessato può scriverle una mail. Decido di farlo e dopo uno scambio epistolare, la curiosità di conoscerla e vederla recitare aumenta. Coinvolgo allora le amiche con cui vado a teatro e prenoto la Cena con Marilyn. Al buio. Fidandomi solo delle mie sensazioni. Arriviamo in un locale caldo e accogliente. Familiare ma curato. Prendiamo posto al nostro tavolo e da lontano vedo una donna che immagino possa essere il motivo per cui sono là. Mi alzo e vado a presentarmi. È difficile spiegare l’emozione di conoscere di persona qualcuno con cui ci si è scambiati sensazioni e pezzetti di vita senza essersi mai guardati negli occhi. Perché è incredibile spiegare come i sorrisi si riconoscano senza essersi mai visti e come sia facile abbracciarsi. Come due vecchie amiche. Che in questo caso, però, non è che non si vedevano da tempo ma non si era mai viste.
Torno al mio tavolo felice e sollevata. La cena, ottima (!), procede con il tempo giusto. Il nostro tavolo è allegro e festaiolo. Poi inizia la lettura e cala il silenzio.
Lei è Barbara, per stasera Norma Jeane Mortenson, per tutti Marilyn, ed ha una voce meravigliosa. E stasera racconta la sua vita. Una vita che non è quella che ti immagini per una donna così bella. Per una donna desiderata da uomini e donne. Perché è la storia di un’anima sola. E te ne accorgi anche attraverso il suo ricordo degli uomini che le sono stati o passati accanto. Che ti dicono quanto anche la bellezza e la fama possano soffrire la solitudine. BarbaraNormaMarilyn ti trasporta, attraverso parole dure dolcemente pronunciate, in una spirale di dolore che ti inchioda per arrivare poi ad un finale strepitoso in cui la morte non è fine ma inizio. Non è dolore ma gioia. Un finale in cui Norma, in quel momento solo lei, finalmente può volare sopra al mondo, oltre le nuvole, finalmente libera. Al di là dell’arcobaleno. Applausi.
Veloce giro di sguardi al tavolo per scambiarci le sensazioni. Non c’è bisogno di parlare. Continuiamo ad applaudire. Bella Barbara. Brava Barbara. Bravissima Barbara.

Trovo straordinario ed affascinante liberare le sensazioni scrivendo senza volto. Dare spazio al contenuto e non a quel contenitore che spesso fagocita le migliori energie. Ma è altrettanto straordinario scoprire che quella vitalità e quella passione che hai letto sono reali e vere. Che le puoi vedere e toccare. Grande regalo ieri sera.
Buongiorno in ritardo ma oggi non è stato facile trovare le parole!

Ieri sera ho ricevuto anche un orologio con l’augurio di un nuovo tempo. Nuovo tempo già iniziato da un po’ anche grazie a chi mi ha regalato l’oggetto e più ancora la sua amicizia.

Il buongiorno del 20 giugno

socializzazioneNon faccio altro che sentire che il web ha ridotto la socializzazione. Che le persone si inviano messaggi, chattano, esternano pensieri su Facebook ma non si parlano più. Che preferiscono stare in casa di fronte ad un computer che uscire e stare con gli amici.
Vorrei che per un istante pensassimo tutti a se conosciamo uno o una dei nostri amici che si sono ritirati a vita privata a causa di internet. Io no. O qualcuno degli amici dei nostri figli. E se nel caso, la persona in questione non rappresenti un’eccezione.
Conosco molti uomini che non escono di casa per vedere le partite di calcio (e credo sia la principale causa di divorzio in Italia) e mogli che, di contro, cercano alternative sul web che presto si materializzano. Ma che non escano per chattare non me conosco.
Quello che secondo me è vero, è che i social hanno consentito a chi ha meno occasioni di contatto di poter conoscere persone con le quali confrontarsi. A chi ha più difficoltà nella relazione di avere tutto il mondo a disposizione per provarsi. E in una situazione di maggiore comfort. E a chi è social per carattere, di estendere le sue possibilità di arrivare agli altri.
Come sempre esistono gli utilizzi malsani. E da questi bisogna proteggere soprattutto i nostri ragazzi. Ma a mio avviso non mettendoli in guardia dai pericoli della rete ma dandogli semplicemente dei valori. Anche uno solo: il rispetto di se stessi e degli altri. Eterno ed applicabile ovunque.
Reale buongiorno pur se giunge virtualmente!