Giornatacce

Stamattina mi chiama Roberto e mi dice ‘C’è il sole, dai vieni a prendere un caffè con me’ e io che mi ero appena svegliata dall’ultima pennichella gli rispondo ‘Grazie Roby ma non mi va. Ho avuto giornate pesanti, ho bisogno di recuperare e ho voglia di poltrire ancora’. Chiacchieriamo ancora un po’, per telefono, di programmi per il fine settimana e di progetti da portare avanti insieme e poi ci congediamo. Un paio d’ore dopo scendo per andare a ritirare delle prescrizioni dalla mia dottoressa e mi manda questo messaggio ‘Mentre aspetto da un’ eternità i mezzi sto vedendo uno al quale hanno ricoperto la macchina di adesivi… e’ un’ora che li sta staccando tra una bestemmia e l’ altra…’ È il suo modo per dirmi, a te gireranno pure oggi ma mai quanto a me che aspetto e a questo che stacca adesivi. Enjoy!

Il buongiorno del 5 ottobre

È sempre così. Quando devo prendere un treno o un aereo la mattina, non riesco mai a dormire bene. Ho paura di non svegliarmi e di non riuscire a partire. Ovviamente mi succedeva meno quando viaggiavo più spesso. La stanchezza rende meno emotivi e pialla l’ansia. E a quell’epoca, anzi, riuscivo ad essere in stazione o all’areoporto all’ultimo istante utile dopo profonde dormite. Quello che non è cambiato è quanto mi piace salire su un qualsiasi mezzo di trasporto e partire. Amo più degli altri i viaggi in treno ma, pur di andare, va bene tutto: l’aereo, l’auto, la bici o il calesse. Oggi faccio un salto a Firenze con Carla per il compleanno di un’amica. Stasera saremo di nuovo qui ma sono comunque felice come se dovessimo andare chissà dove e chissà per quanto tempo. Ovvio che la gioia di vedere l’amica fa il suo ma il contorno non è accessorio. Nella mia prima vita non ho viaggiato moltissimo per piacere. In questa seconda, invece, sto cercando di farlo ad ogni occasione. Cogliendo spunti, sconti e amici da andare a trovare. Ma anche progettando di raggiungere mete con mio figlio. Che come me starebbe sempre in giro. E con con cui condividere i viaggi è molto divertente. Perché lui è uno che scalpita, che è curioso, che ha sempre mille idee, che gli piace provare. E che non vede l’ora di fare ogni cosa (se avesse lo stesso piglio nello studio a tavolino sarebbe un ragazzino prodigio…). Anche perché si tratta di un compagno di viaggio a tempo. Non resta, infatti, molto a che spicchi il volo e si lanci a scoprire il mondo da solo.
E sarà una bella prova, quel giorno, per lui ma anche per me. Che dovrò lasciargli la mano, spingerlo fuori dal nido ed essere felice di vederlo librarsi nel cielo. Solo a scriverle, già troppe cose. E non facili (!). Quando arriverà il momento devo ricordarmi di farle con calma e diluire il tutto in momenti diversi. Ma so che ce la posso fare. La felicità di vederlo felice mi aiuterà a fare anche il resto.
Buongiorno fresco al profumo di treno!

Il buongiorno del 12 settembre

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A maggio ho comprato una nuova auto. La precedente era stata una Daewoo Matiz rimasta in servizio per oltre 12 anni e soppressa solo perché ormai incapace di andare anche solo un km oltre il raccordo anulare. Mi è venuto in mente di parlarne stamattina per due motivi.
Il primo è che ieri un collega a tavola mi ha detto ‘Maru c’è uno che ti batte. Nel parcheggio c’è una macchina di una marca improbabile color mattone. Una macchina così te la regalano. Non te la puoi scegliere!’. Me lo sono guardato interrogativa e lui ‘Ah giusto tu te la sei cambiata!’. Questo per dire che ci sono alcune caratterizzazioni accessorie che ci mettono un po’ ad essere archiviate. Io ero quella della Matiz e ci abbiamo passato pranzi a dibattere sul tema. E anche se ho cambiato macchina ci vorrà un po’ per riadattare la mia immagine. Un po’ come quando ho smesso di fumare. Mi hanno tutti rotto per anni per indurmi a farlo e quando, finalmente, ci sono riuscita la frase più ricorrente è stata ‘Non ti posso vedere senza sigaretta. Non sei più tu!’.
Il secondo motivo per cui mi è venuta in mente la macchina stamattina, è invece la sensazione meravigliosa che questo acquisto mi ha regalato. Posso andare ovunque e non devo più preoccuparmi se il mezzo ci arriverà o morirà prima. E poi visto che è a gas c’è anche la soddisfazione di non cedere il quinto dello stipendio ad ogni viaggio. Non devo più dipendere da nessuno. Posso decidere all’ultimo i programmi. E ho scoperto che guidare può essere anche molto divertente. È stata una spesa rimandata tante volte. Poi un sabato di aprile, con Alessia, abbiamo girato, grazie al motorino, 7 diverse concessionarie e alla fine l’abbiamo scelta. E non abbiamo sbagliato. Era proprio lei. La mia libertà. Ed è bianca.
Buongiorno. Oggi si parte!

Elogio della lentezza

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Stamattina vado a trovare amici al mare in una località non lontana da Roma. Arrivo con il navigatore ad una rotonda di fronte al mare e la voce sintetica mi manda a sinistra invece che a destra, dove sarebbe stato corretto mandarmi. Nulla di più facile quando si arriva in zone mal censite dalle mappe. Dopo qualche chilometro di lungomare senza case mi rendo conto che devo aver sbagliato strada e cerco di tornare indietro ma non è facile. Ci sono macchine parcheggiate senza soluzione di continuità da entrambi i lati. Mi rendo conto che devono essere tutte qua quelle che hanno lasciato deserte le strade intorno a casa mia. E mi viene in mente che deve essere proprio il mio karma quello di infilarmi sempre nel casino. E soprattuto di sentirmi a mio agio. Trovo un posto per fare inversione di quelli che non hanno questa funzione ma che anni di città ti consentono di immaginare adatti. Di quelli che altri non vedrebbero. Di quelli che non esistono fino anche a 3 minuti prima e vengono inghiottiti nuovamente dopo il nostro passaggio come il binario magico di Harry Potter. E torno indietro. Ho davanti una 600 che va alla velocità di una bicicletta. È impossibile superarla. Mi dico che ci metterò una vita ad arrivare a destinazione. Che ci metterò più tempo a fare questi pochi chilometri che a venire da Roma. Che quello che guida l’ha proprio scelta bene la sua macchina. Sa di lento come lui. Mentre penso tutto questo giro il viso e sulla sinistra scopro un paesaggio che alterna dune verdissime e odorose a spiagge e ombrelloni colorati e ad un mare verde e blu che non ti aspetti. Una spiaggia domenicale che prende meravigliosamente vita. E decido di godermela. Alla fine l’uomo della 600 che poteva rovinarmi l’avvio di giornata mi ha fatto un gran regalo. Apprezzare la lentezza. La chiamano pausa (estiva) del karma.

Il buongiorno dell’8 maggio

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Oggi dopo 12 anni, 3 mesi e 1 giorno cambierò auto e mi sono svegliata con una grande malinconia. Perché rottamare la mia vecchia Matiz è dire addio ad un altro simbolo di un’era passata. Se non fosse che, ormai, anche solo il Raccordo Anulare era diventato una sfida per lei, non l’avrei mai cambiata. Mi fa felice pensare che la sua vita sia iniziata con la nascita di mio figlio e la sua ultima corsa importante sia stata per una bellissima gita al mare martedì. Mi mancherà. Ma ora è tempo di essere felici per il nuovo. Quello che mi restituirà autonomia e indipendenza. Perché a casa mia, purtroppo o fortunatamente, nulla cambia senza lasciare un segno. E ogni cosa ha il suo posto e il suo significato. E non mi dispiace affatto.
Un affettuoso addio al vecchio e un allegro buongiorno al nuovo!