Ognuno combatte…

solitudine

… la sua battaglia silenziosa. Sii gentile sempre.

Mi ha cambiato più questa frase che anni di catechismo. Perché dice che tutti fronteggiano difficoltà quotidiane più o meno serie, non sempre visibili nè alla vista nè al cuore, e che prima di attaccare l’altro bisogna sempre ricordarcene. Ma dice anche di non prendersela quando veniamo a nostra volta colpiti da chi non tiene conto di quello che, magari non esplicitato, ci attanaglia.

E’ bella questa frase che ci rimette, in un certo senso, in contatto con l’universo. Ed è anche bella perché ci solleva dal dover raccontare agli altri gli stati della nostra anima per essere rispettati.

Non per quello che pensano gli altri. Per quello che pensiamo noi. Perché se si è sensibili ogni alito di vento può graffiare la nostra anima. Ogni nostra chiusura può sembrarci mancanza. Ognuno che si sente ferito, nostra responsabilità. E non è così. O meglio, non sempre, è così. Anche le nostre battaglie silenziose meritano rispetto. Anche il nostro non esserci per impossibilità o distrazione merita rispetto e soprattutto fiducia.

Ci sono cose in cui ognuno di noi alla fine resta solo. Ed è importante costruirla bene questa solitudine, più di quanto ci impegniamo per funzionare in coppia; per trovarci forza, entusiasmo ed ottimismo veri. Per noi e da restituire. A volte è necessario tagliarsi fuori dal mondo per farlo. Per quanto possibile, senza limiti di tempo. Consapevoli che delle cose vere non si perderà nulla, mentre si alleggerirà il bagaglio dalle pesanti inutilità.

Buongiorno di sole!

Il buongiorno del 30 ottobre

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Da qualche giorno stavo pensando che quella mia ‘me’ vista da Roberto, sola e tirata sulla testata del sito, non mi rappresentava più a pieno. Indomita, così aveva chiamato Roberto quel ritratto, era sempre lei ma era cambiata dal momento in cui, con il suo tratto sincero, l’aveva immortalata. Ho accennato la cosa a Roberto, e dire accennato è anche troppo, e ancora una volta è riuscito a stupirmi.

“Cara Maru, questo che ti allego non è il fregio del Partenone (come potrebbe sembrare) bensì un tentativo di realizzare quanto dicevamo oggi. Il disegno rappresenta Indomita che pensa a quelli che sono i tag più importanti in ordine di dimensioni: Figlio, Amore, Amici, Felicità e Tempo. Fammi sapere se ti piace. Roby”

È un’Indomita più serena (e anche più carina!) che svela i suoi pensieri più ricorrenti. Ed è incredibile come anche dal conteggio delle parole chiave, evidenziate in ciascuno dei miei post, ciò che è davvero importante per me, e di conseguenza ciò a cui penso e di cui scrivo, appaia così chiaro e lampante. E come Roberto abbia colto il nuovo con il cuore e il sempre così attingendo a dati oggettivi. Il mio nuovo stato d’animo e le cose che metto al primo posto.

Quanto alle priorità credo che anche queste siano state poste nell’ordine giusto. A parte, forse, una. Forse scambierei l’Amore con gli Amici. Ma di fatto, nella mia accezione, non c’è neanche tanta differenza fra l’uno e gli altri. Come non c’è tra Amici e Famiglia.

Sono molto felice della mia nuova testata. Forse anche perché sono tanto felice di essere arrivata a quel viso più rilassato che, l’amichevole ma impietosa mano di Roberto, non avrebbe mai rappresentato se non l’avesse percepito come vero. E sono anche anche tanto contenta che Roberto si sia autoritratto tra gli Amici. Perché anche questa è pura verità.

Buongiorno al Figlio, all’Amore, agli Amici, alla Felicità e al Tempo. Quello, quest’ultimo, che fa freddo e che fa caldo, che non c’è mai per fare tutto, che non bisogna mai perdere.

Il buongiorno del 1* ottobre

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”(…) Così tra questa immensità s’annega il pensier mio e il naufragar m’è dolce in questo mare”.
La giornata è iniziata così. Aiutando Marco ad imparare a memoria L’infinito di Leopardi. Ci siamo svegliati insieme alle 6 perché ieri sera non ce l’aveva fatta. Il suo attuale problema è avere difficoltà nel gestire in modo coerente il tempo da dedicare al gioco e quello da dedicare allo studio. Lo vedi sempre in crisi e trafelato perché, non essendo poi il tipo da presentarsi impreparato, cerca di recuperare rocambolescamente fino all’ultimo istante. Segnando ogni volta nuovi record di svolgimento di problemi e tempo di studio di una lezione. Di solito da solo e oggi coinvolgendomi. Ieri sera arriva dalla sala da pranzo in cucina, dove stavo parlando con Alessia, butta sul tavolo il libro di letteratura e dice ”sta poesia non la capisco e non riesco proprio a impararla a memoria”. E io ”Che poesia è? Fai vedere…”. Quando scopro che è L’infinito con Alessia ci ritroviamo a recitargliene buona parte a memoria. Lui strabuzza gli occhi e mi dice ”Meglio. Così mi aiuti”.
Ora se ne è appena andato a scuola, di corsa, mentre ancora la ripeteva continuando a confondere l’eterno con l’inverno (che effettivamente con le passate stagioni ci sta!). Per dargli una mano ho provato a dirgli di visualizzare i versi. Di vederla quella siepe e di pensare a questo ragazzo che aveva pensieri profondi come questi e viveva in un posto chiuso dove difficilmente qualcuno avrebbe mai potuto capirlo. Come succede a tanti in provincia e che a quel tempo non c’era mica internet. Mica poteva confrontarsi con altri affidandosi al web. Mica poteva aprire un profilo Facebook o gestire un blog. Lui era solo e non riusciva ad ovviare a questa realtà. A questo punto Marco che pensavo non mi stesse ascoltando mi dice piano ”ed era pure malato”. Senza internet e pure malato. Ora sì che comprendeva il dramma!
A dire il vero, nonostante i miei sforzi e quelli, immagino, dell’insegnante, non credo abbia capito fino in fondo cosa volesse dire Leopardi, è ancora troppo piccolo, ma con il tempo lo farà, ne sono certa. Perché tutti noi abbiamo provato, almeno una volta, quella paura di fronte all’infinito e quella dolcezza nel naufragare in esso. A 20 anni e anche tanto tempo dopo. E internet con tutti i suoi moderni ammennicoli su questo possono fare poco. Anzi niente. Quella paura e quel naufragar resistono, intatti, al tempo e all’evoluzione. E Leopardi resta quello che li ha saputi raccontare meglio di tutti.
Infinito buongiorno!

Foto: manoscritto autografo di Giacomo Leopardi da Wikipedia.