Il buongiorno del 22 ottobre

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Oggi paroledimaru compie un anno. Qualche sera fa un mio amico a cui raccontavo del blog mi ha chiesto, ‘Ma perché lo fai?’ Mentre pensavo ad una risposta all’altezza di un blogger di spessore, i miei pensieri si sono fatti voce e ho risposto d’un fiato ‘Nessun obiettivo. Mi piace’. Risposta che pur tagliando con successo alla radice un confronto che non avevo voglia di portare avanti, a pensarci bene se non falsa, può dirsi almeno inesatta. Perché il piacere è un obiettivo. Anzi per certi versi è proprio l’obiettivo principe dell’esistenza. E agire, fare qualcosa o di tutto, per stare bene è sano e salvifico. Ci sono cose che fanno bene alla testa, altre al cuore, altre ancora al corpo. Altre, le migliori, a tutto. La nostra cultura non ci aiuta a considerare il piacere come qualcosa di positivo a cui tendere. L’ambizione al piacere individuale è spesso confuso con l’egoismo. Al contrario solo chi sta bene può essere d’aiuto anche per gli altri. Basti pensare che nelle procedure di emergenza degli aerei ti dicono che, prima di aiutare gli altri, devi pensare a mettere in sicurezza te stesso con la mascherina per l’ossigeno.
E per quanto riguarda il mio piacere di scrivere che sia il blog, una lettera, un biglietto di auguri, ho capito essere irrinunciabile. E che ha fatto molto bene alla mia vita. Mi sveglio la mattina con la voglia di farlo. Guardo l’ora per capire quanto tempo ho a disposizione prima del dovere e mi lascio andare al piacere di comporre parole correndo più o meno veloce sulla tastiera virtuale. Appena finito rileggo, sistemo. A volte rido. A volte mi commuovo. A volte mi resta il tarlo. La mia giornata inizia così.
E in questi mesi, a quello di scrivere si è aggiunto il piacere di condividere. Quello di confrontarmi su quella risata, commozione o tarlo con amici vecchi vecchi e nuovi.
‘Perché lo fai?’, ‘Per iniziare la giornata con qualcosa che mi fa stare bene’. Questa era la risposta giusta da dare.

Buongiorno a tutti gli amici e, consentitemi, buon compleanno paroledimaru!

 

Il disegno è un regalo di compleanno a paroledimaru di Roberto Luciano

Il buongiorno del 17 ottobre

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Attacco di allergia. Sono le 3:30. Luci accese. Ricerca affannosa dell’antistaminico prima di arrivare al picco. E tutte le volte a chiedermi perché io non l’abbia preso prima di andare a dormire. Starnuti, una sorta di copioso raffreddore improvviso da far fuori una stecca di fazzoletti in un’ora, apnee da far invidia a Maiorca e da un mese anche un fastidioso prurito in testa da far pensare ad uno scatenato happy hour di pidocchi. Che se continua così, volessi rifarmi una vita, dovrei puntare ad un esorcista. E qui scatta la domanda: ‘Ma a che sei allergica?’, e io: ‘Non lo so. Da quando è successo la prima volta, ho fatto tutte le analisi del caso ma non si è arrivati a conclusione alcuna. Ora a rispondere con maggiore attenzione c’è una lista infinita di cose a cui so di essere allergica da sempre ma non credo ci sia una qualche relazione con queste esplosioni notturne.
Sono allergica a chi se la tira. Agli opportunisti. A chi pensa di poter alzare la voce. A quelli che mi suonano al semaforo appena scatta il verde. Alle madri e ai padri che difendono i figli senza obiettività. Ai bugiardi. A chi è capace di decidere il destino di un amore a tavolino. Agli schiavi della partita e del dopo partita. Agli ipocriti. A chi sbatte le labbra mentre mangia o a chi non si lava. A chi per dire una cosa fa il giro dell’universo. A chi non ammette mai di aver sbagliato. A….

Si è svegliato Marco. Con gli occhi chiusi entra nella mia stanza e mi dice ‘Non ti sei ancora addormentata? Vabbè resto con te!. Si butta sul mio letto e si addormenta di nuovo. Senza lasciarmi il tempo di dire che, vista la situazione, sarebbe stato meglio di no. Ma a pensarci bene, ora, sembra tutto passato. E a pensarci bene forse lo scrivere questo post anche per distrarmi e le due parole di mio figlio qualcosa hanno a che fare col mio stare meglio. Sicuramente l’antistaminico ha fatto il suo ma fare qualcosa che ci piace e avere qualcuno che ci ama, aiuta. E come se aiuta.

Soprattutto per le allergie contro cui l’antistaminico o il cortisone possono fare poco.

Buongiorno stanco ma felice!

Il buongiorno del 4 ottobre

Qualche tempo fa, non ricordo neanche più il percorso, mi sono imbattuta in tuttoilmondoateatro un blog il cui sottotitolo recita appunti, riflessioni, pensieri sulla scena (http://tuttoilmondoateatro.wordpress.com/). È stato amore a prima vista per questa scrittura leggera che ti prende per mano e ti accompagna di volta in volta a casa di qualche autore, in sala prove, sul palco e dietro le quinte. Chi scrive è un’attrice e una regista italiana. E a pensarci bene è proprio questo che mi ha colpito. L’anonimato. Questo mettere in primo piano il teatro e non se stessa. Questo amore e questa passione che trapelano da ogni riga. Questo diverso essere di attrice. Poi un giorno in un post scrive che sta preparando due spettacoli uno su Pasolini e uno su Marilyn e che se qualcuno è interessato può scriverle una mail. Decido di farlo e dopo uno scambio epistolare, la curiosità di conoscerla e vederla recitare aumenta. Coinvolgo allora le amiche con cui vado a teatro e prenoto la Cena con Marilyn. Al buio. Fidandomi solo delle mie sensazioni. Arriviamo in un locale caldo e accogliente. Familiare ma curato. Prendiamo posto al nostro tavolo e da lontano vedo una donna che immagino possa essere il motivo per cui sono là. Mi alzo e vado a presentarmi. È difficile spiegare l’emozione di conoscere di persona qualcuno con cui ci si è scambiati sensazioni e pezzetti di vita senza essersi mai guardati negli occhi. Perché è incredibile spiegare come i sorrisi si riconoscano senza essersi mai visti e come sia facile abbracciarsi. Come due vecchie amiche. Che in questo caso, però, non è che non si vedevano da tempo ma non si era mai viste.
Torno al mio tavolo felice e sollevata. La cena, ottima (!), procede con il tempo giusto. Il nostro tavolo è allegro e festaiolo. Poi inizia la lettura e cala il silenzio.
Lei è Barbara, per stasera Norma Jeane Mortenson, per tutti Marilyn, ed ha una voce meravigliosa. E stasera racconta la sua vita. Una vita che non è quella che ti immagini per una donna così bella. Per una donna desiderata da uomini e donne. Perché è la storia di un’anima sola. E te ne accorgi anche attraverso il suo ricordo degli uomini che le sono stati o passati accanto. Che ti dicono quanto anche la bellezza e la fama possano soffrire la solitudine. BarbaraNormaMarilyn ti trasporta, attraverso parole dure dolcemente pronunciate, in una spirale di dolore che ti inchioda per arrivare poi ad un finale strepitoso in cui la morte non è fine ma inizio. Non è dolore ma gioia. Un finale in cui Norma, in quel momento solo lei, finalmente può volare sopra al mondo, oltre le nuvole, finalmente libera. Al di là dell’arcobaleno. Applausi.
Veloce giro di sguardi al tavolo per scambiarci le sensazioni. Non c’è bisogno di parlare. Continuiamo ad applaudire. Bella Barbara. Brava Barbara. Bravissima Barbara.

Trovo straordinario ed affascinante liberare le sensazioni scrivendo senza volto. Dare spazio al contenuto e non a quel contenitore che spesso fagocita le migliori energie. Ma è altrettanto straordinario scoprire che quella vitalità e quella passione che hai letto sono reali e vere. Che le puoi vedere e toccare. Grande regalo ieri sera.
Buongiorno in ritardo ma oggi non è stato facile trovare le parole!

Ieri sera ho ricevuto anche un orologio con l’augurio di un nuovo tempo. Nuovo tempo già iniziato da un po’ anche grazie a chi mi ha regalato l’oggetto e più ancora la sua amicizia.