Auguri alle mamme peggiori del mondo.

Auguri alle MAMME PEGGIORI DEL MONDO. Quelle che cucinano in modo migliorabile, che non dicono sempre di sì e che dopo 3 ore di play ti chiedono di spegnere. Quelle che pretendono non tanto l’ordine quanto di avere almeno delle vie di fuga in casa; che vorrebbero ti spartissi in modo equo le ore giuste di sonno con Netflix, che ti consigliano a zero gradi di coprirti perché la maglietta a maniche corte potrebbe non essere sufficiente. Quelle che se non gli rispondi sul telefono dopo un’ora di ritardo alle 11 di sera (e hai 15 anni!) passano in rassegna tutti i telefoni dei tuoi amici fino a genitori e ai nonni finché non ti trovano. E poi non ti fanno uscire per settimane, solo per questo banalissimo motivo. Quelle che quando cucini tu, perché sei grande e vuoi esprimerti, devono poi pulire per giorni per rilevare tutti i reperti e te lo fanno notare. Perché quando tu fai Masterchef loro poi sono costrette a fare CSI. Quelle che ti chiedono se hai studiato e si raccapricciano per il cambiamento di unità di misura, da ore secche all’esposizione della virgola (‘ho studiato un’ora e 12 minuti’). Quelle che… chi sa di cosa parlo può aggiungere a piacere!😜

Auguri alle MAMME PEGGIORI DEL MONDO, perché sono le uniche a cui servono davvero!

Le mamme rompiscatole

Qualche giorno fa, durante uno dei nostri confronti serrati, mio figlio mi ha detto che se avesse potuto scegliere sua madre non avrebbe mai scelto me. L’ho ringraziato per avermi dato la conferma che stavo facendo un buon lavoro. E che non fosse una battuta, l’ha capito anche lui restando male per non essere riuscito a portare a segno il colpo. 

Sta crescendo ed è assetato di nuove esperienze, di sentirsi autonomo, libero. Di poter disporre del proprio tempo senza ostacoli. Di non avere una voce della coscienza in carne e ossa (più carne che ossa!) che gli ricordi i doveri prima dei piaceri. Che cerchi di mettere in ordine le sue giornate. Che lo aiuti a pianificare lo studio, a ritagliarsi momenti di relax alternativi alla play. Lo spinga a dormire un numero sufficiente di ore, a non fare tardi a scuola rimandando di 5 minuti in 5 minuti la sveglia. A mangiare, non dico sano, ma almeno responsabilmente.

Parliamo tanto, quando vuole lui. Mi chiama decine di volte soprattutto per cambiare i piani o cercare di farlo. E non c’è giorno in cui non discutiamo. È faticoso per entrambi ma non c’è altra strada per insegnargli a portare avanti le sue ragioni. Sarebbe più facile cedere  ma sono convinta che ne farei un uomo incapace di guadagnarsi ciò che vuole. E soprattutto di scegliere e capire ciò per cui vale la pena di combattere e ciò per cui non ne vale affatto. 

Ha i suoi segreti. La sua vita in cui io non ci sono. Che prenderà sempre più tempo. Una lenta prepararazione a lasciare il nido. Che non è neanche tanto una metafora pensando a come rifà il suo letto. 
Quando succederà mi mancherà, ma non troppo. E lui lo sa. Non dovrà preoccuparsi di me. 

Le mamme rompiscatole hanno un vantaggio: la libertà te la danno quando pensano che tu sia in grado di gestirla e godertela, non prima, ma da allora non te la tolgono più. Ed è il più grande regalo che possano farti.

Io lo so per esperienza. Auguri mamma!

Rimedi naturali

Stamattina mi sono svegliata riposata.

Per un intero weekend ho staccato la spina. Due giorni di incontri facendo cose che mi hanno consentito di superare un venerdì degno, e anche di più, di una settimana faticosa e difficile.

Sabato sono andata dal parrucchiere con un’amica che non vedevo da tempo. Ci siamo abbracciate forte forte e poi, mentre il colore agiva sui capelli, ci siamo raccontate le puntate perse e soprattutto i progetti. E ci siamo lasciate dandoci un appuntamento vero per una delle prossime sere che per tutte e due, con prole a carico, è obiettivo sfidante ma non da rinunciarci. 

Sono tornata a casa col pensiero dell’ormai mitologico cambio di stagione. Ho tirato giù ogni cosa, poi una salvifica telefonata mi ha ricordato il programma della ormai tradizionale camminata in centro con una mia amica che a questo giro, già deciso ma da me dimenticato, vedeva variante caffè anche con altra, scomparsa dalla circolazione da tempo. Non ci ho pensato neanche un attimo a rifiutare. Un secondo per infilarmi la tuta e le scarpe da ginnastica e sono uscita lasciando una situazione che avrebbe fatto effetto, entrando, anche a ladri professionisti. Pochi minuti e poi Circo Massimo, Colosseo, Campidoglio, Piazza Navona, Corso Vittorio con in lontananza Castel Sant’Angelo. Cielo azzurro, sole tiepido, chiacchiere allegre, bussole per individuare il nord e il sud, slalom tra i turisti, caffè e poi di nuovo verso casa. E senza più la brutta ruga sulla mia fronte. Li chiamano rimedi naturali. 
Tornando prendo una brutta storta e salta, anzi si rimanda, la serata danzante. Anche il cinema, barattato con una telefonata rilassata in pigiama da entrambi i lati del filo. Mi addormento presto (sul divano visto il letto invaso dai vestiti) con l’idea di svegliarmi presto e chiudere la faccenda. 

La domenica mattina mi sveglio senza più alcun dolore alla caviglia, Pur tuttavia pensando ‘mamma mia e adesso’? E adesso, mamma mia. Dopo anni, depongo il profilo #nonhobisognodinientemelacavo e chiedo aiuto. Vado a prendere mia madre e cominciamo. A fine mattina, nel pieno delle grandi manovre, passa un amico a portarmi dei funghi porcini (spettacolari!). Apro una falanghina ci facciamo un aperitivo davanti alla finestra della cucina che è il mio angolo preferito. Parliamo di figli, lavoro, futuro e poi se ne va. Cucino una pasta per me e mia madre, ci riposiamo un po’ davanti ad un film fino all’invasione di Marco che in un secondo tra doccia, cambiarsi e litigare con me per non mettersi la giacca, mi rimette in versione on. Lui esce noi finiamo il lavoro, la riaccompagno, torno a casa, mi appoggio sul letto a vedere Report e svengo fino ad ora.

Morale 1: la vera fortuna della vita non è non avere difficoltà, ma avere vicino persone che ti offrono un altro punto di vista. 

Morale 2: nessuno ci ricorderà per un cambio di stagione, o per qualsiasi altra faccenda domestica, ben fatti. Diamogli il tempo e l’importanza che meritano. 

Buona giornata. Mi auguro lo sarà anche per me.