Ognuno combatte…

solitudine

… la sua battaglia silenziosa. Sii gentile sempre.

Mi ha cambiato più questa frase che anni di catechismo. Perché dice che tutti fronteggiano difficoltà quotidiane più o meno serie, non sempre visibili nè alla vista nè al cuore, e che prima di attaccare l’altro bisogna sempre ricordarcene. Ma dice anche di non prendersela quando veniamo a nostra volta colpiti da chi non tiene conto di quello che, magari non esplicitato, ci attanaglia.

E’ bella questa frase che ci rimette, in un certo senso, in contatto con l’universo. Ed è anche bella perché ci solleva dal dover raccontare agli altri gli stati della nostra anima per essere rispettati.

Non per quello che pensano gli altri. Per quello che pensiamo noi. Perché se si è sensibili ogni alito di vento può graffiare la nostra anima. Ogni nostra chiusura può sembrarci mancanza. Ognuno che si sente ferito, nostra responsabilità. E non è così. O meglio, non sempre, è così. Anche le nostre battaglie silenziose meritano rispetto. Anche il nostro non esserci per impossibilità o distrazione merita rispetto e soprattutto fiducia.

Ci sono cose in cui ognuno di noi alla fine resta solo. Ed è importante costruirla bene questa solitudine, più di quanto ci impegniamo per funzionare in coppia; per trovarci forza, entusiasmo ed ottimismo veri. Per noi e da restituire. A volte è necessario tagliarsi fuori dal mondo per farlo. Per quanto possibile, senza limiti di tempo. Consapevoli che delle cose vere non si perderà nulla, mentre si alleggerirà il bagaglio dalle pesanti inutilità.

Buongiorno di sole!

Il buongiorno del 18 ottobre

Oggi non ho programmi. La giornata si farà. E mi sono alzata con quella sensazione di piccola gioia che ti viene quando apri gli occhi e prendi coscienza che non hai nulla da fare. Che hai una giornata davanti e puoi decidere la qualunque anche rimanere a letto (Marco ha dormito con me ma poi va con il papà). Che puoi inserire la modalità ‘staiserena’ e non ti devi catapultare e uscire. Ed è sabato, non c’è neanche il garage che chiude e devi comunque mettere fuori la macchina. Solo un piccolo sforzo per controllare che Marco abbia preso tutto quello di cui ha bisogno e salutarlo prima di rituffarmi di nuovo sotto le lenzuola. Alzo la serranda, chiudo la tenda e il giorno entra ma tutto il resto rimane fuori. E mi piacciono quei rumori della piazza attutiti dalla finestra chiusa. Perché riproducono esattamente quello che sento in questo momento. Io qui e tutto lontano da non riuscire a sentirlo. E ogni tanto, per una manciata di ore, ci vuole.
Una sera della scorsa settimana ho cenato con un amico di vecchia data che mi diceva ‘A Marù, soli si sta male!. Gli ho risposto che aveva ragione ma che per me il periodo della solitudine era finito. Che negli anni passati mi ero sentita sola in tanti momenti ma che ora non mi accadeva più da un pezzo. Perché la solitudine non è uno status, è un sentirsi. E a volte avere qualcuno accanto può peggiorare la situazione.
Il mio sentirmi oggi è piacevole. È pieno. È frizzante. A volte mi sento stanca, affaticata, preoccupata ma sola no. Sola non mi ci sento più. E se c’è qualcosa che mi fa paura pensando di innamorarmi di nuovo è proprio avere a che fare, ancora una volta, con la solitudine. Perché il mio amico ha ragione, soli si sta male.

Buongiorno alle voci del mondo filtrate dai vetri e a questo sabato che si farà!

Il buongiorno del 17 agosto

Ieri è stata giornata di preparativi. Di quelle in cui compri le ultime cose tipo… la valigia. Eh sì, perché se ti ricordi solo all’ultimo momento che nella divisione delle cose il set di valigie è toccato all’ex marito o ti prepari a partire con 4 trolley da imbarco aereo, di quelli che vanno bene per tutte le compagnie, , che ti ritrovi in quantità industriale o te ne compri una. Una cosa estremamente facile di sabato pomeriggio 16 di agosto. Dovevo andare da sola ed invece la cara amica, con cui ero andata al mare, si è offerta di accompagnarmi dicendo: ‘Che sai fare da sola non c’è dubbio ma in due è meglio, non ti pare? Ti accompagno’. Non nego di essere rimasta piacevolmente sorpresa. Perché sono frasi che aspetti di sentire da una vita. E quando finalmente te lo senti dire, ti rendi conto che non è davvero il caso di fare la schizzinosa. Perché il fatto che non si sia trattato di una voce maschile non inficia in alcun modo il calore del gesto. E, a dirla tutta, se fosse stato un uomo sarebbe stata da inaugurare con un viaggio a Medjugorje.
Per farla breve, partiamo ed entriamo nell’unico negozio aperto di una strada commerciale comunque presa d’assalto dal passeggio pomeridiano indifferente ai cartelli indicanti il periodo di chiusura. Ci mostrano due tipi di valigia. La prima si apre a metà. Ha un lato in policarbonato e uno in stoffa, l’altra tutta in stoffa ha invece un’apertura a scatoletta di tonno. Mentre io sto pensando al colore, la mia amica indicandomi la prima mi dice: ‘Non te la comprare si apre a cavolo, prendi l’altra!’. La signora, che sa il fatto suo, la sente e dice:‘In realtà può essere molto comoda perché durante la vacanza una parte può servire per mettere man mano i vestiti sporchi tenendoli separati da quelli puliti’ e la mia amica ‘Signora ha ragione, ma per tenerla aperta serve una piazza d’armi, lo vede si apre come una cozza’. La signora non solo condivide la ragione della mia amica ma ammette anche di non averci mai pensato. Non c’è più storia, la mia amica sorride tronfia di aver vinto – grazie al mitile esempio – la battaglia sulle motivazioni di vendita, io decido il colore e usciamo con una scatoletta di tonno da un quintale ridendo come due matte. Al punto che non so se addurre al deserto dei tartari o al presunto effetto eccitante dell’acquisto l’essere stata fermata da ben due persone per chiedermi dove l’avessi presa. Tornata a casa sto cercando di farci entrare tutto quando mi citofona un’altra amica, la cui visita non era prevista, che in un secondo mi finisce di fare i bagagli mentre io stiro due cose che ho deciso all’ultimo momento di portare.
E pensare che c’è chi mi chiede ‘Ma dopo la separazione sei ancora sola?’

Buongiorno! Tra poco si parte…