Il buongiorno del 16 novembre

IMG_5660-0.JPG
Ármati di penna, così dice un vecchio slogan di Amnesty International. E negli anni in cui ne sono stata un’attivista ho toccato con mano quanto possa essere vero. E quanto le parole possano essere davvero armi potenti.
Perché le parole possono offendere o difendere. Esaltare i cuori o umiliarli. Convincere o allontanare per sempre. Possono essere pulite o sporche. Trasparenti come cristallo o dense e impenetrabili come il fango. Possono essere leggere e positive o pesanti come macigni. Possono amare o odiare. Possono essere belle o bruttissime. Possono essere sincere o false. Possono essere scandite o sputate di corsa. Possono far sognare o far cadere nell’incubo più profondo.

Ma soprattutto possono cambiare le cose.

Io ancora ci credo. Ed è per questo che per dare più potenza alle parole, che non ho mai smesso di pronunciare, ho ripreso a scrivere. Ed è per questo che, soprattutto, non smetterò di farlo.

Buongiorno alle parole e ai cuori limpidi che sanno partorirle!

C’è un bel post di Barbara di tuttoilmondoateatro che consiglio di leggere sul tema:
https://tuttoilmondoateatro.wordpress.com/2014/11/15/le-parole-che-parlanouna-nuova-lezione-di-teatro/

Immagine dal web trovata per me da Martin 🙂

Il buongiorno del 5 agosto

Non so perché ma ogni anno la settimana prima di quella di Ferragosto mi si riempie di impegni personali e di lavoro che neanche a giugno o a ottobre. Ho una lista lunghissima di cose da fare prima di venerdì che vanno dalla revisione completa di una soluzione che avevamo individuato in ufficio, alla macchina da portare in officina perché è uscito un rumore che è meglio far vedere prima di partire. Da un paio di visite da finire del check up, all’appuntamento con l’idraulico per la perdita del piano di sopra, al ritiro del telepass. E anche il parrucchiere… E ci scappa anche un cinemino e una cena di saluto pre-vacanze (che a forza di salutare, prima di partire io, dovrò ricomprarmi il costume. E senza bisogno di prova…)
Ma il bello è che con Roma semivuota ci si mette un attimo a fare qualsiasi cosa. E in questi giorni hai la perfetta contezza di quanto la nostra vita, anche con tante cose da fare, potrebbe essere più vivibile abitando in una città normale.
E capisci chi si prende, potendolo fare, le ferie a luglio o a settembre per godersi la città agostana. Anche perché non è più come un tempo che chiudeva tutto e chi restava doveva prepararsi frigo e dispensa come prima della Guerra dei mondi. Con la crisi nessun negozio o quasi chiude più un mese. E quella che resta è una città più leggera, non più fantasma.
Chiude invece per tutto agosto (o meglio ci daremo il cambio e quindi se ne riparla a settembre) il bar sotto casa mia. Anzi sotto le mie finestre. E questa è una di quelle piccole cose che ti dice che la felicità esiste e non ha sempre le sembianze del cuore. A volte anche delle orecchie.
Buongiorno ai vacanzieri di mare e di montagna ma anche a quelli di città.

Il buongiorno del 30 giugno

20140630-011314-4394557.jpgIeri gli Hobbit sono diventati campioni di Italia nella loro categoria. E chi sono gli Hobbit? Gli Hobbit sono una squadra di ragazzini che, come tante altre e come in tanti altri sport, sanno regalare l’emozione della sana competizione. L’adrenalina del mettercela tutta. La gioia di combattere fino all’ultimo secondo. La forza del non abbattersi nelle difficoltà. Che vivono tutto l’anno di successi e insuccessi, gioie e delusioni senza mai perdere la passione ma ancora di più la voglia di stare e giocare insieme. E che ieri ci hanno fatto ricordare cosa sia lo sport e quanto sia bello tifare il cuore. Questi ragazzini, per capirci, non fiatano perché esclusi da qualche gioco, o se ripresi con decisione dall’allenatrice. Lei non glielo consente. E loro, anche se non sono d’accordo, la rispettano. Nessuno in campo si permette di mettere in discussione la sua autorità. E i comportamenti non consoni vengono puniti. Questi ragazzini dopo un’eliminazione da un gioco non perdono la testa, si impegnano di più. Non mollano. Se ne perdono subito dopo un altro, non si fermano ma cercano di recuperare. Si giocano il tutto per tutto. Rischiano. Facile capire dove si potrebbe finire con questo discorso. Ma ieri è stato il giorno degli Hobbit e del loro coach e lo spazio, oggi, è tutto loro.
L’augurio è che questi nostri ragazzini non perdano mai quello che ci hanno regalato ieri ma anche durante il resto dell’anno. Anche quando non sono saliti sul podio. Per loro ma anche per noi.
Buongiorno agli Hobbit ma anche ai Folletti e agli Gnomi. Creature fantastiche sul serio.