18 maggio – quarto giorno di esperimento

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Ormai lascio ovunque il mio cellulare spento e inerte. Al punto che quando il tizio dell’appartamento ci chiama per venire a riprendere le chiavi non riesce a contattarci. Lo troviamo preoccupato al portone che ci aspetta peraltro all’orario già stabilito. Il telefono spento non ha creato alla fine nessun problema.
Bilancio complessivo dell’esperimento
Superata completamente la crisi di astinenza da assenza da cellulare e assunta piena consapevolezza di poterne fare a meno se non necessario. Prese le distanze da chiamate lunghe più di 10 minuti se non in momenti e orari consoni. Imparata importanza della gestione del botta/risposta ritardato perché non sempre rispondere a caldo è una buona idea. Esperienza positiva replicabile e consigliabile davvero a tutti.

Praga: oggi dopo la notte brava ci alziamo con calma e facciamo colazione. Chiacchieriamo a tavola e continuiamo a farlo alternandoci nel fare la doccia, le valigie e mettere in ordine. Poi usciamo. C’e ancora una cosa che non abbiamo fatto. Mangiare un mega würstel. E non ci sottraiamo. Anche se non è ora di pranzo e mettere sullo stomaco un oggetto di quella portata potrebbe essere devastante. Poi il caffè in un bar italiano e poi ancora a casa, taxi e infine aeroporto. E prima di salire a bordo dell’aereo e tornare a Roma, le mie due oneste compagne di viaggio mi consegnano il premio per la scommessa della sera precedente, appena acquistato da Victoria Secret. Victoria come la mia, Secret come l’oggetto della scommessa.

16 maggio – secondo giorno di esperimento

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Il secondo giorno, per vicissitudini varie (ordinarie come la chiamate ai familiari o straordinarie come l’assenza nell’appartamento affittato del phon che mi costringe a contattare l’host) accendo e uso il cellulare appena sveglia. Ed il richiamo a dare una sbirciatina a quello che succede in giro è davvero forte. Faccio un giro su FB, do un’occhiata ai mittenti dei messaggi ma continuo a non leggerli per non inficiare completamente il risultato. Poi metto in modalità aereo e uso l’i-phone solo per fotografare fino al pomeriggio all’uscita del figlio da scuola. Subito dopo si scarica e se ne riparla alle 20 a casa quando posso riaccenderlo. Faccio le chiamate, mi faccio passare le foto attraverso whatsApp da Roberta e faccio un altro giretto. Ma poi, anche se per sbaglio lo lascio acceso, non lo guardo più tutta la sera fin quando arriva, a tardissima notte, il momento di spegnerlo. La conversazione con le amiche è intensa e non lascia spazio ad altro.
Bilancio del secondo giorno.
Crisi di astinenza
: media. Scopro nel frattempo che Roberta risponde al cellulare solo se può (e i non può sono nettamente maggiori di quelli che considero io come impossibilità) e considera, per esempio, portarlo in riunione un gesto maleducato nei confronti degli altri partecipanti e inefficace per l’attenzione dovuta allo scopo dell’incontro. Le piace fare un giretto sui social (si aggiorna, non condivide!), gioca ma solo la sera quando è già nel letto. Decido di approfondire la percorribilità di questa strada che anche solo tre giorni fa non avrei neanche mai preso in considerazione.
Sgarro: invio n. 3 sms, occhiata al blog e a FB, passaggio foto attraverso WhatsApp, occhiata al conto corrente.
Praga:– oggi Castello, quartiere ebraico (un po’ deludente anche visto il prezzo del biglietto), piazza San Venceslao e a fine giornata divertente gita al centro commerciale per acquisto del phon (!). Si rimanda la cena nel locale ballereccio a domani. Io mi addormento prima di cena e Alessia e Roberta realizzano un servizio sul mio felice russare. Sotto casa c’è un Mc Donald si cena con il take away e si chiacchiera fino a notte fonda. Grandi benefici per il mio umore.

17 maggio – terzo giorno di esperimento

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Il terzo giorno il telefono è rimasto a lungo acceso per avere notizie delle gare del figlio ma con la segreteria sempre attaccata. Messaggi e notifiche sono continuati ad arrivare ma non ho letto nulla. La disintossicazione sta facendo il suo effetto. Comincio ad avvertire la sensazione che il mio rapporto con il cellulare è cambiato, per sempre. Rigoroso o meno l’esperimento mi ha fatto capire molte cose. Tra tutte che poter comunicare a distanza mi rende sicuramente più libera. Che poter accedere alla banca o pagare le bollette, ovunque sia, è comodissimo e mi fa risparmiare tempo. Che poter avere una risposta quando la cerco e non dover aspettare di tornare a casa mi può cambiare una giornata. Che posso ritrovare qualcuno che ho perso cercando su Facebook. E che tutto ciò è irrinunciabile. Ma ho anche capito che tutto questo tempo risparmiato e questa libertà conquistata non può essere reinvestita completamente sullo stesso mezzo. Perché ci sono migliaia di cose più utili e interessanti da fare. E soprattutto che quando sono in vacanza è più divertente chiedere un’indicazione che affidarmi a google map. Fermare qualcuno per una foto che farmi un selfie (a meno che il selfie non sia di gruppo e diventi un gioco). Lasciare il cellulare nella borsa quando mi fermo in qualche locale, guardare il meraviglioso mondo che mi circonda e magari farci anche due chiacchiere. Perché riscalda e riconcilia.
Bilancio del terzo giorno.
Crisi di astinenza
: medio-bassa. Non c’è cosa più bella che tornare ad avere il controllo (ovviamente quando non si tratti di sentimenti).
Sgarro: più di uno ma non ricordo e a questo punto non ha importanza. Si va verso una progressiva guarigione. Unica attenzione sarà quella di non sottovalutare le possibili ricadute.
Praga: oggi isola di Kampa e poi con la funicolare sulla collina di Petrin dove ci siamo fermate a mangiare pollo arrosto – riparate da pioggia e freddo sotto un gazebo con addosso dei colorati pail a disposizione – di fronte ad una vista da togliere il fiato. Pomeriggio shopping sotto una pioggia battente. E per finire cena in un locale cubano consigliato da un caro amico praghese. Piacevole serata, anche danzante, con divertenti manager finlandesi che ci hanno sorpreso con un insospettabile mood latino. E domani si torna a casa per i bilanci finali.