
Ármati di penna, così dice un vecchio slogan di Amnesty International. E negli anni in cui ne sono stata un’attivista ho toccato con mano quanto possa essere vero. E quanto le parole possano essere davvero armi potenti.
Perché le parole possono offendere o difendere. Esaltare i cuori o umiliarli. Convincere o allontanare per sempre. Possono essere pulite o sporche. Trasparenti come cristallo o dense e impenetrabili come il fango. Possono essere leggere e positive o pesanti come macigni. Possono amare o odiare. Possono essere belle o bruttissime. Possono essere sincere o false. Possono essere scandite o sputate di corsa. Possono far sognare o far cadere nell’incubo più profondo.
Ma soprattutto possono cambiare le cose.
Io ancora ci credo. Ed è per questo che per dare più potenza alle parole, che non ho mai smesso di pronunciare, ho ripreso a scrivere. Ed è per questo che, soprattutto, non smetterò di farlo.
Buongiorno alle parole e ai cuori limpidi che sanno partorirle!
C’è un bel post di Barbara di tuttoilmondoateatro che consiglio di leggere sul tema:
Immagine dal web trovata per me da Martin 🙂
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