Il buongiorno del 13 novembre

IMG_5614.JPG
Ieri sera mi arriva a sorpresa una mail di Roberto con oggetto “Rosetta” che recita così: ‘la Sonda è atterrata sulla cometa!… che bello!!!… come vorrei essere lassù!!! …Fantastico…’.

Mi viene l’idea di intervistarlo su questo desiderio surreale e gli rispondo con una serie di domande a cui spero mi darà una risposta. E lui non si sottrae al gioco. Di seguito il nostro breve e leggero botta e risposta. Malinconico e divertente. Come il suo tratto di matita.

M. – Perché vorresti andare lassù?
R. – Perché potrei vedere meraviglie fino ad oggi solo immaginate e, forse, l’unico vero scopo del vivere è proprio quello: vedere il più possibile di quanto c’è di bello

M. – E come te lo immagini vivere su una cometa?
R. – Non vorrei viverci, la cometa sarebbe solo il primo passo di una lunga serie…

M. – E cosa porteresti con te?
R. – Il mio gatto…sarebbe l’unica creatura con la quale condividere quella infinita solitudine

M. – Cosa ti mancherebbe della terra?
R. – L’affetto degli amici, quello fatto di uno sguardo complice, di un abbraccio, di occhi umidi…

M. – E come saluteresti i tuoi amici?
R. – I miei amici basterebbe salutarli con un abbraccio, loro capirebbero…

M. Sei sicuro che il tuo gatto sarebbe felice?
R. – Il gatto è un amico silenzioso che mi seguirebbe per non lasciarmi solo…

E poi ovviamente mi ha mandato un disegno che parla più del resto.

Quando l’ho visto l’ultima volta mi ha detto che da quando ha finito di lavorare ama passeggiare per Roma senza una meta. Guardando di tanto in tanto verso il cielo per vedere, dal basso, quella parte della città dove finiscono le case ed inizia l’azzurro. Che quando ti muovi in macchina non vedi perché hai su un tetto che ti protegge ma ti limita la vista. Da quando me l’ha detto e cammino a piedi, mi capita spesso di provare ad alzare lo sguardo. E ha ragione lui, è proprio bello. Riempie gli occhi, i polmoni e il cuore.

Deve essere a forza di fare questo esercizio che è riuscito ad arrivare al pensiero della Cometa come destinazione meravigliosa. Non so. Tra i miei desideri di viaggio la puntata stellare non c’è. Anch’io avrei bisogno di silenzio ma non di un silenzio così silenzio. Mi basterebbe, ora, quello animato di un bosco (anche senza cercare funghi!) e se avessi ancora la mia cagnolina porterei lei. Perché anche in questo ha ragione Roberto. Gli animali condividono con noi le emozioni su un piano sensoriale in cui le parole sono inutili. Sono gli unici che sai che ti amano anche se non te lo hanno mai detto. E che sanno dirti con uno sguardo quello che serve. L’essenziale. Nulla di più.

E voi che dite? Vi attirerebbe la Cometa? E chi o cosa portereste?

Buongiorno di viaggi, con partenza o meno, che fanno sognare!

Il buongiorno del 5 ottobre

È sempre così. Quando devo prendere un treno o un aereo la mattina, non riesco mai a dormire bene. Ho paura di non svegliarmi e di non riuscire a partire. Ovviamente mi succedeva meno quando viaggiavo più spesso. La stanchezza rende meno emotivi e pialla l’ansia. E a quell’epoca, anzi, riuscivo ad essere in stazione o all’areoporto all’ultimo istante utile dopo profonde dormite. Quello che non è cambiato è quanto mi piace salire su un qualsiasi mezzo di trasporto e partire. Amo più degli altri i viaggi in treno ma, pur di andare, va bene tutto: l’aereo, l’auto, la bici o il calesse. Oggi faccio un salto a Firenze con Carla per il compleanno di un’amica. Stasera saremo di nuovo qui ma sono comunque felice come se dovessimo andare chissà dove e chissà per quanto tempo. Ovvio che la gioia di vedere l’amica fa il suo ma il contorno non è accessorio. Nella mia prima vita non ho viaggiato moltissimo per piacere. In questa seconda, invece, sto cercando di farlo ad ogni occasione. Cogliendo spunti, sconti e amici da andare a trovare. Ma anche progettando di raggiungere mete con mio figlio. Che come me starebbe sempre in giro. E con con cui condividere i viaggi è molto divertente. Perché lui è uno che scalpita, che è curioso, che ha sempre mille idee, che gli piace provare. E che non vede l’ora di fare ogni cosa (se avesse lo stesso piglio nello studio a tavolino sarebbe un ragazzino prodigio…). Anche perché si tratta di un compagno di viaggio a tempo. Non resta, infatti, molto a che spicchi il volo e si lanci a scoprire il mondo da solo.
E sarà una bella prova, quel giorno, per lui ma anche per me. Che dovrò lasciargli la mano, spingerlo fuori dal nido ed essere felice di vederlo librarsi nel cielo. Solo a scriverle, già troppe cose. E non facili (!). Quando arriverà il momento devo ricordarmi di farle con calma e diluire il tutto in momenti diversi. Ma so che ce la posso fare. La felicità di vederlo felice mi aiuterà a fare anche il resto.
Buongiorno fresco al profumo di treno!

Il buongiorno del 25 agosto

IMG_5013.JPG
Ieri giorno di viaggio. Simonetta e Stefania con figli/e sono tornate a casa. Carla ed io con i nostri abbiamo proseguito spingendoci verso Nardó dove abbiamo raggiunto altri suoi amici. La sensazione stamattina è strana. C’è la malinconia per aver lasciato chi ci ha fatto passare giornate allegre e spensierate e nel contempo la voglia di buttarci in nuove avventure.
Il viaggio è stato più lungo di quanto pensavamo. Ci sentiamo ormai guidatrici senza paura e lo abbiamo preso sottogamba non adoperandoci in un’adeguata preparazione psicologica. E ieri sera eravamo cotte.
Prima di iniziare però il racconto del nuovo credo meriti terminare quello della scorsa settimana.
Alla fine la gita in barca c’è stata ed è stata bellissima. Bella la barca, bello l’itinerario e gentilissimo lo skipper con il suo aiutante. E tutto grazie al moraccione polacco (!) che non si è dato per vinto fin quando non ci siamo riuscite. Ed è venuto al molo al nostro ritorno per sapere se era andato tutto bene e per salutarci. Nei suoi occhi la felicità di aver aiutato delle ragazze madri. Noi avremmo preferito ci avesse apprezzato come ragazze magre ma va bene pure così. Resta da raccontare la serata in discoteca che non c’è stata. Le ore piccole le abbiamo fatte a cercarne una aperta di venerdì in zona. Una delle tre macchine che abbiamo utilizzato per lo spostamento ad un certo punto si è ritirata per cedimento al sonno dei passeggeri. Con le altre due abbiamo proseguito e non ne abbiamo trovate. Abbiamo scoperto, dalla voce dei locali, che il 22 di agosto la stagione era considerata già finita. E quindi abbiamo interrotto le ricerche. La delusione dei ragazzi è stata compensata solo dall’aver visto tutto il nostro impegno. E da un gelato a notte fonda a ridere ripensando a tutto quello che ci era capitato di buffo in questi giorni. A partire dal Villaggio che merita però un post a parte.
Buongiorno a tutti e soprattutto al nostro gruppo ‘Vieste’ che ha dimostrato che anche le formazioni più originali e strampalate possono portare a casa il risultato. Meglio se a guidarle sono delle ragazze (madri) di qualunque età.

Il buongiorno del 21 agosto

IMG_4981.JPG
Ieri sera al Villaggio hanno organizzato la Corrida e Marco con Valentina, una delle bambine del gruppone, hanno partecipato con un numero di giocoleria. E hanno pure vinto. Il bello è che nessuno, finché non sono saliti sul palco, credeva che ci sarebbero saliti. Durante questi pochi ma intensi giorni insieme sono infatti quelli che, almeno sulla carta, si sarebbero definiti più timidi e riservati. E anche io, pur conoscendo bene la passione di mio figlio per lo spettacolo, avevo forti dubbi che si sarebbe buttato davanti a tanti sconosciuti. E invece l’hanno fatto. Preparandosi prima (devo dire che per me e Carla, la mamma di Valentina, lo spettacolo è stato essenzialmente questo!). E sono stati bravissimi. Ma laddove più mi sono emozionata è stata quando durante la premiazione il presentatore ha chiesto a Marco se avesse fatto qualche corso, con un arguto doppio senso sul ‘far girare le palle‘ così bene e Marco ha risposto con un filo di voce, spiazzandolo, ‘guardando youtube’. Che io so che vuol dire, guardando youtube ma anche ripetendo con fatica, allenandomi e anche divertendomi, alla fine, ogni giorno. Mi sono emozionata perché è stato un altro segno, da quando sono partita, che dimostra che il viaggio è importante quanto la destinazione. E sono sicura che non sia casuale.
Buongiorno e in bocca al lupo a tutti quelli che stanno camminando per arrivare da qualche parte. Oggi il più grande è per Marco e Valentina.

Il buongiorno del 18 agosto

IMG_4929.JPG
Appuntamento alle 7. Quattro macchine. Quattro mamme. Sette ragazzi più uno da prendere lungo la strada. Destinazione la Puglia. Ognuna con la sua piccola preoccupazione da gestire. La mia, oltre ad un viaggio che così lungo alla guida non facevo da 20 anni, il conoscere solo una delle altre e stare da sola in macchina almeno fino a metà strada. Il figlio da recuperare è il mio. Arrivo e trovo una festa di sorrisi. Mani piccole e grandi da stringere e un vassoio di cornetti giganti caldi, se tante volte, per strada ci venisse fame. La preoccupazione per i chilometri da fare è condivisa ma nessuna si lascia andare. Ci diciamo che sarà una bella avventura e dopo questa accoglienza parto subito più leggera. Dopo un secondo dalla messa in moto mi arriva uno squillo sul cellulare. Su whatsApp c’è il nuovo gruppo ‘Vieste’ gestito dai figli. Chiedo gentilmente, finché Marco non sarà con me, di chiamarmi. Leggere messaggi in autostrada sarebbe comunque complicato ma con gli occhiali da lontano, impossibile. Giunge rapido un ‘Ok’. E anche il sistema di comunicazione è messo a punto. Mi è capitato spesso di viaggiare con altri amici in più macchine ma mai tutte guidate da donne. In generale io non ero mai alla guida. E in generale la prevalenza è stata sempre di guidatori maschi. Ed è sempre finita, dopo un breve tratto iniziale insieme, con il darci appuntamento da una parte piuttosto che da un’altra. Insofferenti tutti dal sottostare ad un andatura comune, si è sempre evitata la colonna con la sempiterna scusa della sicurezza.
Il nostro viaggio è stato fantastico. La strada libera e senza traffico. Abbiamo concordato un’andatura intorno ai 120 km/ora. Abbiamo stabilito chi era in testa e in coda per evitare di perderci e ci siamo tenute sempre d’occhio. Ci siamo fermate tutte le volte che è stato necessario e ci siamo godute tutte le soste senza alcuna fretta. Ed è così che la nostra vacanza è iniziata con il viaggio. E nessuna lo avrebbe detto.
Ieri sera, prima di iniziare la cena, abbiamo voluto brindare a quattro con una bottiglia di ottimo Pecorino. E non perché ce l’abbiamo fatta e in un tempo ragionevole, che era l’obiettivo della partenza, ma perché ci è piaciuto. Ci siamo divertite, lo abbiamo interpretato a modo nostro e ce lo siamo goduto. Tutte insieme. Tutti insieme. Un brindisi ad un ottimo inizio.
Buongiorno!

Il buongiorno del 19 maggio

Tornata alla base. Stavolta nessun errore da commettere nel dopo vacanza. Nessuna rincorsa per recuperare il tempo perso. Si ricomincia da qui e da ora per non perdere alcun beneficio.
Gran viaggio e grandi compagne di viaggio capaci di regalarmi generosamente giorni di leggerezza e allegria.
Sono davvero una donna molto fortunata perché gli eventi non piacevoli capitano randomicamente a tutti e quindi anche a me. Ma non tutti, come me, hanno a sostenerli una continua energia positiva che pompa dall’interno e dall’esterno.
Che poi deve essere l’unico vero motivo per il quale non ho mai paura di rischiare quando penso valga la pena di buttarsi. E deve essere lo stesso per il quale non mi pento mai di averlo fatto.
Buongiorno e avanti con la nuova settimana!

18 maggio – quarto giorno di esperimento

20140518-230002-82802403.jpg
Ormai lascio ovunque il mio cellulare spento e inerte. Al punto che quando il tizio dell’appartamento ci chiama per venire a riprendere le chiavi non riesce a contattarci. Lo troviamo preoccupato al portone che ci aspetta peraltro all’orario già stabilito. Il telefono spento non ha creato alla fine nessun problema.
Bilancio complessivo dell’esperimento
Superata completamente la crisi di astinenza da assenza da cellulare e assunta piena consapevolezza di poterne fare a meno se non necessario. Prese le distanze da chiamate lunghe più di 10 minuti se non in momenti e orari consoni. Imparata importanza della gestione del botta/risposta ritardato perché non sempre rispondere a caldo è una buona idea. Esperienza positiva replicabile e consigliabile davvero a tutti.

Praga: oggi dopo la notte brava ci alziamo con calma e facciamo colazione. Chiacchieriamo a tavola e continuiamo a farlo alternandoci nel fare la doccia, le valigie e mettere in ordine. Poi usciamo. C’e ancora una cosa che non abbiamo fatto. Mangiare un mega würstel. E non ci sottraiamo. Anche se non è ora di pranzo e mettere sullo stomaco un oggetto di quella portata potrebbe essere devastante. Poi il caffè in un bar italiano e poi ancora a casa, taxi e infine aeroporto. E prima di salire a bordo dell’aereo e tornare a Roma, le mie due oneste compagne di viaggio mi consegnano il premio per la scommessa della sera precedente, appena acquistato da Victoria Secret. Victoria come la mia, Secret come l’oggetto della scommessa.

16 maggio – secondo giorno di esperimento

20140518-085904.jpg

Il secondo giorno, per vicissitudini varie (ordinarie come la chiamate ai familiari o straordinarie come l’assenza nell’appartamento affittato del phon che mi costringe a contattare l’host) accendo e uso il cellulare appena sveglia. Ed il richiamo a dare una sbirciatina a quello che succede in giro è davvero forte. Faccio un giro su FB, do un’occhiata ai mittenti dei messaggi ma continuo a non leggerli per non inficiare completamente il risultato. Poi metto in modalità aereo e uso l’i-phone solo per fotografare fino al pomeriggio all’uscita del figlio da scuola. Subito dopo si scarica e se ne riparla alle 20 a casa quando posso riaccenderlo. Faccio le chiamate, mi faccio passare le foto attraverso whatsApp da Roberta e faccio un altro giretto. Ma poi, anche se per sbaglio lo lascio acceso, non lo guardo più tutta la sera fin quando arriva, a tardissima notte, il momento di spegnerlo. La conversazione con le amiche è intensa e non lascia spazio ad altro.
Bilancio del secondo giorno.
Crisi di astinenza
: media. Scopro nel frattempo che Roberta risponde al cellulare solo se può (e i non può sono nettamente maggiori di quelli che considero io come impossibilità) e considera, per esempio, portarlo in riunione un gesto maleducato nei confronti degli altri partecipanti e inefficace per l’attenzione dovuta allo scopo dell’incontro. Le piace fare un giretto sui social (si aggiorna, non condivide!), gioca ma solo la sera quando è già nel letto. Decido di approfondire la percorribilità di questa strada che anche solo tre giorni fa non avrei neanche mai preso in considerazione.
Sgarro: invio n. 3 sms, occhiata al blog e a FB, passaggio foto attraverso WhatsApp, occhiata al conto corrente.
Praga:– oggi Castello, quartiere ebraico (un po’ deludente anche visto il prezzo del biglietto), piazza San Venceslao e a fine giornata divertente gita al centro commerciale per acquisto del phon (!). Si rimanda la cena nel locale ballereccio a domani. Io mi addormento prima di cena e Alessia e Roberta realizzano un servizio sul mio felice russare. Sotto casa c’è un Mc Donald si cena con il take away e si chiacchiera fino a notte fonda. Grandi benefici per il mio umore.

17 maggio – terzo giorno di esperimento

20140518-090022.jpg

Il terzo giorno il telefono è rimasto a lungo acceso per avere notizie delle gare del figlio ma con la segreteria sempre attaccata. Messaggi e notifiche sono continuati ad arrivare ma non ho letto nulla. La disintossicazione sta facendo il suo effetto. Comincio ad avvertire la sensazione che il mio rapporto con il cellulare è cambiato, per sempre. Rigoroso o meno l’esperimento mi ha fatto capire molte cose. Tra tutte che poter comunicare a distanza mi rende sicuramente più libera. Che poter accedere alla banca o pagare le bollette, ovunque sia, è comodissimo e mi fa risparmiare tempo. Che poter avere una risposta quando la cerco e non dover aspettare di tornare a casa mi può cambiare una giornata. Che posso ritrovare qualcuno che ho perso cercando su Facebook. E che tutto ciò è irrinunciabile. Ma ho anche capito che tutto questo tempo risparmiato e questa libertà conquistata non può essere reinvestita completamente sullo stesso mezzo. Perché ci sono migliaia di cose più utili e interessanti da fare. E soprattutto che quando sono in vacanza è più divertente chiedere un’indicazione che affidarmi a google map. Fermare qualcuno per una foto che farmi un selfie (a meno che il selfie non sia di gruppo e diventi un gioco). Lasciare il cellulare nella borsa quando mi fermo in qualche locale, guardare il meraviglioso mondo che mi circonda e magari farci anche due chiacchiere. Perché riscalda e riconcilia.
Bilancio del terzo giorno.
Crisi di astinenza
: medio-bassa. Non c’è cosa più bella che tornare ad avere il controllo (ovviamente quando non si tratti di sentimenti).
Sgarro: più di uno ma non ricordo e a questo punto non ha importanza. Si va verso una progressiva guarigione. Unica attenzione sarà quella di non sottovalutare le possibili ricadute.
Praga: oggi isola di Kampa e poi con la funicolare sulla collina di Petrin dove ci siamo fermate a mangiare pollo arrosto – riparate da pioggia e freddo sotto un gazebo con addosso dei colorati pail a disposizione – di fronte ad una vista da togliere il fiato. Pomeriggio shopping sotto una pioggia battente. E per finire cena in un locale cubano consigliato da un caro amico praghese. Piacevole serata, anche danzante, con divertenti manager finlandesi che ci hanno sorpreso con un insospettabile mood latino. E domani si torna a casa per i bilanci finali.