Il buongiorno del 30 ottobre

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Da qualche giorno stavo pensando che quella mia ‘me’ vista da Roberto, sola e tirata sulla testata del sito, non mi rappresentava più a pieno. Indomita, così aveva chiamato Roberto quel ritratto, era sempre lei ma era cambiata dal momento in cui, con il suo tratto sincero, l’aveva immortalata. Ho accennato la cosa a Roberto, e dire accennato è anche troppo, e ancora una volta è riuscito a stupirmi.

“Cara Maru, questo che ti allego non è il fregio del Partenone (come potrebbe sembrare) bensì un tentativo di realizzare quanto dicevamo oggi. Il disegno rappresenta Indomita che pensa a quelli che sono i tag più importanti in ordine di dimensioni: Figlio, Amore, Amici, Felicità e Tempo. Fammi sapere se ti piace. Roby”

È un’Indomita più serena (e anche più carina!) che svela i suoi pensieri più ricorrenti. Ed è incredibile come anche dal conteggio delle parole chiave, evidenziate in ciascuno dei miei post, ciò che è davvero importante per me, e di conseguenza ciò a cui penso e di cui scrivo, appaia così chiaro e lampante. E come Roberto abbia colto il nuovo con il cuore e il sempre così attingendo a dati oggettivi. Il mio nuovo stato d’animo e le cose che metto al primo posto.

Quanto alle priorità credo che anche queste siano state poste nell’ordine giusto. A parte, forse, una. Forse scambierei l’Amore con gli Amici. Ma di fatto, nella mia accezione, non c’è neanche tanta differenza fra l’uno e gli altri. Come non c’è tra Amici e Famiglia.

Sono molto felice della mia nuova testata. Forse anche perché sono tanto felice di essere arrivata a quel viso più rilassato che, l’amichevole ma impietosa mano di Roberto, non avrebbe mai rappresentato se non l’avesse percepito come vero. E sono anche anche tanto contenta che Roberto si sia autoritratto tra gli Amici. Perché anche questa è pura verità.

Buongiorno al Figlio, all’Amore, agli Amici, alla Felicità e al Tempo. Quello, quest’ultimo, che fa freddo e che fa caldo, che non c’è mai per fare tutto, che non bisogna mai perdere.

Il buongiorno del 1* ottobre

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”(…) Così tra questa immensità s’annega il pensier mio e il naufragar m’è dolce in questo mare”.
La giornata è iniziata così. Aiutando Marco ad imparare a memoria L’infinito di Leopardi. Ci siamo svegliati insieme alle 6 perché ieri sera non ce l’aveva fatta. Il suo attuale problema è avere difficoltà nel gestire in modo coerente il tempo da dedicare al gioco e quello da dedicare allo studio. Lo vedi sempre in crisi e trafelato perché, non essendo poi il tipo da presentarsi impreparato, cerca di recuperare rocambolescamente fino all’ultimo istante. Segnando ogni volta nuovi record di svolgimento di problemi e tempo di studio di una lezione. Di solito da solo e oggi coinvolgendomi. Ieri sera arriva dalla sala da pranzo in cucina, dove stavo parlando con Alessia, butta sul tavolo il libro di letteratura e dice ”sta poesia non la capisco e non riesco proprio a impararla a memoria”. E io ”Che poesia è? Fai vedere…”. Quando scopro che è L’infinito con Alessia ci ritroviamo a recitargliene buona parte a memoria. Lui strabuzza gli occhi e mi dice ”Meglio. Così mi aiuti”.
Ora se ne è appena andato a scuola, di corsa, mentre ancora la ripeteva continuando a confondere l’eterno con l’inverno (che effettivamente con le passate stagioni ci sta!). Per dargli una mano ho provato a dirgli di visualizzare i versi. Di vederla quella siepe e di pensare a questo ragazzo che aveva pensieri profondi come questi e viveva in un posto chiuso dove difficilmente qualcuno avrebbe mai potuto capirlo. Come succede a tanti in provincia e che a quel tempo non c’era mica internet. Mica poteva confrontarsi con altri affidandosi al web. Mica poteva aprire un profilo Facebook o gestire un blog. Lui era solo e non riusciva ad ovviare a questa realtà. A questo punto Marco che pensavo non mi stesse ascoltando mi dice piano ”ed era pure malato”. Senza internet e pure malato. Ora sì che comprendeva il dramma!
A dire il vero, nonostante i miei sforzi e quelli, immagino, dell’insegnante, non credo abbia capito fino in fondo cosa volesse dire Leopardi, è ancora troppo piccolo, ma con il tempo lo farà, ne sono certa. Perché tutti noi abbiamo provato, almeno una volta, quella paura di fronte all’infinito e quella dolcezza nel naufragare in esso. A 20 anni e anche tanto tempo dopo. E internet con tutti i suoi moderni ammennicoli su questo possono fare poco. Anzi niente. Quella paura e quel naufragar resistono, intatti, al tempo e all’evoluzione. E Leopardi resta quello che li ha saputi raccontare meglio di tutti.
Infinito buongiorno!

Foto: manoscritto autografo di Giacomo Leopardi da Wikipedia.

Il buongiorno dell’11 settembre

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Tutti ricordano questa data per la tragedia dell’attentato alle Torri Gemelle. Io invece per il mio matrimonio. Che fu un venerdì di 16 anni fa. Un venerdì, certo, perché una come me, al detto che “Né di Venere, né di Marte non si sposa, non si parte né si da principio ad arte”, figurati se ci crede. Come anche all’altro, visto che piovve, che recita “Sposa bagnata, sposa fortunata”. Pure a credere a tutto, possiamo dire che noi siamo arrivati prima del più noto 11 settembre e che i detti si sono annullati. Come dire che, nel nostro caso, non c’è alcun dubbio che abbiamo fatto tutto da soli. Non ci sono influenze cosmiche a cui poter risalire che alleggeriscano, in qualche modo, il nostro fallimento.

Mentre scrivo mi rendo conto che ricordo ogni momento di quel giorno. E a rivederlo ora c’era già scritto tutto. Ma mi ci sono voluti anni per capirlo. Anni in cui abbiamo fatto anche cose belle. Un figlio ma, sono sicura, non solo. Ora non riesco a ricordarne neanche una, oltre a Marco. Detto che sarebbe sufficiente, sono sicura che prima o poi me ne torneranno in mente altre. Ci vuole tempo anche per questo. E in questa festa di luoghi comuni mi verrebbe da dire che l’unica é dare tempo al tempo. Anche se, secondo la mia esperienza, far trascorrere il tempo senza spenderlo non serve a nulla. E quindi farò, ancora una volta, a modo mio. Magari già l’anno prossimo riuscirò a rivedere l’album dei ricordi con un occhio più oggettivo. E visto che non si tratta di una speranza ma di un obiettivo, è anche facile che succeda.

Perché ogni storia merita di essere raccontata, prima di tutto a noi, con tutte le sue sfumature. Anche quelle che finiscono. Anche la nostra.

Buongiorno di pioggia. Anche quest’anno di pioggia.

Foto dal sito mirto e fiori d’arancio

Il buongiorno del 5 settembre

Stamattina ho tanti pensieri in testa e non so davvero verso dove liberare parole. Se scrivere di un bell’incontro con una persona, con cui ho lavorato vent’anni fa, e di come abbiamo scoperto del tempo che ruba i particolari ma non la sostanza e le emozioni profonde del vissuto. Oppure dell’avvicinarsi del rientro in ufficio. E con questo da un lato il pregustare il piacere di rivedere quella famiglia, de facto, con cui passo la maggior parte delle ore della mia vita. O, con meno entusiasmo, dall’altro lato, cedere alla preoccupazione di poter perdere velocemente i benefici della vacanza rientrando in tutte quelle dinamiche che stancano senza produrre. O ancora affrontare il tema del perché mio figlio mi costringa ogni volta a punirlo, privandolo della partecipazione a quelle che sono le attività che lui ama, e non possa invece trovare da solo il giusto compromesso di tempo da dedicare a piacere e dovere. O infine se scrivere della giornata fitta che mi aspetta e quindi di come i giorni di ferie possano diventare più faticosi e intensi di una pesante giornata lavorativa.
E invece ho pensato che c’è una notizia che in questi giorni che mi ha davvero colpito e che merita due righe prima che mi sfugga. Ed è quella di Luciano Onder cacciato dalla conduzione di Medicina 33. Questa notizia riportata ovunque deve essere stata evidentemente costruita da qualcuno che ad Onder vuole un gran bene. Perché attacca puntando sull’immagine del conduttore ma poi, non certo che qualcuno ti entra in casa con inidonea allegria da 30 anni, subito dopo pranzo, parlandoti dei rimedi per le gambe gonfie, dei sintomi dei calcoli renali o di come combattere i trigliceridi alti, abbia raccolto tutte queste simpatie nel cuore della gente, punta sull’aspetto economico. Lui finora pagato con 500 € euro al mese mentre a chi lo sostituirà andranno 400.000 €. Buttata lì con fonte Dagospia. Questo tizio, che tutto induce a pensare più giovane, meno preparato e sicuramente raccomandato, sarà pagato 67 volte di più. Neanche se imponesse le mani e ci guarisse tutti. Ed il bello è che parte immediata la inutile rassegnata indignazione ma nemmeno un dubbio sul fatto che manchi qualche aspetto per comprendere il tutto. Perché ormai questo è il Paese in cui tutto è possibile. Anche una cosa come questa che, così come posta, non ha alcun senso. E chi attacca per primo vince almeno sui sedimenti della memoria comune.
Ed è questa, non c’è dubbio la notizia più triste e raccapricciante.
Buongiorno al mal di stomaco e a come superarlo!

Il buongiorno del 26 agosto

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La casa che abbiamo affittato qui a Nardó ha un terrazzo e una bellissima vista sul mare. È una casa di mare di quelle in cui si portavano i mobili e le suppellettili in disuso. Ci sono oggetti con un patrimonio di storie. Mi piacerebbe avere il tempo di guardarle e assorbirle. Ma qui il tempo passa in fretta. Soprattutto impegnato nel pellegrinaggio alle varie spiagge. Ho tolto l’orologio il primo giorno e lascio che sia il colore del cielo e la fame a stabilire i ritmi. Ovviamente la mia. Quella di Marco è costante e non mi direbbe nulla sulle fasi della giornata. Purtroppo gli orari dei negozi non seguono questo metodo naturale e ieri sera abbiamo rischiato di saltare la cena. I ragazzi volevano preparare il barbecue e glielo abbiamo affidato. Si sono accaniti su quella carbonella, che non voleva prendere, con una determinazione che non avremmo mai detto potesse essere sollecitata da un hot dog. Hanno parlato del barbecue tutto il giorno. Di come prepararlo. Di cosa comprare. Dei compiti di ognuno. Ed è stato davvero divertente vedere la loro perfetta coordinazione e soprattutto verificare la qualità del prodotto finale.
Obiettivo comune e condiviso, fiducia reciproca ma anche e soprattutto la consapevolezza di ognuno di mangiare il risultato. Qualcuno parlerebbe di team building ed invece è solo un gioco da ragazzi. Che ci ricorda che semplificare aiuta. Che eliminare sovrastrutture e appesantimenti è salvifico. Che prendersi meno sul serio ma lavorare seriamente, è l’unica vera ricetta di successo. E che lo sanno anche i bambini.
Buongiorno ai grandi che sanno guardare al patrimonio dei bambini. E ai bambini che non ci rinunciano per tutta la vita.

Di seguito il disegno di Roby ispirato dal post.

Il buongiorno del 27 giugno

Strano il tempo negli ultimi mesi. Sole, caldo, estate che sembra stia per esplodere. E poi improvvisamente il cielo che diventa nero e giù il diluvio tra lampi e fulmini. Da giugno a novembre in 5 minuti. E il tempo che diventa un argomento di conversazione costante, nelle più varie declinazioni.
Ci sono quelli che vengono sempre presi alla sprovvista: ‘No, non ci credo, ho lasciato stese le lenzuola in terrazza’; ‘Proprio ieri avevo lavato la macchina’; ‘Caspita, ho le scarpe aperte!’ .
Quelli che non li freghi mai: ‘ah, io l’ombrello ce l’ho sempre dietro’; ‘meno male che ho sempre un paio di scarpe di ricambio in macchina’; ‘Mi volevo fare i capelli ma ho evitato e ho fatto bene. Con questa umidità avrei buttato i soldi della piega!’.
E poi i catastrofisti ‘Ce lo dovevamo aspettare con tutto quello che abbiamo mandato nell’atmosfera’; ‘Sono le prime avvisaglie del nuovo diluvio universale. Ce lo meritiamo!’; ‘Ormai siamo diventati un paese tropicale e in più con il mare di Ostia mica con quello delle Maldive. Se non è sfiga questa….’.
E ti accorgi perché uno degli argomenti preferiti degli inglesi è il tempo. Come quelli che stanno a dieta e parlano sempre di cibo.
Sole, ti prego, torna ad essere il simbolo del nostro Paese. Stanno per arrivare le vacanze e non possiamo perdere il pezzo forte di quello che gli stranieri trovano fantastico dell’Italia. Il calcio ce lo siamo giocato al primo turno. E la pizza non ce la può fare a contrastare Berlusconi e la politica corrotta.
E non mi dite che quando dite all’estero che siete italiani, la prima cosa che vi citano è il Colosseo o il Ponte dei sospiri…
Buongiorno e speriamo che oggi ci sia il sole!

Il buongiorno del 18 giugno

‘Hai un marito affettuoso, dei figli meravigliosi, un lavoro prestigioso, di che ti lamenti?’ Eh si perché, non c’è dubbio, che questa sulla carta, è, a tutti gli effetti, una situazione di grazia. Perché c’è chi non ha mai trovato l’uomo giusto, chi non riesce ad avere figli, chi un lavoro non lo trova o l’ha perso. E quindi chi possiede tutto, è ricco e non ha diritto a lamentarsi.
Anche se il marito non torna prima delle 9. La casa in cui abita è dall’altra parte della città e quindi alle ore in ufficio ne vanno aggiunte due di auto e traffico. I figli sono piccoli e bisognosi di cure e tutti i giorni si sente in colpa per non dedicargli abbastanza tempo. E che, per finire, per portare avanti un lavoro prestigioso (o anche non prestigioso) nel nostro paese, è necessario avere a disposizione 48 ore su 24. Perché più che la testa è importante il tempo che si stanzia nei posti di lavoro.
Se hai tutto, non ti puoi lamentare.
Ma chi l’ha detto? Lamentiamoci e come. O meglio reagiamo. Portiamo la cultura della testa e non del tempo ovunque. Non stiamo pagando il prezzo giusto per quello che abbiamo (conquistato). Basta organizzarsi. E in questo siamo le migliori. Ne avranno tutti un vantaggio. Anche gli uomini. E sono sicura che ci saranno più matrimoni felici, nasceranno più creature e anche il mercato del lavoro ne avrà dei benefici. Perché le idee nascono da gente preparata e felice. Non da tristi amebe con tempo infinito a disposizione.
Buongiorno e tanti auguri di buon compleanno all’amica più ricca (di ragioni) che ho!

Il buongiorno del 14 giugno

Fa caldo. Tanto caldo. E sono giorni che invece di parlare di questo, si parla della perturbazione che verrà. Probabilmente i media non hanno ancora switchato sulle emergenze estive ricorrenti, come la siccità e gli incendi, e stanno ancora concentrati sulle bombe d’acqua (moderno naming delle perturbazioni più violente che si è sostituito a diluvio che faceva un po’ antico). E, fateci caso, in giro, a mio avviso proprio per questo, si parla più del fatto che pioverà che del caldo assurdo che ci sta attanagliando. Le previsioni per oggi differiscono da sito a sito. C’è chi sposta la pioggia in serata e chi non si arrende a che arrivi in mattinata. Nel nostro Paese si apre un dibattito pure sulle previsioni del tempo.
Ma stasera, pioggia o non pioggia, ci sarà la prima partita dei mondiali e per 90 minuti saremo tutti, più o meno, d’accordo. Tutti vicini. Tutti italiani. Sicuri di potercela fare. Sarebbe bello poterlo pensare anche domani. Anche sul resto. Magari succederà.
Buongiorno Italia, buongiorno… Concetta, ritornato cervello in fuga che non si arrende, e tantissimi auguri per il tuo compleanno!

Il buongiorno del 23 maggio

Oggi sono a casa in solidarietà. Obiettivo: cambio di stagione, nel mio armadio e in quello del figlio. Ho tempo fino alle 17 orario dal quale inizierà il mio sfidante weekend dietro al piccolo mostro. Un’agenda fitta di impegni, per lui, che lasceranno però anche a me qualche ritaglio per riposarmi. Un po’ come gli autisti che riescono a leggersi il giornale in macchina tra una tratta e l’altra. Ma va bene pure così. Mi sono resa conto che corro da metà marzo e questo è il primo weekend che, cambio di stagione a parte, avrò un po’ di tempo per me. Poco ma irrinunciabile. In questi giorni di grandi manovre cerebrali ho davvero bisogno di fermarmi. E ancora una volta mi viene in mente il mio caro amico Roberto che mi dice di non trattenere nulla perché il segreto per stare bene è lasciare fluire. Sarà pure così ma ci sono dei momenti che in quest’ultimo periodo ho frizzato, proprio per tenerne memoria. E che non voglio assolutamente lasciare andare. Perché, come i souvenir, posso tirarli fuori ogni volta che vorrò riportare in quel luogo la mente e il cuore. Ma non per rimpiangere il passato. Per continuare a credere che le cose succedono. Senza programmi e quando meno te lo aspetti. Probabilmente tutto ciò ha poco a che fare con la filosofia indiana. Ce ne faremo una ragione entrambe.
Buongiorno di pioggia solidale con il mio cambio di stagione!