Il buongiorno del 2 dicembre

Ieri sera mi sono infilata nel letto intorno alle 8 dopo aver cenato con Marco. L’antistaminico mi ha ucciso e ho combattuto tutta la giornata con la palpebra che si chiudeva. Marco invece doveva ancora finire i compiti. ‘Mamma fatti abbracciare e baciare’. È entrato sotto il piumone e mi ha stretto forte. E io dopo avergli stampato un bacio sulla guancia morbida gli ho detto ‘Faresti qualunque cosa per non studiare!‘ E lui senza neanche pensarci ‘Esatto!!’. Siamo scoppiati a ridere. Ultimamente gli fa più fatica del solito studiare e io non la prendo affatto bene. Gli dico, in continuazione, che deve fare solo quello e non sta che non lo faccia al meglio. Lo minaccio di punirlo. Lo punisco. Lo sgrido. Provo a parlarci con dolcezza.
Ieri sera dopo i baci e le risate pensandomi ammorbidita trova il coraggio di confessarmi che sta scambiando i compiti di spagnolo con quelli di geometria e quindi ha praticamente finito. Ricomincia la solfa da capo. Lui alla fine capitola e va a terminare di fare i compiti. Da lì non ricordo più nulla. Devo essermi addormentata in un intervallo della lite. Mi sono svegliata a mezzanotte. L’ho trovato sul divano con il libro sulla aperto sulla pancia. Spero con tutto il cuore che lo abbia letto e non usato per coprirsi. Ma potrebbe essere tranquillamente anche la seconda. Glielo chiederò fra poco. Incrocio le dita.
Ha tuonato e piovuto tutta la notte e come sempre succede quando mi addormento troppo presto, alla 3 ero già di nuovo, dopo la puntata di mezzanotte, con gli occhi aperti.
Il silenzio amplifica il precipitare dell’acqua. E penso che anche oggi sarà in salita se non riesco a riaddormentarmi almeno un’oretta. Fortunatamente questa settimana sarà corta e poi avrò un lungo ponte. Ci penso e per una volta capisco quello che deve provare Marco pensando alla scuola. Devo partire da qui, da questa sensazione, per dargli una mano. Ci penso.

Buongiorno alle illuminazioni che speriamo siano quelle giuste! (Sul prendere l’antistaminico la sera e non la mattina era facile e ci potevo arrivare pure prima!)

Il buongiorno del 30 novembre

Dopo il cinema ieri sera sono rimasti a dormire, con me e Marco, due suoi amici. Devo dire che avere per casa ragazzi di quell’età è davvero molto piacevole. Perché hai la possibilità di assistere ad uno spaccato che come femmina non hai vissuto. Non ricordo proprio tutto di quando avevo più o meno dodici/tredici anni ma i temi di discussione con le mie amiche, sì. Quello che ci interessava, cosa ci muoveva, sì. Anche perché non è poi molto diverso da quello che ci muove ora:-). E avere, oggi, la possibilità di assistere in diretta ai temi di discussione, a ciò che muove e ciò che interessa da quest’altra parte è un vero regalo della vita. Anche perché offre la prova concreta del fatto che le distanze di approccio e di pensiero abbiano radici profonde. E anche che quando sono piccoli i maschi siano nettamente più divertenti ed energici delle femmine. Il loro problema è solo che poi in tanti, probabilmente per affezione😀, si fermino qui.
Ieri sera, causa materno sequestro PC e telefonia tutta, mi hanno chiesto di vedersi un altro film cosa per la quale gli ho accordato il permesso. Certa che sarebbero crollati velocemente dopo qualche fotogramma. Sciocca sottovalutazione del nemico che mi ha indotto ad un faticoso dormiveglia fino a quasi le due, quando hanno finalmente capitolato.
Per fare prima ieri sera ed evitare di allestire il campeggio gli ho ceduto la mia stanza e li ho fatti dormire nel mio letto.
Mi sono appena affacciata e dormono ancora. Sembrano tre angioletti. Sono bellissimi. Penso a come saranno fra qualche anno, a quando usciranno senza bisogno di noi. A quando dovranno proteggersi da soli e rideranno al ricordo di me che gli sequestravo i mezzi di comunicazione in modo preventivo. Chissà cosa stanno sognando. Sono bellissimi loro ed è bellissima questa vita tutta davanti. Durerà poco questo silenzio. Me lo voglio godere tutto e frizzare nel cuore questo istante.
Sento qualche voce. Stanno facendo già programmi… Meglio andare a preparare la colazione per i giovani leoni.

Buongiorno e buona domenica. E oggi si pranza da Ester e io sono felice.

Il buongiorno del 23 novembre

La domenica mi sveglio presto con l’angoscia che alle 10 il garage dove tengo la macchina chiuda e, come mi è successo già una volta, possa restare a piedi tutta la domenica, con evidenti limitazioni sugli spostamenti. Il pensiero è talmente pressante che spesso il sabato sera la lascio fuori. Sempre che riesca a trovare un parcheggio decente. Che non è facile. E che poi è il motivo reale per cui ho preso il garage. E così la domenica mattina ci ritroviamo in tanti a scendere la rampa vestiti alla meno peggio e con gli occhi cisposi e a metterci in fila all’ultimo secondo per uscire. Che ti sembra di stare al porto sul traghetto che ti porta in vacanza ma che prima di vedere l’approdo sei costretto a respirarti chilate di fumi di scarico. Uguale. Ma qui il mare neanche lo vedi.
Il garage che chiude la domenica e il bancomat che non funziona sono due cose che mi fanno impazzire. Perché capovolgono le situazioni. È come se non fossi più tu il proprietario della macchina o il titolare del conto, ma chi li ha in deposito. E ogni tanto, ti concedano di usarli. Insomma, ogni tanto, come piace dire alla mia amica Alessia, te li prestino. E sempre che tu ti sia disposto a rispettare regole unilateralmente dettate.
Lo so queste amene riflessioni ne comportano una di riflesso su di me che recita più o meno così: ‘ma non c’hai nulla di meglio a cui pensare stamattina?’ Ragionissima. Torno a farmi un altro breve sonnellino. Breve che tra un po’ devo andare in garage!😃
Buona domenica!