
La visita al Cimitero Acattolico non ha tradito le mie aspettative ed è stata proprio una gran bella esperienza.
Due ore tra le tombe ad ascoltare storie di vite straordinarie. Con raggi di sole tra le nuvole ad illuminare il contrasto tra i marmi e il verde lucido delle foglie e del prato e la sensazione del privilegio di abitare in una città che possiede simili tesori.
La poesia come ponte tra gli uomini che unisce Lee Masters alla Pivano, a Cesare Pavese fino a De Andrè.
La commozione di fronte alla lapide del giovane Keats che ormai alla fine manda in giro per Roma il suo fidato amico a cercare un luogo adatto per la sua sepoltura.
Il racconto divertente di uno Shelley che si occupa delle faccende casalinghe per lasciare sua moglie a scrivere Frankestein. Altre vite meno note ma belle come favole.
Poi il ricordo di Amelia Rosselli, figlia di Carlo, morta suicida e la sua idea della speranza come danno irreparabile. Poi la tomba di Dario Bellezza, amico di Amelia dispiaciuto di non essere riuscito a confortarla e morto in povertà.

E infine Gramsci e il suo odio verso gli indifferenti. Il suo essere partigiano. La sua voglia estrema di parteggiare.
Tanta più vita là dentro che altrove.
Per quanti fossero interessati, la visita tra musica e poesia è organizzata dall’Associazione Ancient Aperitif e vale davvero i 20€ del biglietto. Plauso a questi giovani che sanno trasmettere la loro passione per la cultura, la musica e la poesia. Cervelli eroici che non sono fuggiti.


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